Alvvays @ Koko, Londra (Regno Unito)
8-9-2017

di Antonio Paolo Zucchelli

Oggi è il giorno del nuovo album dei National, ‘Sleep Well Beast’, e in rete giustamente non si parla di altro, visto l’elevatissimo valore del disco di Matt Berninger e compagni, ma, tra le tante uscite previste in data odierna, vi è anche quella dell’attesissimo sophomore degli Alvvays, ‘Antisocialites’, pubblicato dalla Transgressive Records. Con il primo omonimo disco, la band indie-pop di stanza a Toronto era riuscita a conquistare un largo numero di fan in giro per il mondo, grazie anche alle ottime melodie che la frontwoman Molly Rankin sa creare e anche questo secondo lavoro, a nostro avviso, non deluderà le attese dei fan.

Il Koko, situato nella parte sud di Camden Town e a poca distanza dalla stazione di Euston, ospita stasera la loro tappa londinese, sold-out ormai da circa due mesi: oggi sembra essere una perfetta occasione per testare le canzoni appena realizzare e riscoprire nuovamente quelle della fatica precedente. Abituati agli orari impossibili italiani, rimaniamo piacevolemte sorpresi, quando gli headliner salgono sul palco alle otto e mezza precise (e termineranno verso le nove e quaranta).

Si parte proprio con un estratto dal nuovo LP, ‘Save By A Waif’, che in realtà avevamo già conosciuto in passato con il nome di ‘New Haircut’: il brano nella versione live ci sembra più delicato rispetto a quella del disco e permette a Molly di creare ottime armonie, aiutata dalla tastierista Kerri MacLellan e dalla nuova batterista Sheridan Riley, che abbiamo già conosciuto durante la sua militanza negli Avi Buffalo. Ovviamento il talento che il gruppo canadese possiede, ovvero quello di saper scrivere melodie che si appiccicano sin da subito nella mente di chi le ascolta, non viene mai a mancare. A dimostrazione di ciò arriva subito ‘Adult Diversion’, opening-track del loro debutto e uno dei brani più amati dai loro fan, che fa letteralmente volare i numerosi presenti nella sala del noto club di Mornington Crescent: da notare l’ottimo lavoro della nuova drummer, che sa dare una buona spinta verso l’alto al pezzo e che per tutta la serata saprà dare un contributo importante per la buona riuscita del live-show.

Ci facciamo colpire volentieri dal nuovissimo singolo ‘Plimsoll Punks’, ben supportato dalla batteria e dalle rumorose tastiere; i gentili vocals di Molly navigano bene tra le scintillanti chitarre e la bionda frontwoman mostra più di una volta le sue notevoli capacità di estensione vocale, che ci riporta in mente, per usare paragoni recenti, Rachel Kennedy dei londinesi Flowers e Lucille Campbell dei mancuniani Help Stamp Out Loneliness. Splendidi i malinconici arpeggi e le potenti tastiere che creano la melodia della dolce amara ‘Not My Baby’: il ritmo riflessivo prosegue per quasi tutto il corso della canzone, prima che lasci spazio a una maggiore carica adrenalinica, senza però dimenticare quale sia il loro talento più importante. ‘Forget About Life’ è più cupa e malinconica delle altre canzoni degli Alvvays: le imponenti keys le conferiscono uno strano e sorprendente senso di solennità, che non puo’ che farci piacere. ‘Your Type’, invece, è una bomba indie-pop dalle influenze punk: come su disco, è estremamente adrenalinica e, grazie a basso e tastiere esplosivi e a un senso melodico perfetto, permette alla folla londinese di ballare e divertirsi. Noi, intanto, notiamo ancora una volta le ottime qualità vocali della deliziosa bionda frontwoman canadese.

Quando finalmente ‘Archie, Marry Me’ arriva, si scatena il delirio totale: ogni singolo membro del pubblico canta, salta, balla insieme alla band per tre minuti indescrivibili. Sono quegli attimi così belli che è difficile trovare le parole per descriverli: ci accontentiamo di farci trasportare dal sound e lasciarci coccolare dalle perfette melodie dei canadesi. E dopo questo momento così esaltante, è giusto che arrivi anche un attimo di tranquillità: ‘Dreams Tonite’ ci porta su territori dream-pop, esplorando in maniera più complessa e interessante riferimenti che comunque erano già stati toccati in passato. Chiudere gli occhi e volare per infiniti orizzonti fatati attraverso la voce di Molly, anche in mezzo alla folla numerosa del Koko di stasera, è la sensazione che questo brano riesce comunque a passarci. La brillantezza di tastiera e chitarre di ‘Party Police’ ci conduce verso la fine del live e, nonostante la sua anima riflessiva, riesce a scatenare un handclapping sincero da parte dei numerosi presenti.

Rimaniamo molto soddisfatti della prestazione degli Alvvays di stasera: non avranno inventato nuovi generi e potranno risultare derivativi, ma dimostrano sempre di aver studiato parecchie sfumature dell’indie-pop. Le loro canzoni, inoltre, sia su disco che nella versione live, sanno emozionarci tanto e le melodie che riescono a creare risultano ispirate e molto fresche: prova live superata brillantemente.


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