Neko Case: ‘Hell-On’ (Anti-, 2018)

Lo scorso autunno Neko Case si trovava a Stoccolma con Bjorn Yttling (membro di Peter Bjorn And John ma anche affermato produttore) per registrare sei delle canzoni che sarebbero finite su ‘Hell-On’, il suo settimo album da solista. Mentre si stava concentrando esclusivamente sulla sua nuova musica, ricevette la notizia che la sua abitazione in Vermont era stata completamente distrutta da un incendio (da qui il titolo e la fiammeggiante copertina del disco). Non deve essere stato facile per Neko, aveva perso tutto quanto aveva materialmente di più caro proprio quando si trovava così lontano. In Svezia ci era andata proprio “per uscire dalla mia comfort-zone“. Presumiamo non intendesse fino a quel punto.

Non poteva, di conseguenza, non esserci un brano intitolato ‘Bad Luck‘ nella scaletta di un disco nato per essere, almeno musicalmente, ambizioso. La strumentazione è decisamente abbondante per chi era partita dal minimalismo del folk e dal country, generi che anche questa volta costituiscono la base di canzoni molto lavorate e sfarzose. L’intento è visibile anche dalla moltitudine di collaboratori: Beth Ditto, Mark Lanegan, K.D. Lang, AC Newman (collega nei New Pornographers), Eric Bachmann (Crooked Fingers), Kelly Hogan, Doug Gillard (Guided By Voices), Laura Veirs, Joey Burns (Calexico).

Queste imponenti aggiunte non portano però nulla di ‘Hell-On‘ a rimanere impresso, anche dopo diversi ascolti. Al contrario, finiscono per spersonalizzare una proposta (peraltro già molto frequentemente reiterata da un certo tipo di cantautorato al femminile) che è si’ eclettica, ma che non presenta aspetti caratterizzanti né a proposito di un suono che si avvicina pericolosamente al mainstream (‘Bad Luck‘, ‘Sleep All Summer‘), né dal punto di vista compositivo e melodico (‘Halls Of Sarah‘, ‘Winnie‘). La meticolosa cura dei dettagli abbassa inevitabilmente il livello di spontaneità, aspetto insolito per una produzione, quella di Yttling, che ha sempre indicato precise direzioni agli artisti presi in carico. Insomma, ciò che nel nostro piccolo contestiamo a Neko è di aver curato eccessivamente la forma a discapito della sostanza, nascondendo sé stessa dietro di essa. Diretta conseguenza è il non aver abbandonato alcuna zona di comfort, al contrario di quanto si era prefissata.

VOTO: 😐



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