Happyness @ ARCI Dude, Soliera (MO)
5-5-2017

di Antonio Paolo Zucchelli

Molti di noi hanno conosciuto gli Happyness nel 2015, quando la Moshi Moshi aveva ripubblicato, aggiungendo alcune bonus-track, il loro primo LP, ‘Weird Little Birthday’, già realizzato l’anno precedente dalla piccola etichetta Weird Smiling: la band indie-pop londinese capitanata dal bassista Jon EE Allan, intanto, in questi ultimi anni ha portato la propria musica in tour sia in Europa che negli Stati Uniti, aprendo per artisti di rilievo come Suede, Mac DeMarco e Dandy Warhols e partecipando a festival importanti come CMJ, Reading e Leeds, Green Man, SXSW, Pickhaton, End Of The Road. Lo scorso anno è arrivato l’EP ‘Tunnel Vision On Your Part’, mentre poche settimane fa è uscito il loro sophomore, ‘Write In’, sempre per la nota casa discografica indipendente di Londra.

Gli Happyness hanno da poco iniziato a supportare la nuova fatica, girando per l’Europa e stasera fanno tappa all’ARCI Dude di Soliera, a pochi chilometri da Modena: quella di oggi si tratta di un warm-up dell’Arti Vive, il festival che si tiene tutti gli anni nel centro della cittadina emiliana e che ha sempre portato qui nomi molto interessanti della scena indie-rock mondiale (quest’anno ci sarà Kevin Morby, per esempio).

Ad aprire la serata c’è il modenese Setti che, dopo aver pubblicato il primo LP, ‘Ahilui’, nel 2013 per La Barberia Records, sta preparando il suo sophomore, che dovrebbe arrivare quest’anno. Il breve set del cantautore emiliano è molto gradevole e si divide tra momenti di indie-pop chitarristico e altri con influenze folk, molto più intimi, dove è in parte accompagnato anche dalla chitarra di Luca Lovisetto dei Baseball Gregg.

Dopo il concerto dei torinesi Foxhound, quando manca poco più di un quarto d’ora all’una, salgono sul palco gli attesi Happyness, in formazione a quattro, con l’aggiunta del live guitarist Paul Abderrahim. E’ ‘Anna, Lisa Calls’, estratta dalla nuova fatica, ma già presente anche nell’EP dello scorso anno, ad aprire i giochi oggi: il ritmo veloce, ben supportato dalla batteria di Ash Cooper, ci porta ad assaggiare le prime delizie melodiche in salsa lo fi. La voce del frontman Jon EE Allan e i coretti catchy conquistano immediatamente il pubblico presente nella venue emiliana, regalando un tuffo negli anni ’90 con citazioni dei Pavement. L’adrenalina della successiva ‘Anything I Do Is All Right’, con i suoi pesanti e sporchi riff chitarristici, si avvicina maggiormente ai Dinosaur Jr., invece. ‘Through Windows’, poi, si rivela una delle nostre preferite anche live e non solo sull’album: l’intro con il piano, suonato da Benji Compston, gli arpeggi morbidi e quella leggera vena di psichedelia, abbinata a una buona dose di dolcezza presente nei vocals, la rendono qualcosa di magico.

‘The Reel Starts Again’ continua con il discorso romantico, attraverso il suono morbido del piano, ma ciò che più ci colpisce sono gli assoli di chitarra da parte di Paul, mentre ‘Lofts’, caratterizzato dal leggero falsetto lo-fi di Benji, ci fa volare con la leggerezza dei suoi sentimenti.
Con ‘SB’s Truck’, altro estratto dall’EP ‘Tunnel Vision On Your Part’ dello scorso anno, si ritorna a viaggiare su tematiche anni ’90 con uno slacker-rock che cita ancora la band di Stephen Malkmus, regalando ancora belle melodie; ‘Montreal Rock Band Somewhere’, infine, dopo un lungo intro che ci sa ipnotizzare, chiude il concerto con tanta adrenalina strumentale.

In un’ora abbondante gli Happyness ci hanno dimostrato di essere capaci di costruire piacevoli soluzioni melodiche e di saper variare il proprio suono in più direzioni, pur sempre citando il passato: un altro passo in avanti è stato fatto da questa giovane band londinese.


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