15-12-2005 Radio Soulwax @ Magazzini Generali, Milano
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Una di quelle serate in cui ti senti al centro del mondo, dove sai che tutto quello che é 'fico' sta accadendo lì, in quel preciso istante. E' questa la sensazione che dà la tappa milanese della serata "Radio Soulwax", organizzata e interpretata dai DJ/rocker/produttori David e Stephen Dewaele e dai loro compagni di band, amici e conoscenti.
Già alle ventuno e trenta c'é coda fuori dal cancello dei 'Magazzini', e solo chi ha il biglietto può entrare, gli altri fuori al freddo ad aspettare che i buttafuori dicano il fatidico 'sì'. La coda c'é anche all'ingresso vero e proprio del locale e al guardaroba, e tutto ciò fa presagire una serata da tutto esaurito. All'interno, gente fichissima sorseggia drinks, altra gente fichissima struscia avanti e indietro un po' per farsi notare, un po' per cercare di accoppiarsi con altre persone di pari livello. Ci sono tutti i tipi di alternativi milanesi, da chi probabilmente é rimasto senza biglietto per gli Strokes (che stanno suonando in contemporanea in un'altra location meneghina) ed é venuto qui per non tornarsene a casa a mani vuote, a rastamen, a dj un po'meno superstar, a modelline dalla vita sottile, a universitari in cerca di un giovedì alcolico. Se si ripensa al loro ultimo show milanese, un anno e mezzo fa in un Rolling Stone semi-vuoto, si capisce come il lato dance dei Soulwax sia preferito di gran lunga a quello rock.
Davanti al palco c'è già qualcuno che si dimena, al ritmo dei suoni che la supporter Kate Wax emette dai suoi macchinari e dalla sua voce.
Una con cui vorresti uscirci, Kate, carina carina, ben vestita (complimenti per la cravatta a righe), mentre con una mano tiene il microfono con l'altra fa partire le basi dei suoi pezzi electro-hiphop che coinvolgono e convincono la maggior parte degli intervenuti.
Intanto gente fichissima continua a entrare, si possono riconoscere tutte le collezioni H&M degli ultimi sei mesi (a proposito, la musica del negozio di Piazza San Babila l'ho fatta io, ndr) indossate dai presenti. Ad ammorbare la pausa tra Kate e i mitici fratelli fiamminghi ci pensa un DJ che mixa veramente male ma ha il pregio a un certo punto di mettere "You Gonna Want Me" di Tiga (scritta con e prodotta dai Soulwax), che ufficialmente dà l'inizio alla serata. Di lì a poco, i 4 di 5 Soulwax (uno non partecipa al progetto elettronico live) daranno il via allo show di "Nite Versions", trasposizione live con basso, batteria, Mac e ogni tipo di diavoleria dell'omonimo album, che a sua volta è una raccolta di remix del loro precedente "Any Minute Now".
Eccola, la fusione quasi perfetta tra rock e dance. Vestiti completemente di bianco, i Soulwax si collegano con l'ultimo pezzo messo dal DJ, dichiarano di non essere gli Strokes e partono con "I Love Techno": quando Stephen grida "James Brown Is Dead" il pubblico è già in delirio.
Non viene replicata pari pari la scaletta del disco, e questo è un merito, i pezzi sono mixati tra loro senza pause e i Nostri Eroi si muovono con l'aria di chi la sa lunga e di chi qualunque cosa fa la fa tremendamente 'cool'. Anche l'atteggiamento dell'audience é a metà tra il rock e la dance, c'é chi cerca di scoprire i segreti del batterista, chi balla come se fosse ad un rave illegale, chi si ubriaca al bar (ma questo, a pensarci bene, avviene sia nei concerti rock che nelle serate nei club).
Lo spettacolo è comunque qualcosa di (quasi) mai visto prima, e solo i Dewaele potevano concepire uno show del genere. Stephen non canta quasi, ha davanti a sé un microfono stile anni '50 e manovra un Mac con la mela illuminata in bella evidenza. David si ignegna con un congegno elettronico di difficile interpretazione, a metà tra tastiera, campionatore e CDJ. Poi ci sono un batterista e un bassista (veri). La cosa che risulta più strana è vedere un live show da dove, a parte la batteria, non sai da dove provengono esattamente i suoni che senti.
Dopo un'ora e qualcosina, dopo aver eseguito tutte le tracce del disco e dopo accenni di Roman Flugel e Tiga, "NY Lipps" chiude il set, con Stephen che pesta sui piatti e gli altri che salutano.
Ritorna il DJ di prima, la gente rimane un po' per ri-vederli in versione DJ, un po' perché l'importante é esserci. Ma i Magazzini hanno voluto fare l'incasso e il locale è imballato all'inverosimile, quindi chi come il sottoscritto alle nove del giorno dopo deve essere al lavoro, capisce che è giunto il momento (a malincuore) di tornare a casa.
Con massimo rispetto per i Soulwax.
Cristiano Gruppi |
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