Le uscite della settimana: Angel Olsen, Quicksand, Shed Seven, Escape-ism...
13-11-2017

di Cristiano Gruppi, Michele Corrado, Giovanni Aragona & Stefano Bartolotta

Ogni settimana, cerchiamo di fare una panoramica riassuntiva sulle uscite del venerdì precedente, scegliendo 10 dischi che riteniamo di maggior interesse perché rinomati, chiacchierati o semplicemente belli. I giudizi che trovate qui sotto sono dettati da un unico primo ascolto, e sono dunque da ritenersi lontani da un parere definitivo, che contiamo di potervi dare presto con una vera e propria recensione.


DISCO DELLA SETTIMANA
Spinning Coin: 'Permo'

(MC) Non tradiscono la loro città d'origine, la Glasgow dei Pastels. Lo fanno con quattordici bozzetti power-pop che si rifugiano in tempi andati e uggiosi riffetti jangle. Il brio in più lo danno alcune schitarrate più rumorose e la forte personalità di ambedue i cantanti, uno più indie emozionale e l'altro più forte e post-punk. 'Permo' è un lavoro al quale tutti dovrebbero dare una possibilità.





Quicksand: 'Interiors'

(MC) 'Interiors' è il primo frutto in studio della reunion dei newyorkesi Quicksand, da annoverare di certo nella sparuta fila di quelle con qualcosa da dire. In questo caso qualcosa di urgente e viscerale. Tra chitarre ringhianti, drumming prorompente e ritornelli melodici ed emozionanti, sembra che di anni non ne siano passati ventidue ma un paio.





Shed Seven: 'Instant Pleasures'

(SB) Queste nuove canzoni non portano novità rilevanti, però riescono a riproporre il meglio di quanto i cinque hanno fatto negli anni '90. Le melodie impeccabili, la voce piena e rotonda di Rick Witter, la forte sensazione di genuinità, sono ancora qui. Se cercate innovazione e modernità passate ad altro, se amate il lato più rock del periodo brit-pop, non riuscirete a smettere di ascoltarlo.





Escape-ism: 'Introduction To Escapeism'

(CG) Ennesima creazione musicale di Ian Svenonius (Nation of Ulysses, Make Up), che seguita nel suo essere dissacrante, sghembo, unico. Massimo rispetto, dunque. Il punto è capire, poi, quante volte si riascolteranno le sue composizioni, perché alcuni passaggi sono davvero pesantini da assimilare.





Angel Olsen: 'Phases'

(GA) Una collezione di rarità, B-sides e demo che bisogna ascoltare su di un comodo divano. Un lavoro introspettivo, volutamente asettico, incentrato su dei testi impegnati che trasudano amore. Spiare da un buco della serratura la Olsen del passato in totale modalità folk e rimanerne folgorati.





Dillon: 'Kind'

(GA) Synth massicci e vocoder onnipresenti vengono distribuiti in 34 minuti, impiantati a una voce (bellissima) totalmente indirizzata verso il soul. Se questo quarto disco fosse stato concepito come EP, con sole 3 o 4 canzoni, sarebbe stato gioiellino. Purtroppo per la bella Dominique, 10 canzoni suonate quasi sempre alla stessa maniera rischiano di annoiare. Il risultato finale non convince, peccato.





Tennis: 'We Can Die Happy' EP

(CG) Siamo storicamente infatuati dei Tennis, un po' per il nome simpatico, un po' per il loro indie-pop di facile ascolto ma di grande resa. Dopo un paio di passaggi meno brillanti, sembra che il formato EP possa rendere loro maggior giustizia, e quelle canzoncine che trasportano gli '80 verso gli '00 riprendono a luccicare.





Sumie: 'Lost In Light'

(CG) Madre svedese e padre giapponese, Sumie Nagano è la sorella di Yukimi, frontwoman di Little Dragon e Koop. Le sue canzoni sono decisamente meno movimentate e sintetiche, si tratta infatti di un cantautorato sofisticato e retrò che, a suo dire, è ispirato da Bowie, Cohen e Morricone. Il risultato è più che buono e viene anche voglia di riascoltarle, queste tracce.





Kindling: 'Hush'

(CG) Cresciuti con il poster di J&MC e Slowdive sul muro della propria cameretta, i Kindling sembrerebbero di Glasgow o giù di lì per come suonano. In realtà vengono dal Massachusetts, ma il loro power/noise/fuzz-pop è fatto a regola d'arte come fosse scozzese, e le canzoni sono così centrate da farsi perdonare per il non eccelso grado di originalità.





Fever High: 'FHNY'

(GA) Disco di debutto per queste graziose ragazze di New York che, con coraggio e piena consapevolezza dei propri mezzi, tirano fuori gli artigli, proponendo un sound accattivante rifacendosi al synth-pop degli anni ’80, oltre che a dance e new wave. 36 minuti che vanno farebbero muovere le chiappe anche ai più refrattari alle piste da ballo.






Le precedenti 'Uscite della settimana' le potete trovare nella sezione 'Importante!' di questo sito.

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