Lisa Hannigan @ Santeria Social Club, Milano
22-4-2017

di Raffaele Concollato
[foto di Luca Bertoni]


Preceduta dalle giovanissime conterranee Saints Sisters, un duo arpa celtica, voce e tastiere dal sound etereo e melodioso, Lisa Hannigan torna a Milano dopo poco sei mesi dallo show tenutosi a fine ottobre al Fabrique. La Santeria Social Club è un luogo ben diverso è meno dispersivo e più adatto al tipo di proposta musicale. All’ingresso, preceduta dai musicisti, con un abito nero a fiori l’esile figura della cantante irlandese inizia con la tenue ma non troppo 'Ora' dall’ultimo lavoro 'At Swim'. Il brano rende giustizia alla splendida voce passando dalla leggerezza iniziale al canto etereo finale in un ottimo crescendo emozionale.

Qualcosa è cambiato negli arrangiamenti e la band, in cui spicca l’assenza di Heather Woods Broderick, tornata negli Stati Uniti per proseguire la carriera solista, è arricchita da un nuovo tastierista. La precisione e l’attenzione con cui venivano eseguiti i brani qualche mese fa sono lasciate da parte per rivestire le canzoni con suoni più grezzi, rumorosi e definitivamente più accattivanti. Niente di rivoluzionario sia chiaro, le strutture rimangono intatte ma l’uso della batteria, i solo di chitarra, i finali allungati, tutto è un chiaro segno dell’evoluzione del suono che Lisa sta portando avanti.

Similmente alle altre date sfilano tutte o quasi le canzoni dell’ultimo lavoro che riescono a fondersi con i brani degli album precedenti senza realmente sentirne uno stacco netto, come era evidente sia su disco che nei primi concerti. La setlist prevede che la parte centrale sia dedicata alla sola voce e chitarra/ukulele che, come ormai ci ha abituato, esaltano le qualità della Hannigan. Le delicate esecuzioni di 'Little Bird' e 'Passenger', entrambe dall’album 'Passenger' del 2011, sono l’apice emotivo della serata.

La seconda parte dello show è molto più movimentata: 'Lo', 'O Sleep', 'What Will I Do?', 'Knots' sfilano intervallate da una profonda 'We The Drowned'. Tempo di una rapida uscita dal palco per tornare accompagnata dalle Saints Sisters per eseguire insieme una magica 'Anahorish' a cappella e una leggera 'Fall' full-band ma con la sola Lisa alla chitarra.

La conclusiva 'A Sail', molto più tirata rispetto all’originale, conclude lo show in modo perfetto: l’amicizia con Glen Hansard, oltre che smuovere il blocco dello scrittore, è evidentemente servita per far uscire la cantante di Dublino dai soliti schemi a cui ci aveva abituati finora.

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