7-4-2008 Tom Verlaine & Jimmy Rip @ MusicDrome, Milano
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Il primo a salire sull'austero palco del MusicDrome è Jimmy Rip, parte un timido applauso e lui si schermisce: "It’s just me", e si siede su una delle due sedie di legno e vimini che costituiscono la scenografia, intima e quasi casalinga, della serata.
Dopo poco da una porta sulla destra entra lui, Tom Verlaine, e l'applauso è decisamente più sostenuto. Jimmy Rip si alza dalla sedia ed esorta il pubblico ad un accoglienza calorosa, indicando l'amico. Il messaggio è chiaro, la star è Verlaine, ai più conosciuto come cantante e virtuoso chitarrista dei Television, e lui, Jimmy, è solo la spalla, pur granitica e imperiosa, su cui l'altro si appoggia per costruire il proprio spettacolo.
Un'ora e un quarto in cui lo sparuto pubblico - composto per lo più da quarantenni – è portato dai due in un ambiente onirico, popolato da fantasmi di note che si inseguono e dall'eco di un tempo ormai passato – vedi una versione stravolta e irriconoscibile di 'Prove It', canzone tratta dal disco capolavoro della sua band, 'Marquee Moon' (Elektra, 1977). L'attenzione del duo si concentra però più sui lavori solisti di Tom Verlaine, come il recente 'Songs And Other Things' (Thrill Jockey, 2006), di cui sono eseguiti alcuni brani, tra cui 'The Earth Is In The Sky'.
Ma ai due poco interessa il concetto di forma canzone, ogni singola nota è dilatata, il corpo di ogni brano sfilacciato, nel suono si avverte l’influenza dei recenti lavori discografici dei due. Verlaine & Rip infatti hanno infatti recentemente lavorato alla scrittura di colonne sonore per film muti surrealisti dei primi decenni del '900, concependo una musica straniante e disgregata che influenza, in questa serie di concerti, anche l'esecuzione dei brani dei passati dischi soliti del musicista newyorkese.
Ogni brano è sommerso da delay e i due costruiscono improvvisazioni modali, tradendo così l'influenza che la musica classica e il jazz hanno, da sempre, sul modo di suonare di Verlaine. E pensare che per qualcuno i Television erano un gruppo punk. Pensandoci bene, lo erano. Lo erano veramente.
[Le foto sono di Cecilia Gatto]
Andrea Maisano |
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