Arcade Fire + Hercules And Love Affair @ Visarno Arena, Firenze
18-7-2017

di Danilo Nitride

È un caldo martedì di luglio e Firenze, nell’Arena del Visarno, si appresta ad ospitare l’ennesimo evento live nell’ambito della rassegna Firenze Summer Festival. Diversamente da quanto accaduto coi Radiohead e con gli altri eventi del Firenze Rocks, gli organizzatori hanno preferito ridurre il parterre e installare delle tribune. Ciò, però, non fa desistere me e gli altri miei compagni di viaggio dalla ricerca delle prime file. Le porte aprono poco prima delle 19, l’ingresso è unico, i controlli capillari ma il flusso è scorrevole. Gli stand per cibo, bevande, merchandising e token questa volta sono disposti fuori l’ingresso del parterre, per cui giro veloce e corsa verso le prime file tanto agognate.

Il programma prevede in apertura la performance degli Hercules And Love Affair, progetto musicale capitanato dal DJ e producer americano Andy Butler (soltanto omonimo dei fratelli Win e Will). Butler si presenta abbastanza in palla, con una salopette color senape e un cappello che ricorda quello del famoso protagonista del VideoGame 'Mario Bros.', ed è accompagnato per l’occasione dagli estrosi e appariscenti (soprattutto nel vestiario) Mary Rouge e Gustaph, vocalist dalle indubbie capacità canore. I 40 minuti circa di live scorrono senza intoppi, passando in rassegna le varie hit passate e presenti ('Blind' e 'Omnion' su tutte) e con una discreta partecipazione del pubblico, non eccessivamente entusiasmato ma di sicuro divertito dai tentativi di coinvolgimento dei performer.

Ed eccoci al momento clou della serata: gli Arcade Fire. La scaletta prevede l’ingresso dei Nostri alle 21:30 ed impeccabilmente, all’ora programmata, parte il jingle d’apertura dell’Infinite Content Tour: 'Everything Now Slow'. In formazione completa e con gli abituali turnisti (la violinista Sarah Neufeld e Colin Stetson ai fiati), il collettivo di Montreal sciorina subito sorprese, cominciando con la mastodontica 'Wake Up', il cui lento incedere e i numerosi spazi corali iniziano a scaldare una folla che li osanna fin da subito. Si susseguono brani vecchi e nuovi in una mistione coinvolgente e ben assortita: 'Everything Now' e la sua melodia di chiara ispirazione ABBA è un inno alla gioia, rasserenante e al tempo stesso con una grande attitudine live. Sulla stessa falsa riga è 'Here Comes The Night Time', dove i musicisti canadesi si divertono e dimostrano la loro versatilità strumentale, con cambi di postazione nel corso del brano senza che questo ne perda di intensità. Le successive 'Chemistry' ed 'Electric Blue' (in cui Régine Chassàgne prende le redini della scena) ribadiscono la grande inclinazione al live dei pezzi del nuovo disco, oltreché forieri di diverse influenze musicali e non ascrivibili ad un unico concept sound.

Il resto della setlist è un greatest hits dai loro primi tre dischi: c’è 'Neon Bible' con 'No Cars Go', dove il pubblico risponde presente all’incitamento corale, e con la title-track suonata per intero con l’illuminazione dei cellulari del pubblico. C’è 'The Suburbs' con ben 5 pezzi: 'Suburban War', uno dei momenti più intimi dell’intera serata, con iniziale dedica all’amico Bowie, 'The Suburbs' e 'The Suburbs (Continued)', accolte con grandissimo entusiasmo dagli astanti; l’epica 'Ready To Start' che infuoca l’Arena anche grazie alle discese di Win Butler tra la folla, totalmente in estasi; 'Sprawl II' vede di nuovo protagonista Régine che, ipnotica e sensuale, rapisce l’attenzione dell’intero Visarno, in visibilio sul finale durante la performance con i nastri. Chiudono la prima parte del concerto 'Tunnels', quale primo assaggio di un finale esaltante marcato 'Funeral'; 'Reflektor' e 'Afterlife', che rappresentano al meglio i luoghi elettronici del penultimo disco e 'Creature Comfort', la più 'reflektoriana' di 'Everything Now'.

Dopo un finto saluto a cui hanno creduto giusto due, tre persone, i Nostri ritornano sul palco più carichi che mai per una combo esplosiva. Totalmente avvolti da una nube di fumo, suonano una ruvida 'Power Out', molto più grezza nel sound ma non per questo meno apprezzata da una folla entusiasta. La conclusione è affidata ad un altro pezzo di 'Funeral': 'Rebellion (Lies)', i cui highlights mostrano l’apice di un concerto intenso ed appagante per tutti e cinque i sensi: le corse sfrenate di Will Butler per l’intera arena con tanto di Timpano al collo e i cori di tutto il Visarno, anche dopo l'uscita di scena degli Arcade Fire, quale gesto di sentito ringraziamento ad una band che si conferma estremamente in forma.

E se vi state chiedendo se esserseli persi nuovamente dal vivo sia stata una scelta infelice, purtroppo non possiamo fornirvi risposte consolatorie. Ebbene sì, gli Arcade Fire sono una delle migliori realtà musicali in circolazione e dal vivo lo confermano pienamente.


Pubblicità

NEWS.-

DISCHI.-


CONCERTI.-

Facebook