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Interview: Chris Field

2-5-2008

Arrivo puntuale nella hall del lussuoso Starhotels Splendido di Milano. Impossibile non riconoscere da lontano Chris Field, con una giacca stretta a collo alto e capelli stile Liam Gallagher. Per chi non lo conoscesse, si tratta di un cantautore rock canadese, che ha deciso di sfondare con una produzione importante alla veneranda età di 30 anni. Una rarità in un mondo capitanato ormai da ragazzini drogati di MySpace. Mi dice di essere stanco a causa della sera precedente, ma sembra essere contento di potersi raccontare e di far conoscere il suo primo lavoro intitolato 'Powis Square'. Nonostante il look altamente stiloso, Chris si dimostra fin da subito una persona semplice e disponibile, che adora chiaccherare del passato e di rock'n'roll.


Indie-Rock.it: Iniziamo a parlare del tuo album. 'Powis Square' è una zona di Londra e Powis è anche il nome di un famoso castello situato in Galles. So che hai registrato il tuo LP proprio nella terra del dragone.

Chris Field: Ho chiamato il mio lavoro 'Powis Square' perchè era il quartiere londinese dove vivevo. Quel castello lo conosco, ma non c'entra nulla con il titolo.

I-R: La tua copertina ha un sapore retrò. Richiama molto gli anni '60.

CF: Io adoro quel tipo di copertine. Tra l'altro la foto è stata scattata proprio a Powis Square. E il ragazzo che ha curato la grafica della copertina ama alla follia i Sixties. Io ascolto in continuazione album di quell'epoca.

I-R: Come defineresti la tua musica?

CF: Rock 'n' roll. Semplicemente rock 'n' roll e divertimento.

I-R: E quali sono gli artisti di riferimento per le tue canzoni?

CF: Sicuramente Bob Dylan, i Beatles e i Rolling Stones. So che sono risposte ovvie. Anche gli Yardbirds, Kinks e Small Faces.

I-R: Il tuo album ci sembra un ottimo incrocio tra il folk e il blues-rock dei Rolling Stones.

CF: Esattamente.

I-R: I tuoi testi hanno un messaggio particolare o una tematica di fondo?

CF: No, ognuna parla e richiama cose differenti. I miei testi sono molto semplici, si tratta semplicemente di rock'n'roll!

I-R: E' vero che la tua voce è stata paragonata a quella del primo Mick Jagger? Ne sei orgoglioso?

CF: Sì sì, è vero. So benissimo di non essere come Mick, ma è uno dei migliori complimenti che potessi ricevere. Secondo me quando Jagger allunga le vocali richiama tantissimo Dylan. Tutti si rifanno a qualcuno.

I-R: Perchè tra i ringraziamenti hai deciso di inserire Jimi Hendrix?

CF: Sono un grande fan di Jimi da quando ero ragazzino. Da piccolo suonavo sempre le sue canzoni, e all'età di 15 anni facevo parte di una Jimi Hendrix tribute band. I primi album che mi sono passati tra le mani sono stati i suoi, grazie soprattutto a mio zio. E' probabilmente il mio artista preferito.

I-R: E' vero che suonavi in un gruppo acid-rock?

CF: Sì, è vero. Ma adesso sono troppo vecchio per quel genere di musica. E' roba molto diversa rispetto a quello che faccio adesso. Ora sono più sul classico, ho una produzione grossa... Ho messo la testa a posto! Però ho suonato qualche volta con gruppi del genere, tipo i Brian Jonestown Massacre. Mi ricordo ancora i concerti nei locali indie a Detroit 10 anni fa.

I-R: Come hai conosciuto Sam Brown?

CF: Attraverso Bob Rose, il mio produttore.

I-R: E come ti ha scoperto Bob?

CF: Lui era in tour con Julian Lennon in Canada, mi ha visto suonare per caso a Toronto e mi ha detto: "Seguimi in Gran Bretagna e farò di te un grande artista del calibro dei Beatles". Appena è tornato a Londra mi ha subito contattato dicendomi di venire al più presto, perché in Inghilterra c'è un ottimo panorama musicale e avrei avuto una grandissima occasione.

I-R: Perchè hai deciso di incidere la cover di 'It's My Life' degli Animals?

CF: In realtà è stata una scelta del mio bassista Nigel Harrison (il bassista dei Blondie per intenderci). Mi ha detto che sarebbe stata una figata suonare quella canzone. E devo dire che è stato un ottimo consiglio. Gli Animals sono dei grandi.

I-R: Sul tuo sito viene raccontata la particolare storia del tuo quadrisavolo, un uomo che tentò di tuffarsi nelle cascate del Niagara e attraversò a nuoto la Manica. Confermi?

CF: Sì, è tutto vero! E' stato il primo ad attraversare a nuoto la Manica. Poi gli offrirono un sacco di soldi per tuffarsi nelle cascate del Niagara nonostante il pericolo. Morì e il corpo non fu mai ritrovato. E' una storia fichissima, no?

I-R: Ho scoperto che non hai una pagina MySpace. Un fatto molto strano per un artista del 2008. E' una scelta personale?

CF: Sì. MySpace e Facebook non mi piacciono. A me piace suonare la musica dal vivo. Mi piace il Dylan-style. Non sopporto l'idea di parlare con qualcuno dal letto di casa mia. Non lo critico, ma personalmente preferisco i modi all'antica: vedere qualcuno che suona, comprare i dischi. Non mi piace invadere la privacy, mostrarsi a tutti i costi. Non c'è nulla di speciale in MySpace.

I-R: So che sei stato chiamato per interpretare il ruolo di Syd Barret in un film diretto da Tony Van Ende.

CF: Sì, a Londra. E' una produzione indipendente e penso che uscirà l'anno prossimo. La sceneggiatura è già pronta e mi piace molto. Syd non era così pazzo come la gente lo descriveva. Suonerò proprio io, nessuna registrazione dal passato.

I-R: Qual'è la cosa più bella che hai fatto l'anno scorso?

CF: E' difficile scegliere, ho fatto tante cose interessanti. Probabilmente andare a vivere a Berlino. Cercavo qualcosa di nuovo. Amo Londra ma avevo voglia di cambiare, ho vissuto troppo tempo là. Inoltre Londra è una città con spazi ristretti e tantissima gente, mentre Berlino offre spazi più ampi ed è anch'essa molto viva dal punto di vista musicale. Tra l'altro Ian Brown verrà a trovarmi settimana prossima. Siamo molto amici.

I-R: Davvero?

CF: Sì! Era il mio vicino di casa a Londra. Ci trovavamo la mattina al bar per berci un caffè o un cappuccino. E' un bravo ragazzo.

I-R: Qual'è stato il tuo album preferito del 2007?

CF: So di essere parziale, ma dico 'The World Is Yours' di Ian Brown.

I-R: Ma ti piacevano anche gli Stone Roses?

CF: Sì, però credo che la carriera solista di Ian sia ancora meglio.

I-R: Qual'è la tua canzone preferita di sempre?

CF: Domanda difficile... Probabilmente 'Helter Skelter' dei Beatles.

I-R: E ti piace la versione rifatta dagli Oasis?

CF: Gli Oasis mi piacciono molto, ma non sapevo che avessero fatto una cover di 'Helter Skelter'! Immagino però che non sia bella quanto quella dei Beatles...
Ho conosciuto Liam ed è anche lui un bravo ragazzo, al contrario di quello che vogliono far credere i media.

I-R: Quale film consiglieresti?

CF: 'Mean Streets' di Martin Scorsese.

I-R: Ti piacciono anche i film dedicati al mondo della musica, come ad esempio 'The Doors'?

CF: Quel film non mi piace. Adoro le pellicole legate ai Beatles. 'The U.S. vs. John Lennon' è un film stupendo. Anche 'Control' e 'Last Days' li consiglierei a tutti.

I-R: Quale nuova band consiglieresti?

CF: Super Furry Animals! Loro sono i Beatles gallesi. Mi piacciono i loro album. Tra i giovanissimi non ho trovato nessuno di entusiasmante e recentemente non ho acquistato nessun album nuovo. Io compro solo album vecchi in vinile. Adesso siamo arrivati a un livello di saturazione totale. Ci sono troppi nuovi gruppi (anche per colpa di MySpace) e penso che ci vorrebbe maggiore selezione.

I-R: E cosa pensi dell'invasione del formato MP3?

CF: Continuo a preferire il vinile. Ha un suono particolare, tutto suo. Non scarico mai canzoni attraverso internet.

I-R: Nell'ultimo anno c'è qualche concerto che ti ha colpito in maniera particolare?

CF: Penso il concerto dei View a Londra. Hanno energia da vendere e il loro album è dannatamente divertente.

L'intervista è durata ben 24 minuti e Chris sembra molto soddisfatto. Si complimenta per le domande e si ferma addirittura a chiacchierare per altri 5 minuti. La stanchezza iniziale è scomparsa, e più che un'intervista è sembrata una conversazione tra amici. Conoscerlo è stato un enorme piacere... Magari tutti gli artisti fossero così!

Eugenio Roveda