Concorsi: Blonde Redhead, Depreciation Guild
Cerca
News Dischi
 
Speciale Festival 2007 Forum di Indie-Rock.it
username password
 
 
28-5-2010
Primavera Sound Festival @ Barcellona (Spagna) - Giorno 2
Venerdì, seconda giornata dell'edizione 2010 del Primavera Sound Festival, che oggi è decisamente affollato. Se ieri (fonte dell'organizzazione) le presenze erano state 31.200, oggi sono ben 35.000, e queste quasi 4.000 anime in più che vagano per i palchi della manifestazione si vedono e si sentono, rendendo a volte poco agevoli gli spostamenti e interminabili le code alla zona ristorazione.

Tra i lati positivi di questo festival, l'orario di inizio dei concerti: oggi il primo a essere sul palco è Owen Pallett, che nell'auditorium del Forum comincia alle 4 del pomeriggio. Le esibizioni vanno avanti fino a notte fonda, giusto in tempo perché riapra la metropolitana (a circa 500 metri dall'ingresso del festival) e tutti possano tornare agevolmente negli alberghi, negli ostelli, o nelle proprie abitazioni in città. Questo dà anche la possibilità, a chi non ha fatto troppo le ore piccole, di godersi Barcellona nella prima parte delle giornata.


Ore 18:15 - Escenario San Miguel - New Pornographers (voto: 7)

Cominciamo la giornata al main stage per un altro collettivo canadese di assoluto spessore: i New Porographers portano a Barcellona il loro inconfondibile power-pop, di cui potrebbero tenere un corso di laurea. Mancano Neko Case e Dan Bejar, e il 'peso' della band è dunque quasi esclusivamente sulle spalle di AC Newman, che si identifica sempre più come unico intestatario della ragione sociale. A coadiuvarlo molto bene c'è Kathryn Calder, davvero affascinante e vocalmente neanche molto da meno rispetto a Neko. Un live ideale per l'ora dell'aperitivo in riva al mare, che scorre frizzante e picevole, con una qualità media dei brani proposti decisamente elevata.


Ore 19:00 - Escenario ATP - Scout Niblett (voto: 8)

La songwriter inglese è un diamante grezzo, tanto ruvida e inaccessibile all’apparenza quanto preziosa e splendida nella sua natura più intrinseca. Non è semplice seguire Scout né su disco né dal vivo, il minimalismo esasperato della sua musica, suonata da una chitarra elettrica più con la funzione di appoggio ritmico che come strumento di armonizzazione e da una batteria quasi sempre in controtempo, ha come sostanziale struttura portante le tiratissime vocalizzazioni. La dimensione live rende ancora più ostica e meno accomodante la fruibilità dell’arte della Niblett, i silenzi che separano note e parole sono parte fondamentale del suo sound e vengono spesso rotti da deflagrazioni acustiche distorte. Insomma trovare il bandolo della matassa è quanto mai difficile, ma quando ci si riesce tutto trova il suo posto. Si capisce che la forma meravigliosamente disarticolata è il veicolo migliore per trasmettere un messaggio struggente e profondo. I chiaroscuri strumentali acquistano significato e danno una dimensione alle canzoni, i pugni nello stomaco si trasformano in carezze e diventa difficile non innamorarsi del personaggio. L’esecuzione solista di ‘Kiss’, brano originalmente interpretato con Will Oldhdam (aka Bonnie ‘Prince’ Billy) è da lacrime agli occhi.


Ore 20:20 - Escenario San Miguel - Spoon (voto: 8)

Mentre i Low riempiono l'auditorium lasciando fuori una coda di gente che rimarrà con un pugno di mosche in mano, e i Thee Oh Sees fanno intravedere al Vice Stage una miscela garage estremamente interessante, torniamo al palco principale per il live degli Spoon, altro dei nomi enormi in cartellone. Britt Daniel si rivela un autentico rocker, e non solo per il giubbino di pelle che indossa. La sua voce roca è identica a quella che si sente sui dischi (ormai ben 7 nella carriera del gruppo di Austin), e la sua presenza scenica catalizzante. Il suono degli Spoon è decisamente molto più ruvido che sull'ovattato ultimo LP, 'Transference', e anche le canzoni da lì provenienti acquistano una vitalità che rende loro giustizia. E' la tastiera di Eric Harvey che 'regge' molti dei brani, con la chitarra di Britt che funziona quasi da ritmica aggiunta, per guadagnare mano a mano spazio lungo il decorso del live, che cresce di intensità sempre più, e questo non può che essere indice di bravura e capacità.


Ore 21:40 - Escenario ATP - Beach House (voto: 10)

Pura catarsi. Potrebbe terminare qua la descrizione del live dei Beach House all’ATP Stage del Primavera Sound Festival 2010 ma, per dovere di cronaca, cercheremo, per quanto ci è possibile, di contestualizzare l’aforisma. Per una fedele riproposizione dell’evento è conveniente partire dal set: scenografia più evocativa infatti è difficile da immaginare. Sul palco, nei pressi delle tre minimali postazioni dei musicisti, due ombrelloni da spiaggia interamente ricoperti da un piumaggio bianco rendono l’atmosfera sognante ancor prima che venga suonata una singola nota. Dietro alla ragione sociale ‘Beach House’ si celano le identità di Victoria Legrand (voce e tastiera) e Alex Scally (chitarra), per l’occasione accompagnati da un batterista. I tre prendono posizione schierando la divina Victoria, una sorta di vestale dark, al centro, dietro la sua pianola e il magnetismo che la circonda è immediatamente palese a tutti. Per l’occasione l’arena dell’ATP Stage è stracolma, e tutti i presenti si trovano in uno stato emotivo al limite tra venerazione e ipnosi per quella donna che con la sua voce mesmerica sembra esser capace di cancellare ogni coordinata spazio-temporale. Musicalmente è a dir poco meraviglioso il contrasto tra l’estrema delicatezza delle orchestrazioni strumentali e la possente magniloquenza vocale della Legrand, che agitando a tempo i suoi lunghi e mossi capelli castani sembra danzare impossessata in una sorta di rito ancestrale. Parlare dei singoli brani sarebbe decisamente pleonastico e un atto di assoluta sperequazione nei confronti di una band che ha il rarissimo merito di aver centrato completamente tre album su tre. Il pubblico stregato da quella che è la nuova icona femminile dell’indie-rock è indeciso se accompagnarla nelle hit facendo esplodere ognuno la propria voce o godere dell’incanto in silenzio. Emotivamente l’episodio più intenso e significativo della kermesse catalana.


Ore 22:30 - Escenario San Miguel - Wilco (voto: 9)

Sono le dieci e mezza di sera e puntuali salgono sul palco principale del festival i Wilco, accolti da una folla in visibilio che dove essere qui già da un bel po’, dato che abbiamo fatto non poca fatica per guadagnare una degna posizione. L’inizio è come da prologo dell’ultimo disco; si presentano nel migliore dei modi con 'Wilco The Song', che viene cantata a squarciagola così come si lasciano cantare a gran voce un po’ tutte le canzoni del gruppo di Chicago. I Wilco hanno infatti questa capacità innata di coinvolgere lo spettatore fino a farlo sentire parte di un progetto, pezzetto di quel mondo fatto di musica, parole e sentimenti semplici. Questo è evidente specialmente all’inizio del set, nell’unico momento di difficoltà tecnica, a cui Tweedy ha posto rimedio chiedendo al pubblico di accompagnarlo per 'Jesus, Etc.', e noi non ce lo facciamo ripetere due volte. Almeno per il sottoscritto sono certamente le canzoni di 'Yankee Hotel Foxtrot' quelle che più colpiscono al cuore.

L’andazzo per un’ora e mezza è fisso su quest’intensità, in un alternarsi di ballate e scariche d’energia pura. Qui non siamo in un conservatorio, e allora non mancano gli assoli di chitarra di Nels Cline fino a uno stand up di Glenn Kotche dalla batteria ad incendiare il pubblico per l’intro di 'I’m The Man Who Loves You'. Si va avanti così fino alla mezzanotte, quando il gruppo che più di tutti è riuscito a conquistare il cuore di noi comuni mortali nell’ultimo anno lascia il palco tra applausi scroscianti e vane richieste di bis. Lo spettacolo purtroppo – e per fortuna – deve continuare con la puntualità che lo contraddistingue.


Ore 23:00 - Escenario Pitchfork - Japandroids (voto: 7)

Il palco dedicato a Pitchfork è per noi indie-rockers quello più intrigante. Passano in rassegna molti dei nomi hyppati dalla celebre webzine americana nell'ultimo periodo, e oltre a vedere bei concerti ci si immedesima in potenziali talent scout per scovare quella che potrebbe essere la prossima 'next big thing'. L'Escenario Pitchfork è l'unico stage al coperto della manifestazione all'interno del recinto 'ufficiale' del Primavera (l'auditorium è posto all'esterno). Si trova sotto una gigante tettoia che copra anche tutta la zona ristorativa. E' questo però anche un suo limite, perché il suono rimbomba e difficilmente si riescono ad udire i cantati.

I Japandroids arrivano a Barcellona dopo un lungo viaggio dall'Italia, dove due sere prima si erano esibiti a Milano. Oggi tutti i palchi sono affollatissimi, e il batterista David Prowse e soprattutto il chitarrista Brian King si fanno prendere bene dalla cosa. Forse un po' troppo, a dire il vero, tanto che lo smilzo Brian sembra essere più interessato all'auto-esaltazione che a fornire una buona prova complessiva, e vocalmente ha più di una defiance. I Japandroids si guadagnano la pagnotta con il drumming di Prowse, assolutamente impeccabile sebbene potente. E in ogni caso, le canzoni di 'Post-Nothing' sono talmente buone da poter reggere il colpo anche da sole. Ma, in tutta sincerità, ci aspettavamo di più dal duo di Vancouver.


Ore 1:15 - Escenario San Miguel - Pixies (voto: 8)

Vaghiamo un po' per il Primavera dopo che il set dei Japandroids si è risolto piuttosto brevemente, dando un occhiata ai terribili Cold Cave (voto: 4) e agli stagionati Shellac (voto: 7 di stima). L'evento centrale di tutta la manifestazione sembra essere per tutti il concerto dei Pixies, nonostante Frank Black e compagnia non facciano un disco dal '91 e seguitino a riproporre lo stesso show con gli stessi pezzi da aprile 2004, dunque da più di 6 anni. Tutto questo riciclo protratto per così tanto tempo ha un po' stufato chi vi scrive, e dunque cerchiamo una comoda postazione in una zona di prato (una della poche dell'area) molto lontana dal palco. Da qui, non possiamo che registrare come le canzoni della storica band di Boston siano ancora estremamente attuali, nonostante molte di esse abbiano più di 20 anni, e come gli ormai attempati Pixies le eseguano con grande maestria tecnica.


Ore 2:30 - Escenario Vice - Yeasayer (voto: 8)

Gli Yeasayer, che già sono stati collocati piuttosto sul tardi in cartellone, fanno decisamente penare noi poveri avventori giunti al palco Vice, scovato dopo una gimcana tra stradine e scalinate. E' la location più distante rispetto all'ingresso, ma è anche vero che per giungervi si gode di una vista molto bella su tutta la zona dei porti di Barcellona.

Dicevamo delle pene che ci fanno passare gli Yeasayer, perché troviamo la band di Brooklyn ancora in pieno soundcheck. Non è il massimo attendere un'altra mezzora dopo due giorni in cui siamo stati costantemente in piedi, per non parlare del sonno arretrato che alle tre di notte sembra implacabile. Per fortuna il dream-electro-pop degli Yeasayer non ci fa addromentare, anzi. Seguitiamo a ritenerli una delle band più originali del panorama indie-pop mondiale, e in più dal vivo si distinguono per una forte sicurezza nei propri mezzi: soprattutto il frontman Chris Keating, che fa un po' il piacione ma ha un carisma e una personalità sopra la media. Gli inserti di musiche orientali che il chitarrista Anand Wilder inserisce nelle canzoni del gruppo non fanno che rendere ancora più unica l'offerta, alla quale contribuiscono in maniera importante anche le linee di basso di Ira Wolf Tuton e le tastiere e le percussioni aggiuntive di Ahmed Gallab. Il dubbio se gli Yeasayer ci siano o ci facciano questa sera è risolto: ci sono.


[Le foto ritraggono, dall'alto in basso e da sinsitra a destra: Pixies (principale), Owen Pallett, Hope Sandoval, Low, Spoon, CocoRosie, Beach House, Wilco, Panda Bear, Marc Almond, Yeasayer]


[I commenti su Scout Niblett e Beach House sono di Andrea D'Avolio, quello sui Wilco di Teodoro Amedeo Roma]


Cristiano Gruppi
Primavera Sound Festival @ Barcellona (Spagna) - Giorno 2
Primavera Sound Festival @ Barcellona (Spagna) - Giorno 2Primavera Sound Festival @ Barcellona (Spagna) - Giorno 2
Primavera Sound Festival @ Barcellona (Spagna) - Giorno 2Primavera Sound Festival @ Barcellona (Spagna) - Giorno 2
Primavera Sound Festival @ Barcellona (Spagna) - Giorno 2Primavera Sound Festival @ Barcellona (Spagna) - Giorno 2
Primavera Sound Festival @ Barcellona (Spagna) - Giorno 2Primavera Sound Festival @ Barcellona (Spagna) - Giorno 2
Primavera Sound Festival @ Barcellona (Spagna) - Giorno 2Primavera Sound Festival @ Barcellona (Spagna) - Giorno 2
concerti...
29-5-2010
Primavera Sound Festival @ Barcellona (Spagna) - Giorno 3
28-5-2010
Primavera Sound Festival @ Barcellona (Spagna) - Giorno 2
27-5-2010
Primavera Sound Festival @ Barcellona (Spagna) - Giorno 1
26-5-2010
Los Campesinos! + First Aid Kit @ Apolo, Barcellona (Spagna)
30-5-2009
Primavera Sound Festival @ Barcellona (Spagna) - Giorno 3

Futureheads a Torino e Firenze
Mt. Desolation, altro supergruppo folk
Goose, nuovo album e un concerto a Catania
Concorso: Depreciation Guild
Un nuovo EP per The Tallest Man On Earth
Jaill: That's How We Burn
Hurts: Happiness
Everything Everthing: Man Alive
Sufjan Stevens: All Delighted People EP
PVT: Church With No Magic
29-8-2010 - Zurich OpenAir Festival @ Zurigo (Svizzera) - Giorno 3
28-8-2010 - Zurich OpenAir Festival @ Zurigo (Svizzera) - Giorno 2
27-8-2010 - Zurich OpenAir Festival @ Zurigo (Svizzera) - Giorno 1
24-8-2010 - Libertines @ HMV Forum, Londra (Regno Unito)
credits | per la pubblicità | | toolbar | english version | siti amici | condizioni d'uso | guestbook | Twitter
recupera password
© indie-rock.it 2005-2006
Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.