Busted @ Tunnel Club, Milano
18-3-2017

di Riccardo Cavrioli

E arrivò anche la prima volta dei Busted in Italia. E' il Tunnel di Milano ad ospitare l'arrivo del terzetto che l'anno scorso è tornato alla ribalta con l'album 'Night Driver', dopo ben 12 anni di silenzio discografico dovuto allo scioglimento della band nel 2005.

Non ci sono certo le folle oceaniche dei loro tour inglesi, ma il Tunnel mostra un discreto colpo d'occhio quando i nostri (preceduti da Luca Chikovani che piazza 20 minuti di chitarra/voce mescolando abilmente cose sue, dignitose, a cover azzeccate che bene o male tutti o quasi conoscono) salgono sul palco e attaccano ' Air Hostess', seguita a ruota dalla nuova 'Thinking of You'. Ecco, già nei primi due brani la dicotomia dei Busted emerge in tutta la sua chiarezza. La band passa dal pop-punk degli esordi, sbarazzino e pimpante, al tiro simili 'Maroon 5 made in UK' del loro ultimo disco: il tutto senza darsi alcun impegno di amalgamare le cose, no, anzi.

Tutto sommato va anche bene così, senza che ci sia un tentativo di riarrangiare i brani vecchi o nuovi per uniformare il tutto. I fan presenti sanno sopportare (forse meglio del sottoscritto) i repentini passaggi di umore e di suoni e, sia che ci sia da ballare su ritmi funk-pop (a tratti decisamente pacchiani) sia che ci sia da saltare come invasati, rispondono presenti (anche se c'è da dire che i brani 'classici' trovano decisamente più entusiasmo e calore). Chi vi scrive non fa mistero di non apprezzare particolarmente l'album uscito nel novembre scorso e vedere Charlie Simpson armeggiare al synth/campionatore, piuttosto che alla chitarra, è sempre un colpo al cuore, ma tutto sommato qualche pezzo nuovo come 'New York' se suonato con il piglio di stasera fa la sua bella figura (e ci credo che Charlie lo definisce il suo pezzo preferito del nuovo album!).

Niente male la doppietta 'Crashed the Wedding' (suonata con fin troppa foga) e la classica ballatona 'Sleeping With the Light On', mentre 'What I Go to School For' rispetto all'esecuzione che vidi l'estate scorsa nel loro live londinese alla 'O2 Arena' è decisamente meno rabbiosa e potente, più pop e meno punk e la cosa non guasta. Proprio facendo ulteriori confronti con quella data non si può fare a meno di notare come Matt Willis in questa reunion ci metta davvero l'anima: è lui quello che, fra i tre, cerca più l'interazione con il pubblico, lo vedi battersi il petto come a dimostrare la sua fede alla causa. Charlie invece tanto quando a Londra era apparso quasi freddo e professionale, stasera invece ha dato l'idea di aver ritrovato il gusto di suonare nei Busted, godendosi quest'avventura anche con piacere, pronto per poi magari rituffarsi, più avanti, nei suoi ulteriori progetti musicali. Ora però lo si vede ben concentrato e l'arrangiamento bello chitarristico di '3 AM' sembra tutta farina del suo sacco. La cosa ovviamente non può che farci piacere.

Si chiude, inevitabilmente con 'Year 3000', preceduta da 'Coming Home' e un Charlie che, simpaticamente, si scusa se non se ne andranno dal palco per poi risalirvi per i bis, ma tornare nei camerini al Tunnel, passando tra i presenti, non è il massimo e così il nostro dice "Fate finta che siamo andati e ora siamo tornati". Un oretta e dieci di concerto in cui l'assenza di un classico come 'You Said No' lascia un po' l'amaro in bocca, ma hanno promesso che torneranno: adesso che il ghiaccio con l'Italia è stato rotto ci crediamo e Charlie che scende dal palco con la bandiera italiana sulle spalle, beh, ci infonde un po' di speranza. A presto allora.

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