Introducing: Honey Lung
1-1-2017

(RC) Non conosciamo molto su questo quartetto di belle speranze che risponde al nome di Honey Lung. Ma quello che sappiamo ve lo diciamo con piacere. I quattro, (Jamie Batten, Omri Covo, Charlie Gardener, Kerstin Resander) vengono da Londra e sono attivi dal 2015. Il loro biglietto da visita, che ha ricevuto qualche buon passaggio radiofonico importante, si chiamava 'Something' ed era tutt'altro che disprezzabile. L'inizio del brano ci rimanda ad atmosfere alla Cure o ai Cult, ma poi subentra un tiro più anni '90, con chitarre alt-rock imbevute di shoegaze, che magari potrebbero rimandare ai Cheatas e l'assolone finale sporco che emerge dalle chitarre soniche.

Arriva poi 'End Of Time' con le sue adorabili sospensioni che si aprono in un ritornello sonico e intrigante, ancora anni '90 e ancora shoegaze. D'altra parte le influenze dichiarate dalla band sul proprio Facebook non mentono: "Dinosaur Jr., Alex G, Pavement, Ride, Sonic Youth, MBV...".

I due brani appena citati trovano spazio anche nell'EP d'esordio, ovvero 'Kind Of Alone'. Secca e dall'animo power-rock/grunge è 'Perfect V', 'Dirt' ha una folle partenza deragliante, per poi ritrovare la consueta via, tra Urusei Yatsura e Llama Farmers. Chiude il conto la lunga 'Real Reason', morbida e avvolgente ma che piano piano cresce sempre di più fino alle distorsioni che rimandano anche agli Smashing Pumpkins. Confesso che a tratti mi ricordano addirittura i Seafood, se qualcuno li ricorda.

Molto interessanti!


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