Le uscite della settimana: National, Dream Syndicate, Tori Amos, Micah P. Hinson...
11-9-2017

di Cristiano Gruppi, Michele Corrado & Giovanni Aragona

Ogni settimana, cerchiamo di fare una panoramica riassuntiva sulle uscite del venerdì precedente, scegliendo 10 dischi che riteniamo di maggior interesse perché rinomati, chiacchierati o semplicemente belli. I giudizi che trovate qui sotto sono dettati da un unico primo ascolto, e sono dunque da ritenersi lontani da un parere definitivo, che contiamo di potervi dare presto con una vera e propria recensione.


DISCO DELLA SETTIMANA
National: 'Sleep Well Beast'

(CG) I singoli avevano già fatto capire come i National, a questo giro, fossero in forma. Dopo l'imborghesimento e la strizzata d'occhio al mainstream dei due precedenti capitoli, tornano a essere spiazzanti e infilano, insieme a canzoni meravigliose (ma più meravigliose di quelle recenti), anche trovate musicali non così consuete, almeno per loro. Tra i migliori album dei National di sempre.





Dream Syndicate: 'How Did I Find Myself Here?'

(GA) Un disco suonato in un wormhole temporale capace di farti rivivere in 45 min. la meraviglia sonora degli anni '80 fatta di lunghi feedback, armonie abrasive, cow punk, e il paisley underground più accattivante della Los Angeles dei primi anni '80. Ritornare dopo 18 anni era difficile, sconvolgere positivamente lo era altrettanto.





Tori Amos: 'Native Invader'

(CG) 54 anni appena compiuti, ma Tori Amos dà ancora una bella distanza alle sedicenti cantautrici che spuntano giornalmente da un qualsivoglia paesino della provincia americana. Certo, lo stile è ormai assodato e poche sono le novità, ma le atmosfere che Tori riesce a creare fondamentalmente con voce e pianoforte hanno ancora qualcosa di unico persino nel panorama attuale.





Sparks: 'Hippopotamus'

(MC) L'uscita a quattro mani con i Franz Ferdinand, da sempre grandissimi fan dei Mael, ha fatto molto bene agli Sparks. Questo 'Hippopotamus' è difatti il loro lavoro più riuscito da almeno una ventina d'anni. C'è però da dire che qualche traccia in meno gli avrebbe giovato: 15 brani, non tutti sopraffini, lo rendono un po' troppo fedele al suo titolo.





Micah P. Hinson: 'Presents The Holy Strangers'


(GA) Se avete bisogno di lasciarvi cullare da quasi 1 ora di alt country è il disco che fa per voi, sofferto e vibrante come Johnny Cash di fine carriera. Se poi aggiungete che è tutto lavorato in analogico, non vi resta che correre ad ascoltarlo!





Lali Puna: ‘Two Windows’

(GA) Disco pieno di ospiti e infarcito da una gustosa cover dei Kings of Leon ('The Bucket'), sancisce un ritorno in gran stile della band più cervellotica del panorama indietronico. Soffici e delicati come sempre, un disco che toccherà il cuore di chi è ancora totalmente assuefatto ed innamorato del genere (quello d'alta scuola dei primi 2000). Segnaliamo 'Deep Dream': autentico gioiellino.





Death From Above: 'Outrage! Is Now'

(GA) Terzo album per il duo di Toronto, che segna l'arricchimento sonoro del dance-punk che da sempre caratterizza la band: ci sono anche scorribande funk, e un hard-rock che sfocia in accenni stoner. Tutto ciò si mescola senza logica in un disco senza una vera identità. Per fortuna sono solo 36 minuti.





Zola Jesus: 'Okovi'

(CG) Quando alla consueta cupezza e aulicità Zola Jesus aggiunge un po' di brio, ecco che la noia si tramuta in interesse, e i propositi di lasciare ammuffire questo album per tutto il resto del 2017 vengono accantonati. Almeno un altro paio di ascolti li merita. Però, cara ZJ: ma perché cantare tutte le canzoni allo stesso modo?





Alvvays: 'Antisocialities'

(MC) Anche questa volta questi fanatici della C86 risultano incapaci di sbagliare una melodia e così, tra saliscendi di chitarra e spruzzatine di rumore, confezionano un sophomore pregevole. Un pelo inferiore all'esordio, ma un gran bel sentire.





Susanne Sundfor: 'Music For People In Trouble'

(MC) Il sesto disco della cantautrice di Oslo è, specie nei confronti del suo diretto predecessore, un disco di rottura. Per esso Susanne ha messo in disparte l'arsenale di synth che aveva marchiato a fuoco 'Ten Love Songs' e si è concentrata, come da titolo, su ballate intime e dolenti, tutte arrangiate con grande raffinatezza. 'Undercover' e la closing-track con John Grant sono due capolavori.





Potete ascoltare anche:

Mount Kimbie: 'Love What Survives'
Chad VanGaalen: 'Light Information'
Alex Cameron: 'Forced Witness'
LA Witch: 'LA Witch'
Deerhof: 'Mountain Moves'
Anna Of The North: 'Lovers'
Nothing But Thieves: 'Broken Machine'
Rostam: 'Half-Light'



Le precedenti 'Uscite della settimana' le potete trovare nella sezione 'Importante!' di questo sito.

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