13-7-2007 Arctic Monkeys + Coral + Art Brut @ Traffic Festival, Torino
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5 concerti, tutti ottimi: questa due giorni torinese nel bel mezzo del Torino Traffic Free Festival ci ha regalato davvero dei bei momenti, a cominciare dalle esibizioni di ieri di LCD Soundsystem e Daft Punk, per continuare oggi con i migliori show a cui fin'ora abbiamo assistito da parte di tutte e tre le band di giornata: Art Brut, Coral e Arctic Monkeys.
Per quanto riguarda Eddie Argos e soci di dubbi non ne avevamo, vista la fama live che li circonda e visto che tre settimane orsono eravamo sotto il loro palco in Germania, a saltare a osservare affascinati la capacità di Argos di intrattenere il pubblico. Dicevamo, però, che il suo difetto maggiore è salire troppo sopra le righe, a discapito della (ottima) musica della sua band che diventa quasi un contorno. Beh, a Torino non è successo, Eddie ha limitato i suoi monologhi e le canzoni del gruppo londinese sono uscite fuori alla perfezione, in un mix tra vecchio e nuovo che si è concluso con un pareggio tra il primo e il secondo album.
Momenti di autentica esaltazione (ovviamente) soprattutto per le canzoni del 2005, 'Emily Kane', 'My Little Brother' e il medley 'Good Weekend' / 'Formed A Band' con annessa la celeberrima invocazione "Art Brut! Top Of The Pops!". Come si diceva per il concerto tedesco, la band ha guadagnato una forte sicurezza nei propri mezzi, e dona ancor più energia alle canzoni. Pubblico già in delirio alle otto di sera, con quanti non conoscevano il gruppo incuriositi dal bizzarro personaggio che lo conduce.
Ed è una delle cose belle del Traffic: la gratuità dell'evento consente di divulgare ai meno appassionati band come i Coral, che, non possedendo la sfrontatezza e il carisma di Argos, si affidano completamente alla popria musica. Scelta azzeccata, perché a spulciare tra i tre LP già pubblicati di cose buone si scopre ne hanno fatte parecchie (che bello sentire dal vivo 'Pass It On', ad esempio), ma anche i nuovi pezzi, che al primo ascolto sembrano più grintosi, non suonano niente male. Il suono brit-morriconiano del gruppo di Liverpool sembra piacere parecchio ai presenti, tanto da far nascere persino un pogo (durante un concerto dei Coral! Incredibile!, ndr) e successiva rissa.
Gli Arctic Monkeys salgono sul palco e hanno l'irruenza di un ciclone: sparano subito le cartucce più pesanti, suonano veramente bene, e la voce di Alex Turner è perfetta. Il ragazzino, che non ha più brufoli, è anche un tantinello più espansivo del solito, colpito dall'esaltazione generale che si scatena nel sotto-stage. Lo show è davvero ottimo, le canzoni sono belle e ideali per un evento che deve anche essere divertente. E ormai anche il secondo album si è rivelato nella sua totalità, all'altezza del primo, tanto da rendere difficile il riconoscimento della provenienza di alcuni pezzi. Certo che quando partono 'I Bet You Look Good On The Dancefloor' e 'When The Sun Goes Down', il pogo triplica, ma 'Brainstorm', suonato in aperura, provoca reazioni analoghe.
La sensazione è di essere di fronte ad un grande gruppo, e non alla solita 'invenzione' delle copertine dell'NME. Chi ha dubitato di loro, chi ha annunciato la loro parabola già in declino, chieda venia, per favore. Perché non è facile, a vent'anni, tenere un palco così grande per più di un'ora e mezza, senza nessuna caduta di tono in nessun brano in scaletta. Davvero complimenti, ragazzi.
Cristiano Gruppi |
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