Emiliana Torrini & Colorist @ Santeria Social Club, Milano
19-2-2017

di Raffaele Concollato

Lontana dal palco da qualche anno ritorna Emiliana Torrini, cantante italo-islandese (non parla una parola di italiano, come subito confesserà), accompagnata dalla Colorist Orchestra. Composto da otto elementi il gruppo, imperniato sul duo belga composto dal vibrafonista Aarich Jespers e dal percussionista Kobe Proesmans, mischia il suono del 'legno' degli strumenti classici e l'elettronica riuscendo a spaziare dalla musica classica alla contemporanea.

L’ingresso del gruppo è lasciato all'intro strumentale di ‘Jungle Drum’, poi Emiliana, raggiante e florida grazie al pancione che la precede (tiro ad indovinare: sarà al settimo mese abbondante) comincia a spiegare che negli ultimi anni è stata in giro per l'Europa, andando ovunque la chiamassero. Che fosse a Cordoba con un gruppo gypsy, a Berlino con una jazz band o a Reykjavik con un'orchestra sinfonica o appunto uno strambo ensemble come i Colorist. Il primo incontro con i due artisti belgi, anch'esso fugace, solo telefonico, sembrava doversi esaurire in quel pugno di date franco-belga che fecero quasi senza prove. Sorprendentemente la tra i due mondi “è sbocciato l’amore (artistico)” come ci sottolinea Emiliana, e la storia continua ancora.

L’ensemble belga conosce bene il suo lavoro e ha riarrangiato i brani in modo da non snaturarli del tutto, riuscendo a tirarne fuori sempre qualcosa di nuovo. Quasi ogni canzone viene presentata dalla cantante, che tra aneddoti e racconti si rivela una simpatica intrattenitrice. Sfilano ‘Blood Red’, ‘Caterpillar’, ‘Speed Of Dark’, poi ‘Jungle Drum’ (da ‘Me And Armini’ del 2008), rifatta con ben in evidenza il suono di viola e violino, vibrafono e percussioni senza fronzoli, confermando che il suono del ‘legno’ può essere sorprendentemente forte.

I musicisti seguono la Torrini senza disdegnare sviate rumoriste o improvvisi cambi di ritmo, sempre attenti a mantenere il ruolo di accompagnatori/comprimari e non di protagonisti. A vedere come sorride ad ogni brano viene da pensare che forse è questo che ha colpito nel segno. Dall’idillio sonoro è anche nata la nuova canzone ‘When We Dance’ dove, ci spiega ancora Emiliana, sente ballare la creatura nel pancione ogni volta che la esegue. Notevole l’altro inedito ‘Nightfall’ (scritta con Kid Koala), molto profonda, ricorda molto le sonorità care alla Biork meno artificiosa.

La punta emotiva si ha verso il finale quando una sentita ‘Bleeder’ che rende giustizia alle doti vocali che la cantante dimostra di avere riuscendo da emozionare ed emozionarsi. Scendendo dal palco saluta, ancora una volta radiosa e felice, sicura di avere regalato una serata speciale a chi era lì per lei.


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