21-9-2007 Gravity Fest @ Parco Rosati, Roma
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Sono circa le ore 22 quando finalmente riesco a giungere per la mia prima volta al parco Rosati. L'impatto ha un che di surreale. Sembra quasi di essere stati catapultati in una balera di un villaggio turistico, ma bastano pochi minuti di perlustrazione per convincersi che non siamo qui per esibirci in balli di gruppo! Scrutando attentamente il posto mi rendo conto che la location è davvero suggestiva: due palchi, due dancefloor, un'area espositiva, divanetti e poltroncine sparsi qua e là, un maxi schermo con proiezioni di QOOB (sponsor organizzatore principale della serata insieme a Popcorn Chic, Petrolio eventi&comunicazione e Break Out Agency), una fragola gigante che assomiglia ad un'amica e tanto verde.
Inizialmente sono attirata soprattutto dai volti sconosciuti dei presenti, ma bastano pochi minuti e l'incantesimo svanisce e iniziano a spuntare le solite facce note della 'scena romana'. Diamo inizio alle danze: saluti, chiacchiere, un paio di birre e qualche risata.
Intanto nell'area QOOB terminano la loro performance i Medusa's Spite e sul main stage si posizionano gli Orange, il duo (chitarra e batteria) capitanato da uno dei volti di Mtv Italia, Francesco Mandelli in arte 'Nongiovane'. Una performance di 30 minuti di semplice e divertente rock 'n'
roll con qualche brevissimo intermezzo di 'ironia milanese' del comasco Nongio che l'intimidito pubblico romano non sembra cogliere.
Purtroppo salta la performance della band di Doncaster, i Neon Plastix, a causa dell'intransigente burocrazia inglese che ha impedito alla bassista Kate Prior di raggiungere l'Italia dopo lo smarrimento del passaporto avvenuto poche settimane fa a Venezia. Ma ci saranno comunque Patrick e James a deliziarci con un dj set sul main stage al termine di tutti i live.
E' la volta dei Cinematics (voto: 8), il quartetto scozzese di Glasgow che sulla scia di Editors e Interpol attira e intrattiene la maggior parte della folla lasciandoci stupefatti da una performance davvero emozionante,
la migliore di tutta la serata. Scott Rinning si muove con carisma e disinvoltura sul palco come un veterano e la sua voce coinvolgente cattura l'attenzione di tutti durante i pezzi di 'A Strange Education' (Marzo 2007, TVT Records).
L'atteso duo elettro-punk della serata le Robots in Disguise (voto: 5) delude qualcuno, me compresa ormai rassegnata al fatto che è davvero difficile trovare una band elettro pop/punk femminile che sappia realmente suonare dal vivo. Ma Dee Plume e Sue Denim sanno divertire con i loro pezzi 'danzerecci', le tutine rosa shocking (degne di una Barbie uscita da Star Trek) e le frangette colorate. Il pubblico romano finalmente si scioglie, si diverte e balla sui loro cavalli di battaglia 'Four Tet' e 'Turn It Up'.
Il divertimento sui dancefloor continua con i vari dj set, mentre io un po' stanca e infreddolita abbandono il Gravity Fest pensando a questo nuovo evento come ad un qualcosa riuscito e mi chiedo, mentre nell'aria echeggiano le selezioni dei Neon
Plastix, se anche questa volta si tratterà di una meteora...
Barbara Donatio |
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