14-7-2010 Blood Red Shoes @ BOtanique, Bologna
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Il BOtanique è una rassegna organizzata dall’Estragon, dal Covo Club e altri promoter locali in collaborazione con il comune e prevede quasi ogni giorno durante il mese di luglio un concerto o un qualche evento; a questo scopo l’università bolognese ha messo a disposizione i piccoli giardini di Via Filippo Re. La posizione centralissima e la gratuità della manifestazione attirano un ampio numero di persone in cerca di divertimento e un po' di frescura in questa caldissima estate. Questa sera sono i Blood Red Shoes a salire sul palco.
Il duo di Brighton inizia, come spesso accade nei loro concerti, con il pezzo più conosciuto e amato dai fan, ‘It’s Getting Boring By The Sea’: Steve Ansell alza le sue bacchette per dare il via ed è subito delirio; il biondo drummer sembra essere la vera anima della band, parla spesso con il pubblico e picchia come un dannato sulla sua batteria dal primo all’ultimo secondo del loro show, mentre la sempre bella e sexy Laura-Mary Carter è molto più riservata e, musicalmente, molto più tranquilla del collega.
‘I Wish I Was Someone Better’ contiene un’aggressività presa in prestito dal grunge anni '90 e nel suo ossessivo ritornello vede la voce della Carter farsi più potente e fa crescere l’esaltazione nella folla; le citazioni dei Nirvana sono presenti anche nella successiva ‘Light It Up’, che parte calma per poi esplodere poco dopo con un Ansell sempre più devastante dietro la sua batteria.
La breve illusione che il ritmo si abbassi, presente durante ‘Say Something, Say Anything’, svanisce immediatamente con ‘Count Me Out’, pezzo estratto dall’ultima fatica del gruppo ‘Fire Like This’: l’energica voce di Laura-Mary, accompagnata da chitarra e batteria sempre più pesanti non lascia il tempo all’ascoltatore per prendere il fiato.
Se le vecchie ‘This Is Not For You’ e ‘You Bring Me Down’ sembrano iniziare in maniera tranquilla per poi esplodere come schegge impazzite in un secondo tempo, ‘Don’t Ask’ e ‘Keeping It Close’ non nascondono nemmeno per un secondo la loro aggressività anche grazie, nuovamente, alla decisa personalità di Steve alla batteria. Gli ultimi due brani in scaletta sono ancora presi dal loro ultimo lavoro: ‘Heartsink’ è sempre carica, decisa, potente, cattiva, mentre la conclusiva ‘Colours Fade’ è un pezzo più pop, divertente e e maggiormente rilassato.
In uno show durato meno di un’ora i Blood Red Shoes sono stati comunque capaci di regalare al pubblico ciò che era venuto a cercare in questa torrida sera estiva bolognese: una grande carica di adrenalina e, soprattutto, tanto divertimento.
Antonio Paolo Zucchelli |
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