Le uscite della settimana: Nine Inch Nails, Lana Del Rey, Avey Tare, Foster The People...
24-7-2017

di Cristiano Gruppi, Riccardo Cavrioli & Michele Corrado

Ogni settimana, cerchiamo di fare una panoramica riassuntiva sulle uscite del venerdì precedente, scegliendo 10 dischi che riteniamo di maggior interesse perché rinomati, chiacchierati o semplicemente belli. I giudizi che trovate qui sotto sono dettati da un unico primo ascolto, e sono dunque da ritenersi lontani da un parere definitivo, che contiamo di potervi dare presto con una vera e propria recensione.


DISCO DELLA SETTIMANA
Pete Fij / Terry Bickers: 'We Are Millionaires'

(RC) Ritorna a dispensare malinconia la premiata ditta Pete & Terry, dopo l'ottimo risultato della raccolta fondi su Kickstarter. Ballate elettro-acustiche senza tempo, in cui il gusto beffardo e agro/dolce della vita, cantato dall'ex Adorable, si sposa magnificamente con le rifiniture chitarristiche del componente degli House Of Love. Struggenti.





Lana Del Rey: ‘Lust For Life’

(CG) 10 produttori e 18 diversi autori, ma chissà perché tutti credono che Lana Del Rey si scriva le canzoni da sola. Il punto è che, chiunque componga, ciò che ne viene fuori è un mischione di una pochezza imbarazzante. La Del Rey è l’emblema degli ultimi anni di musica sedicentemente alternativa, un prodotto finto e costruito a tavolino spacciato per sincero e originale.





Nine Inch Nails: ‘Add Violence’ EP

(MC) Equamente diviso tra chitarre e synth così come tra inquietanti atmosferici e violenti assalti mortali, questo EP alza nuovamente, e di brutto, l'asticella dell'interesse verso Trent e i suoi. 'Less Than' é il loro miglior pezzo da dieci anni a questa parte.





Avey Tare: ‘Eucalyptus’

(CG) Gli Animal Collective quando vanno da soli sono ancora più strambi degli Animal Collective tutti insieme. In questo disco di Avey Tare, personalmente, facciamo fatica a capire il perché di molte delle scelte adottate; però l'idea di questo folk sghembo e destrutturato, come un Devendra Banhart in acido, non è poi così malvagia.





Foster The People: 'Sacred Hearts Club'

(RC) Il motto dei Foster pare essere chiaro: buttiamo un po' di tutto nel disco, qualcosa di buono salterà fuori. No. Tra R&B, bassi pompati, synth, gli anni '80 che non mancano mai ma pure i '70 dato che ci siamo, voglia di dance, funkettini scoloriti, finto rock simil Strokes e radiofonia morbida per ninfette, ne esce un album che a stento riuscirà a passare l'estate. Notte fonda. 





Declan McKenna: ‘What Do You Think About The Car?’

(MC) Accolto dalla stampa inglese come l'ennesimo salvatore della musica pop, Declan McKenna ha buone idee, ma le affoga tutte in una produzione laccata come le unghie delle Kardashian. Lungi dal considerarlo un male a priori, ma siamo dalle parti dell'esordio solista di Harry Styles.





Childhood: ‘Universal High’

(MC) E’ una bella miscela quella cui i Childhood approdano con il secondo disco. La voce dolce e avvolgente di Ben e le chitarre morbide si sposano che è un amore alla nuova passione dei ragazzi, il soul. Ne vengono fuori pezzi che incantano, ma anche qualche pesante ripetizione.





Dan Croll: ‘Emerging Adulthood’

(CG) Dan è uscito dal Liverpool Institute of Performing Arts, la scuola creata da Paul McCartney per donare nuovi talenti artistici alla città. Di certo, la facilità nel creare melodie appiccicose a Croll è stata insegnata, ma manca qualcosa a livello sia empatico che di personalità per far sì che la votazione finale vada oltre il buono.





She Sir: 'Rival Island'

(RC) Non perdono le loro suggestioni dream-pop i She Sir, ma si mostrano più attenti a levigare al massimo ogni spigolo che i riverberi chitarristici potrebbero offrire. Ne nasce così un disco molto rilassato ma un po' monocorde a tratti, in cui echi di Fleetwood Mac o Real Estate fanno capolino, unendosi con piacere all'anima classicamente shoegaze dei nostri.





A Thousand Hours: 'Sleep'

(RC) A brevissima distanza dal loro precedente album, gli A Thousand Hours sono ancora qui a dispensare le loro trame dream-pop/slowcore, fortemente legate all' estetica 4AD/Cocteau Twins. Suggestivi ed eleganti sanno avvolgere l'ascoltatore in una rete sonora ricca di riverberi e popedelia oscura che non mancherà di catturare il cuore ai devoti di questo sound. 






Le precedenti 'Uscite della settimana' le potete trovare nella sezione 'Importante!' di questo sito.

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