Allo Darlin‘ @ Scala, Londra (Regno Unito)
11-12-2016

di Antonio Paolo Zucchelli

Tutto inizia una serata di marzo del 2011, quando tre amici e collaboratori di lunga data di questa webzine, decisero di scendere da Milano in Emilia Romagna per una cena insieme e per vedere il concerto degli Allo Darlin’ al Mattatoio di Carpi. Chi scrive apprezzava il primo omonimo album della band indie-pop di stanza a Londra, pubblicato l’anno precedente dalla Fortuna Pop!, ma fino ad allora non aveva mai avuto l’occasione di vederli dal vivo: l’esperienza fu fantastica e mi fece innamorare completamente della loro musica, anche se purtroppo fino al dicembre dello scorso anno non sono più riuscito a rivederli live. Nel frattempo erano usciti ‘Europe’ (2012) e ‘We Come From The Same Place’ (2014), la cantante Elizabeth Morris si era trasferita a Firenze insieme al marito Ola dei Making Mark e ora si è invece spostata in Norvegia.

Qualche mese fa arriva la triste notizia che il gruppo si sarebbe sciolto, poiché alcuni componenti abitano appunto in nazioni diverse dal Regno Unito e, appena messi in vendita i biglietti per questo loro concerto di addio, completamente sold-out in poco tempo, mi sono precipitato all’acquisto. Questo weekend allungato inglese sta per terminare, ma l’episodio centrale arriverà solo ora con il concerto degli Allo Darlin’ allo Scala, anticipato, per chi volesse, da un ritrovo pomeridiano di fan, presso il vicino Water Rats.

Già alle sette, poco prima dell’apertura delle porte, c’è una discreta fila di persone in attesa, davanti al locale di Pentoville Road: quando, finalmente, si riesce a entrare, una certa emozione sembra pervadere tutti. Quello che ci aspetta nelle prossime ore sarà un lungo e bellissimo momento per tanti di noi, senza dubbio malinconico, ma difficile da dimenticare. Saliti al piano superiore, la grande stanza della venue londinese si è già riempita in buona parte e, quando, alle sette e quarantacinque, saliranno sul palco Bill Botting & The Two Drinks Minimum, risulterà essere già interamente piena.

La band del bassista degli Allo Darlin’, insieme alla sorella Hannah (Owl & Mouse), a Paul sempre degli AD e a Jonny Helm, il batterista dei Wave Pictures, ci fa passare una buona mezz’ora in spensieratezza, con le sue canzoni, semplici, ma gradevoli: i ragazzi, inoltre, hanno la capacità di non dimenticare mai il sorriso, quando sono sul palco e ciò non può che farci piacere. Un nuovo album, annuncia Bill, è pronto e verrà realizzato nel corso del 2017, ma non ci sono ancora i dettagli ufficiali.

In seguito la line-up della serata prevede Josie Long, che, ammetto la mia ignoranza, purtroppo non conosco: non si tratta di una musicista, ma di una comica inglese, amica della band. La ragazza, classe ’82, nativa del Kent, amante dell’indie-pop, da quel che leggo in rete sembra avere un buon successo qui nel Regno Unito e anche negli Stati Uniti: intelligente, brillante, colta, dimostra di saper parlare con cognizione di parecchi argomenti, scatendando una sana risata e facendo anche riflettere chi la sta ascoltando. Una cosa diversa e, per certi versi inaspettata, ma comunque assai gradita.

Sono le dieci e un quarto ed è arrivato il momento che tutti i presenti stavano aspettando: i quattro componenti degli Allo Darlin’ sul palco sono emozionati, proprio come i loro fan, e chiedono al pubblico di aiutarli cantando. Il duo di canzoni che apre il concerto non è che il perfetto inizio di quella che sarà una altrettanto perfetta e indimenticabile serata: il delizioso indie-pop di ‘Wonderland’ e ‘Capricornia’ ottiene subito una risposta maestosa dai presenti. Eccellenti melodie, il ritmo veloce, le chitarrine jangly sono gli ingredienti e ogni persona nella sala canta e balla: credo che una migliore risposta Elizabeth e compagni non la potessero trovare.

E’ difficile percorrere un’intera carriera, sebbene non lunghissima, in un centinaio di minuti, ma gli Allo Darlin’ lo fanno bene, scegliendo i brani giusti, divisi in maniera accurata tra i loro tre lavori sulla lunga distanza: dalla malinconia di ‘Some People Say’, accompagnata da ukulele e violino, suonato da Dan Mayfield degli Enderby’s Room, alla più energica, poppy e positiva ‘Crickets In The Rain’, o alle schitarrate di ‘Bright Eyes’, ogni pezzo di questo puzzle sembra entrare perfettamente al suo posto. Il mainset non poteva che chiudersi con il singolo appena pubblicato ‘Hymn On The 45’, per cui viene ringraziato Sean Price della Fortuna Pop!, che li ha aiutati non solo in questa occasione, ma nel corso di tutta la carriera.

La Morris rientra sul palco da sola pochi attimi dopo, armata esclusivamente del suo ukulele: ‘Tallulah’ ci aspetta ovviamente. La gente canta con lei e ogni momento diventa una di quelle emozioni che ti entrano nella pelle e non riusciranno a uscirne più: impossibile trovare le parole per descriverle. ‘My Heart Is A Drummer’ è la degna conclusione dello show, tra la gioia e i coriandoli e i palloncini lanciati in aria: ciò che più colpisce, però, è il sorriso, stampato sulle labbra di ogni singola persona. Forse la carriera musicale degli Allo Darlin’ finisce in questa bella serata autunnale londinese, ma i ricordi di questa band non svaniranno mai nei cuori di chi l’ha amata nel corso degli anni: grazie Elizabeth, Bill, Paul e Michael per averci saputo regalare attimi di magia così belli e puri attraverso la vostra musica.


Pubblicità

NEWS.-

DISCHI.-


CONCERTI.-

Facebook