Drums @ Latteria Molloy, Brescia
18-9-2017

I Drums tornano stasera in Italia dopo parecchio tempo di assenza: della band che avevamo originariamente conosciuto rimane ormai solo il frontman Johnny Pierce, vera mente dietro a questo progetto, accompagnato ora da altri tre musicisti, Danny Lee Allen (batteria), Johnny Aries (basso, chitarra) e Tom Haslow (chitarra). Il loro quarto album, ‘Abysmal Thoughts’, uscito a giugno via Anti-, è quello che il cantante ha definito come il suo più sincero e più onesto: dopo anni in compagnia di altre persone, infatti, questo è stato scritto interamente scritto da solo e rispecchia solamente lui stesso. Questo gli ha dato la forza per andare avanti, nonostante una forte depressione dovuta all’abbandono del marito prima e a quello del compagno di band Jacob Graham poi.

Sinceramente, in un primo momento, spendere tempo e denaro per raggiungere Brescia per un concerto dei Drums, che, dobbiamo essere sinceri, come ci erano piaciuti su disco altrettanto ci avevano deluso dal vivo, non ci sembrava proprio valere la pena: abbiamo cambiato idea, però, quando, quest’estate, un amico bolognese ci ha raccontato di averli visti a San Francisco. In maniera inaspettata il loro live era completamente rinato e lo stesso Jonny sul palco sembrava un’altra persona e finalmente un ragazzo felice, e non quello dal viso arrabbiato che ci è capitato di vedere in più occasioni. La Latteria Molloy è un locale piuttosto grande e molto nuovo situato nella periferia di Brescia: stasera, per nostra fortuna, gli orari vengono addirittura anticipati rispetto al ruolino di marcia previsto perché i quattro ragazzi di New York sono già sul palco prima delle dieci e un quarto!

Se, durante la prossima ora abbondante di live, i Drums daranno giustamente la precedenza alle nuove canzoni, ci sarà un buono spazio anche per i brani estratti dai primi due LP, ‘The Drums’ e ‘Portamento’, dimenticando invece il loro terzo lavoro. E’ ‘I’ll Fight For Your Life’ a introdurci a questa nuova versione del gruppo di Brooklyn: vivace, veloce, pulsante, ci dà i primi segnali di questa trovata vitalità, grazie anche all’importante spinta sul drumkit da parte di Danny Lee Allen. Vogliamo parlare delle vecchie canzoni, invece? Eccoci subito accontentati. Difficile trovare qualcosa di meglio del vecchissimo singolo ‘Best Friend’, uno dei migliori estratti dal loro omonimo debutto: se ci andiamo a riascoltare la sua versione originale, riscopriamo la sua deliziosa melodia e i suoi fantastici coretti.

Tutto ciò non manca stasera, ma il ritmo è ben più elevato e quel basso, presente anche su disco, è molto più marcato e pulsa come non mai, aggiungendo rumore e potenza al brano. La dolcezza di ‘Book Of Stories’ finisce nel dimenticatoio e lascia spazio a una grande e nuova forza: sembra difficile riconoscere questa canzone, ma nonostante le chiare influenze new wave, il senso melodico non viene mai a mancare, ora come nel resto del live-show. Vi chiedevate forse se si poteva ancora fischiettare l’amatissima ‘Let’s Go Surfing’?: la risposta arriva e dritta chiara poco dopo la metà del mainset, perché anche qui il nuovo trattamento leva via quella delicatezza che l’aveva fatta diventare una delle nostre preferite. L’esplosività delle linee del basso di Jonny Aries, però, riescono a mandare in totale visibilio la folla bresciana, che risponde alla grande, mentre Pierce sul palco sorride visibilmente soddisfatto. Anche quando i vocals rimangono morbidi, come nella conclusiva ‘Blood Under My Belt’, è comunque la strumentazione a risaltare e a esaltare un pubblico eccitato.

Molto acclamati dai fan italiani, i quattro statunitensi ritornano dopo pochi attimi sul palco della venue lombarda e ‘Rich Kids’, dalla chitarra pulita e dal basso adrenalinico, ci riporta su ambienti new wave, mentre – udite, udite – dopo un lungo discorso di Jonny, in cui invita tutti a essere se stessi e a non nascondere la propria personalità, l’atmosfera si fa tranquilla e romantica per l’unica volta questa sera: ‘Head Of The Horse’ è, infatti, dolcissima e calma e anche la strumentazione è molto meno invadente rispetto all’originale. Una dedica per un fan, presente anche qui a Brescia, che li segue ovunque sin dal primo album e cosa poteva essere meglio di ‘Down The Water’? Anche qui la passione nei vocals è tanta, ma anche l’esplosività della sezione ritmica, che esalta per l’ultima volta oggi i presenti nella venue lombarda.

Non aspettiamoci gli Arcade Fire o i National, ma bisogna ammettere che il live dei Drums ha saputo evolversi nel corso degli anni e il consiglio che ci era stato dato era assolutamente giusto: la vita di Pierce è cambiata e nello stesso tempo il biondo frontman di Brooklyn ha saputo accettare queste novità e usarle come nuovo punto di partenza per ritrovare se stesso e i suoi concerti risentono senza dubbio di queste nuove influenze positive.


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