Interpol @ Carroponte, Sesto San Giovanni (MI)
23-8-2017

di Silvia Somaschini

È il 23 agosto di un’estate caldissima, Milano è ancora desolata e silenziosa come una piazza di De Chirico. Pure le lavanderie cinesi sono chiuse. A risollevare il morale di chi ha già finito le ferie ci pensa il Carroponte - deo gratias - che ospita alle porte della città il concerto degli Interpol. L’atmosfera ha il profumo dei festival estivi e scaccia via il pensiero dell’ufficio ancora per un po’.

Paul Banks e soci arrivano in Italia per celebrare il 15esimo anniversario di 'Turn On The Bright Lights', il loro primo album. Certo, la scaletta non sarà una sorpresa, ma la scelta di seguire fedelmente la sequenza del disco regala agli affezionati il tempismo perfetto per coprire di cori e Instagram Stories le proprie canzoni preferite. L’accoglienza è davvero impressionante, anche da parte di qualche sparuto over 60, fra cui uno che inspiegabilmente ha ripreso tutto il concerto con il tablet.

Il palco è ovviamente quello delle grandi occasioni e a ben pensarci la cornice di neon rossi che ormai da 8 anni descrive il profilo del Carroponte richiama l’estetica del booklet di 'TOTBL'. Curiosa coincidenza. 15 anni fa io nemmeno avevo nemmeno la patente per andare ai concerti, ne son cambiate di cose. Loro no: entrano in scena con proverbiale eleganza, stoici nei loro completi scuri nonostante la temperatura. Paul Banks sfoggia una pseudo frangetta, ma resta il glaciale rubacuori di sempre.

'Untitled', 'Obstacle 1', 'NYC', come da copione. Qualcuno nel pubblico si lamenta dei volumi bassi e in effetti è la voce all’inizio si perde un po’. Fortunatamente conosciamo ogni singola parola a memoria e su 'PDA' interveniamo con il nostro stonatissimo “Sleeeeeep tonight”. Da qui il concerto sembra avere una carica diversa. Banks, che fino a quel momento si era limitato a oscillare sul posto come di consueto, molla per un attimo la postazione, slaccia il primo bottone della camicia, ringrazia in un timido italiano e attacca 'Say Hello To The Angels'. La trilogia 'Hands Away', 'Obstacle 2' e 'Stella Was A Diver...' fa il resto: ora davvero riconosciamo i nostri Interpol, quelli un po’ altezzosi e impeccabili nei suoni come su disco.

Dritti così ancora per 3 pezzi, finché 'Turn On The Bright Lights' si conclude, il frontman sorride e annuncia: “We got few more songs for you”. Seguono 'Not Even Jail', 'Take You On A Cruise', l’inedita 'Real Life', e si chiude fra l’entusiasmo generale con 'Slow Hands' e 'All The Rage Back Home', il pezzone per eccellenza. Breve pausa e gli Interpol tornano sul palco per l’encore: la selezione dei pezzi extra 'TOTBL' prosegue con 'Specialist', 'The Heinrich Maneuver' ed 'Evil'. Lancio delle bacchette, fine della trasmissione.

Fatta eccezione per le incertezze iniziali, se avessimo dovuto immaginare il concerto tributo al disco che ha segnato le nostre adolescenze post punk lo avremmo disegnato più o meno simile. Perché in fondo a questi algidi newyorkesi vogliamo bene così. Operazione nostalgia riuscita.


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