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Frank Turner @ Wembley Arena, Londra (Regno Unito)
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Frank Turner @ Wembley Arena, Londra (Regno Unito)

di Antonio Paolo Zucchelli

Dopo quattro album solisti pubblicati dall’artista di Meonstoke, Frank Turner prova a fare un passo veramente gigante: questo venerdì sera di metà aprile l’aspetta l’appuntamento importantissimo con la Wembley Arena, palazzetto da oltre 12.000 persone totalmente esaurito oggi. Il pubblico, quindi, sembra voler dare ragione al folk-singer sotto contratto per la mitica Epitaph Records.

La serata è molto ricca, sono ben quattro gli artisti ad esibirsi oggi sul largo palco dell’Arena: a dare il via alle danze c’è Beans On Toast: Jay McAllister, questo il suo vero nome, è anch’egli un folk-singer politicamente impegnato, è un vecchio amico di Frank ed è assai emozionato dall’enorme folla presente stasera, ma nei venti minuti a disposizione riesce comunque a divertire e scherzare più volte con il pubblico; la sua voce roca e la sua chitarra acustica, insieme al banjo e all’armonica dell’altro musicista con lui sul palco, accompagnano nella tranquillità i presenti fino alla conclusiva ‘M.D.M. Amazing’, quando tutti cantano insieme al cantautore proveniente dell’Essex.

E’ poi il turno di Dan Le Sac Vs. Scroobius Pip, DJ e backing vocalist il primo, rapper il secondo: i due artisti, anche loro provenienti dall’Essex, lasciano poco spazio alla melodia durate il loro concerto, anzi il barbuto MC, come sempre con il suo cappello da baseball ben calzato in testa, si lancia in testi che sembrano voler sprigionare una certa rabbia nei confronti del governo inglese e di certi partiti razzisti e supportare le proteste studentesche avvenute negli ultimi mesi proprio nella capitale. Il loro set si conclude con Dan Le Sac delirante sul suo mixer ed il pubblico londinese che balla.

Parlare di Billy Bragg è sempre difficile, si rischia di scadere nel banale, arduo trovare le parole giuste per definire un artista così rilevante negli ultimi tre decenni del panorama folk inglese. Da sempre politicamente impegnato, attivista, da sempre in prima linea nelle manifestazioni, sempre pronto ad aiutare le giuste cause, un uomo dai principi morali elevatissimi, il 55enne artista di Barking ha ispirato e continua ad ispirare tantissimi artisti che intraprendono questo genere di musica: il più famoso tra questi è, senza dubbio, proprio Frank, musicalmente adottato come suo ‘figlioccio’, che oggi, non ha caso, l’ha fortemente voluto al suo fianco, nella serata più importante della sua carriera fino ad oggi. Bragg si alterna fra la chitarra elettrica e quella acustica, la sua musica è squillante e penetrante, quasi quanto le sue parole: l’apice è, ovviamente, con ‘All You Fascists Bound To Lose’, quando la sua voce sembra essere metaforicamente più potente di mille band heavymetal; non può che far piacere vedere tanti dei presenti stasera conoscere a memoria i testi delle sue canzoni ed applaudire con convinzione l’eroe della working-class inglese. Billy non perde tempo, nei brevi quaranta minuti a sua disposizione, per lanciare importanti messaggi ai tantissimi giovani presenti oggi: dalla memoria per la tragedia dell’Hillsborough Stadium di Sheffield nella semifinale di FA Cup del 1989 a pochi giorni dall’anniversario (proprio nello stadio limitrofo si giocheranno le partite del più antico trofeo calcistico al mondo nei prossimi due giorni), all’invito a distruggere il BNP, il terribile partito dalle idee filo-naziste, nelle imminenti elezioni londinesi di maggio, fino a definire Beans On Toast, Turner ed egli stesso come quelli che devono essere capaci di prendere l’eredità morale e musicale proprio di Woody Guthrie; la conclusiva ‘A New England’ diventa un inno vero e proprio con la partecipazione collettiva della folla londinese.

Sono le nove e un quarto quando sale finalmente sul parco Frank Turner con The Sleeping Souls, la sua band: è un boato che si può sentire fino a Wimbledon o a Richmond. Tutti cantano a memoria ogni singola canzone a cominciare dall’iniziale ‘Eulogy’, come al solito perfetta introduzione per questa ora e mezzo abbondante di concerto. Si passa dai pezzi più recenti a quelli più vecchi, ma quello che non manca mai è la passione, i sentimenti, l’energia: ‘Try This At Home’, come ‘Peggy Sang The Blues’ o ‘Glory Hallelujah’ sono tutti piccoli anthems di rara bellezza che sanno regalare incredibili emozioni ai presenti qui alla Wembley Arena stasera. E il coinvolgimento emotivo è ancora maggiore nei momenti del set in cui Frank si presenta da solo con la sua chitarra acustica (‘The Real Damage’, ‘Father’s Day’) o quando porta addirittura la madre sul palco per un assolo di armonica in ‘Dan’s Song’. ‘Long Life To The Queen’ è il momento più commovente della serata, quasi da lacrime, ‘Sons Of Liberty’ è senza dubbio quello più intenso, mentre la nuova ‘Four Simple Words’ inizia molto lentamente, prima di scatenarsi in una furia esplosiva, dove la batteria la fa da padrona.

Con ‘I Still Believe’ il tempio crolla totalmente, il pubblico è completamente vinto, mentre nella conclusiva e coinvolgente cover di ‘Somebody To Love’ dei Queen, che vede il chitarrista Ben Lloyd far squillare la sua chitarra come Brian May, Frank tira fuori tutta la passione che ha in corpo, sentimento condiviso dai presenti. Passano pochi attimi, un tatuaggio in più sul braccio sinistro di Turner, e di nuovo sul palco, questa volta in compagnia solo di Billy Bragg, che abbraccia, e delle loro chitarre acustiche: la versione del classico di Dylan, ‘The Times They Are A-Changin’’ differisce dall’originale, ma ha la stessa intensa passione di allora e il messaggio che vuole lanciare in questo preciso momento, proprio questa sera, alla Wembley Arena, è forte, potente, penetrante come le voci dei due folk-singer ora sul palco; la conclusione con ‘Photosyntesis’ è uno di quei pezzi che non vorresti finissero più perché la serata è stata troppo bella che non riesci a pensare di essere giunti al termine.

Frank si è meritato il successo stasera, è ora diventato un mainstream act o un possibile headliner per i prossimi festival estivi? Chi può dirlo, sicuramente ora potrà continuare a suonare dentro alle arene o in piccoli club, come il nostro Bronson a Ravenna o il nostro Covo Club a Bologna, ma ciò che l’ha portato al meritato successo è l’affetto della gente che si è conquistato durante gli anni, perché Turner è sempre stato con la gente, un anti-divo, un anti-eroe moderno, una persona onesta e sincera e nessuno gli potrà mai togliere l’amore degli innumerevoli fan che lo circondano.


SETLIST Frank Turner: ‘Eulogy’, ‘Try This At Home’, ‘If I Ever Stray’, ‘Reasons Not To Be An Idiot’, ‘Nashville Tennessee’, ‘Wessex Boy’, ‘Peggy Sang The Blues’, ‘I Am Disappeared’, ‘Love, Ire & Song’, ‘Glory Hallelujah’, ‘The Real Damage’, ‘Dan’s Song’, ‘Father’s Day’, ‘Substitute’, ‘Long Life The Queen’, ‘I Knew Prufrock Before He Got Famous’, ‘Sons Of Liberty’, ‘Four Simple Words’, ‘The Road’, ‘I Still Believe’, ‘Somebody To Love’. ENCORE: ‘The Times They Are A-Changin’’ (con Billy Bragg), ‘The Ballad Of Me And My Friends’, ‘Photosynthesis’.