Cribs + Fangclub + Paws @ Concorde 2, Brighton (Regno Unito)
13-1-2018

di Anotonio Paolo Zucchelli

Interessanti le prospettive per questa sera al Concorde 2 di Brighton, perché sul palco della venue di Madeira Drive si alterneranno Paws, Fangclub e gli headliner Cribs. Sono da poco passate le sette e mezza, mentre percorriamo a piedi questa lunga strada che costeggia la spiaggia e una brezza gelata diminuisce in maniera decisa le invece miti temperature della gradevole giornata passata nella città sulla costa meridionale del Regno Unito.

Quando entriamo nella grandissima sala del locale, sold-out già da alcuni mesi, gli scozzesi Paws sono appena saliti sullo stage: i tre ragazzi di Glasgow, che avevamo visto e intervistato un paio di estati fa all’Hana-Bi di Marina di Ravenna, non hanno ancora dato un seguito al loro terzo LP, ‘No Grace’, uscito prorpio nel 2016 e prodotto da Mark Hoppus, ma sono al lavoro su un nuovo disco che dovrebbe uscire nel corso di quest’anno. La serata non poteva che iniziare con ‘Catherine 1956’, la opening-track del loro debutto ‘Cokefloat!’, che il frontman Phillip Taylor aveva scritto in memoria della giovane madre, scomparsa poco prima a causa di un tumore: le influenze grunge degli esordi sono qui ben evidenti e il pubblico della città della costa inglese, oggi di età molto varia, sembra apprezzare parecchio. Lo spazio maggiore nella mezz’ora a loro disposizione è comunque dedicato alle canzoni più recenti, come i convincenti singoli ‘No Grace’ e ‘N/A’, ma c’è anche spazio per un paio di brani inediti, che ci sembrano comunque non volersi eccessivamente allontanare dal punk-pop dell’ultimo LP. Il loro set è compatto e divertente, anche se breve e ottiene una buona risposta da parte della folla: staremo a vedere nei prossimi mesi cosa ci saprà portare il trio di Glasgow con il suo nuovo album.

E’ poi il turno dei Fangclub: la band di Dublino, dopo due EP, ‘Coma Happy’ e ‘Bullet Head’, realizzati nel 2016, ha pubblicato il suo omonimo debutto lo scorso agosto: il giovane trio irlandese guidato da Steven King non delude nei trenta minuti a sua disposizione. Il suo è un indie-rock con chiare influenze provenienti dal mondo alt-rock americano degli anni ’90, ma i dublinesi sanno anche mostrare un’ottima capacità melodica, che permette loro di creare accattivanti ritornelli, che sanno rimanere nella mente di chi li ascolta. Diventa scontato un paragone con la band dei fratelli Jarman: senza dubbio un opening act azzeccato per la band di Wakefield.

Sono passate da poco le nove e mezza, quando arrivano sul palco i Cribs, accompagnati dal secondo chitarrista Russell Searle. Sin dalla prima nota che esce dagli strumenti dei ragazzi dello Yorkshire si capisce che la vittoria stasera sarà portata a casa e, non a caso, il trio inglese il giorno dopo scriverà sui propri canali social che quello di Brighton è stato il migliore concerto del tour finora. Forti di ben sette album e di un numero impressionante di brani amatissimi dai propri fan, i Cribs possono permettersi di svariare lungo tutta la loro discografia per i successivi settantacinque minuti del live, pur proponendo vari estratti dal recente ’24-7 Rockstar Shit’, pubblicato lo scorso agosto e prodotto da Steve Albini.

‘Our Bovine Public’ non potrebbe essere un inizio migliore con il suo incredibile ritornello che fa cantare, ballare e letteralmente impazzire tutto il pubblico di Brighton, mentre il ritmo si alza in maniera impressionante. Mentre i gemelli Gary e Ryan continuano a dividersi le parti vocali o a dialogare, è la voce del bassista a sembrare più calma nel recente singolo ‘Rainbow Ridge’, che risente di abbondanti influenze di Pixies e Pavement: è solo una mera illusione, però, perché, tempo che arrivi il coro, il drumming di Ross si presenta con una violenza e un’esplosività inaudita.

Dopo tutta questa adrenalina iniziale, arriva anche un momento tranquillo, piuttosto inaspettato a dire il vero: pur supportata da una batteria molto decisa, ‘Sticks Not Twigs’ è un pezzo romantico, dolce e decisamente insolito per gli standard dei fratelli Jarman. Dopo che gli aggressivi riff di ‘Dendrophobia’, un altro brano pesantemente segnato dal gruppo capitanato da Black Francis, sembrano voler distruggere i timpani del pubblico di Brighton, ancora un attimo che ci ricorda anche la parte più sensibile dei Cribs: sono due vecchi brani a calmare le acque, ‘Shoot The Poets’ e la sgangherata ‘It Was Only Love’, che presenta tanti sentimenti in salsa lo-fi. Altri successi di qualche anno fa come ‘Martell’, ‘Mirror Kissers’, ‘Another Number’ e ‘Hey Scenesters!’, regalano un’ultima parte di concerto all’insegna dell’eccitazione più pura: la cattiveria, la determinazione e i ritornelli che ormai tutti conoscono a memoria fanno sì che il live-show prosegua sui migliori binari possibili e danno una totale libertà di pogo ai presenti.

Usciamo dal Concorde 2 pochi attimi prima che il nostro orologio segni le undici estremamente soddisfatti e divertiti da questa serata e, nel frattempo, le temperature si sono addirittura alzate: i concerti dei Cribs sono sempre un sinonimo di garanzia e la qualità dei fratelli Jarman riesce ogni volta a stupirci e a esaltarci.


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