15 in cui crederci (per il 2017)
11-1-2017

a cura di Riccardo Cavrioli

E dopo tutte queste classifiche, cosa ci aspetta per l'anno nuovo? Abbiamo a tal fine radunato i nostri migliori talent scout, che hanno setacciato il web musicofilo e radunato 15 nomi che, con grande probabilità, diverranno famosi nell'anno 2017. 15 in cui crederci, da inserire nelle proprie playlist fin da subito. Ve li facciamo conoscere qui di seguito, in rigoroso ordine alfabetico.


Amazons



Carichi e aggressivi i ragazzi di Reading, puntano su un guitar-pop/rock dal forte impatto e dalle melodie chiare e soniche, di quelle che il ritornellone emerge prepotente, mentre i riff delle chitarre sono di quelli grossi ed epici. Loro stessi si definiscono "loud as fuck" e a parlare d'influenze saltano fuori i nomi di Arcade Fire, Springsteen, Nirvana, Bombay Bicycle Club e Vaccines. Aggiungiamo una buona dose d'esuberanza giovanile e il gioco è fatto. Altra grande speranza per il rock targato Inghilterra.




Big Moon



Pronti per un tuffo negli anni '90? Quelli targati brit-pop, con le chitarre iper melodiche e i ritornelli diabolicamente appiccicosi? Bene, allora immaginiamo sarete adeguatamente pronti per queste fanciulle che con questo piglio musicale tra Elastica e Blur piazzano delle canzoni assolutamente irresistibili. Ne avevamo già parlato come possibile sorpresa per il 2016, ma il loro album d'esordio è atteso per aprile 2017. Saranno famose? Pensiamo di sì.




Blaenavon



(di Michele Corrado) Ben (voce e chitarra), Frank (basso) e Harris (batteria) sono tre ragazzi dell'Hampshire con appassionati di guitar-pop, in particolar modo quello degli anni '80, più epico è meglio è. Difatti i primi nomi recenti a cui li si potrebbe affiliare sono quelli di Editors e White Lies. La formula dei Blaenavon vede però al suo centro chitarre meno riverberate e meno riff, al loro posto arpeggi spericolati intessono melodie e incorniciano la voce sbilenca, ma corposa ed evocativa di Ben. Ma non fraintendeteci, qualche sfuriata alla chitarra che puzza di shoegaze non manca. Inutile consigliarvi questo singolo o quell'altro, sono tutti buoni, per questo confidiamo che il 2017 veda i tre firmare finalmente un LP.




Cabbage



Vengono da Mossley (vicino Manchester) questi 5 ragazzi che a forza di EP hanno smosso decisamente le acque del post-punk, tra testi deliranti, ironici e pungenti e attitudine piuttosto variegata, tanto che gli accostamenti passano dai Fat White Family agli Sleaford Mods passando per gli Happy Mondays. Certo che le chitarre e l'energia non mancano: a tratti irresistibili. L'album di esordio (che in realtà è una raccolta del materiale fin qui realizzato), 'Young, Dumb And Full Of...', è uscito venerdì scorso.




Hoops



Il guitar-pop agrodolce della band dell'Indiana ha tutte le carte in regola per avvolgerci e ammaliarci. Malinconico e gentile, eppure in grado di strapparci un sorriso nostalgico il sound degli Hoops è debitore tanto agli anni '80 quanto ai Real Estate. Potrebbero essere dei veri e propri outsider.




Inheaven



Il paradiso chitarristico made in UK potrebbe davvero chiamarsi, profeticamente, Inheaven. La sapienza indie-rock di questa band sta facendo sempre più proseliti ed estimatori, in virtù di una chirurgica mescolanza di bagliori anni '90, shoegaze, new-wave, Pretenders, Sonic Youth e Pixies, senza dimenticare che, quando c'è da ricordare gli anni '80 degli Echo & The Bunnymen, riescono magnificamente anche in quello. L'attesa per il loro esordio è altissima in virtù di proiettili musicali che non hanno mai sbagliato il centro del bersaglio. Impossibile non prevedere un 2017 trionfale per loro.




Lany



La stampa, agli esordi, ne parlava come "dreamy pop meets R&B", ma evocare anche i riferimenti al synth-pop anni '80 o i Phoenix sarebbe tutt'altro che sbagliato. Sta di fatto che questo terzetto made in USA sta crescendo sempre più in consensi di pubblico e critica e, dopo tanti biglietti da visita sulla breve distanza, pare pronta all'album completo. Tra ritornelli appiccicosi e morbidezze assortite i nostri potrebbero fare il colpaccio.




Night Flowers



Ormai dovremmo esserci. Una lunga e preziosa preparazione fatta di singoli, B-side ed EP, che, in questo 2017, potrebbe culminare con il tanto atteso album d'esordio. Il quintetto inglese, capitanato dalla deliziosa voce di Sophia Pettit, è pronto a coinvolgerci con il proprio guitar-pop ricco di riverberi shoegaze e melodie accattivanti. Se le previsioni sono rispettate, si potrebbe volare anche più in alto rispetto ai Pains Of Being Pure At Heart




October Drift



Nati nel 2014 stanno, con calma, seminando un raccolto che nel 2017 potrebbe davvero essere assolutamente ricco di soddisfazioni. Il loro guitar-rock intenso e d'atmosfera, non disdegna le distorsioni d'impatto, quasi shoegaze, ma sa anche essere suggestivo ed evocativo. Un pugno di brani e due EP che lasciano un segno emotivo non indifferente.




QTY



Sta a vedere che la Dirty Hit (etichetta di 1975 e Wolf Alice, tanto per fare due nomi) ha trovato un altro jolly. Il duo di New York ha all'attivo solo un paio di brani, ma di quelli che fanno drizzare le antenne di chi non riesce a fare a meno di Velvet Underground, Strokes e dei giovanissimi Public Access TV. Tra glam-rock e l'inevitabile influenza della città di provenienza i QTY hanno delle ottime carte in mano.




Sundara Karma



Epicità e piglio da grandi arene: i Sundara Karma dal 2015 a oggi hanno intrapreso un climax ascendente che, ne siamo certi, toccherà il punto più alto nel 2017 con la pubblicazione dell'esordio (avvenuta venerdì scorso), ma non crediamo proprio sarà destinato a scendere in breve tempo. Il guitar-rock della formazione di Reading viaggia sulle coordinate di gente che gli stadi li riempie davvero, mentre le chitarre disegnano melodie d'impatto immediato. Dal vivo sono, ovviamente, quotatissimi.




SuperGlu



Avete sempre sognato di sentire i Los Campesinos con una bella dose di carica indie punk-rock? Bene i SuperGlu fanno decisamente al caso vostro. L'EP di debutto 'Horse' ci mostra una band ricca di vitalità, energia e ritornelli irresistibili: un bubblegum rock che rimanda agli anni '90 ma non nasconde una sfacciata personalità melodica. Il 2016 ci ha dato l'antipasto, ma ora vogliamo e pretendiamo il pranzo completo!




Romes



Il quartetto di Toronto ha piazzato come biglietto da visita l'intrigante brano 'Believe' e con questo ha iniziato a trovare programmazione radiofonica e consensi. Groove intrigante, synth che lavorano sodo così come i bassi, R&B che si sposa con il funk e ritornelli a presa rapida. Sta a vedere che nel 2017 saranno questi canadesi a farci ballare.




Swimming Tapes



La band londinese si definisce amabilmente "dreamy guitar-pop": 3 brani in questo 2016 che li avvicinano sensibilmente alle magie targate Real Estate. Una leggera brezza malinconica scompiglia i nostri capelli, mentre la primavera sta già facendo capolino. Prelibatezze melodiche che colpiscono dritte al cuore.




Vant



La band capitanata da Mattie Vant ha sapientemente mescolato le carte guitar-rock, passando dal garage a sapienti brani che sanno anche rallentare il ritmo ma non perdono mai di vista il ritornello vincente. Non mancano nemmeno dei testi intelligenti e ricchi di spunti anche politicizzati. Nome caldissimo per il rock made in UK.

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