Interview: Maximilian Hecker
11-4-2009

Maximilian Hecker, tra i migliori artisti tedeschi degli ultimi anni, ha appena fatto uscire in Europa il suo quinto disco, 'One Day'. L’abbiamo raggiunto via mail ponendogli qualche domanda sul nuovo album e sulle emozioni che genera l’ascolto della sua musica.


Indie-Rock.it - Maximilian, come mai hai scelto di far uscire il tuo nuovo album, 'One Day', prima nel mercato asiatico che in Europa? Hai forse un numero di fan maggiore in Cina ed in Corea del Sud?

Maximilian Hecker - Dopo che la Universal ha abbandonato la V2 nel 2007 senza prendere con sé nessuno degli artisti tedeschi, non avevo più un contratto. Ecco perché ho deciso di registrare il nuovo album prendendomi i miei rischi, con il denaro che avevo ricevuto da due spot pubblicitari asiatici che hanno usato alcune mie canzoni per dei loro prodotti (Samsung e Hanul Bori). Dopo sono stato fortunato a trovare un manager ad Hong Kong che ha concluso contratti con quattro etichette discografiche asiatiche con le quali avevo lavorato in passato (Pastel Music per la Corea del Sud, Avant Garden Records per Taiwan, Pocket Records per la Cina e Love Da Records per Hong Kong). Non c’era scelta, è accaduto perché per diverso tempo non ho avuto una label europea. Sì, penso che al momento ho un numero di fan maggiore nell’est dell’Asia, ma vediamo cosa succede con 'One Day' in Europa.

C’è per caso, all’interno del nuovo disco, una canzone che ti piace di più delle altre o alla quale sei particolarmente legato? Se sì, quale? Di quali aspetti preferiresti parlare riguardo a 'One Day', che cosa vorresti fosse messo in risalto?

Le canzoni che mi piacciono di più dell’album sono 'The Space That You’re In', 'Miss Underwater', 'This Poison Called Love' e 'All These Cradles Blankets Will Never Veil My Whole Substance'. 'The Space That You’re In' ha a che fare con il rendersi conto che si è veramente innamorati quando pensi che tutto ciò di cui hai bisogno per essere felice è di trovarti nello stesso posto dove sta la persona che ami, e riguarda anche il fatto che alla fine non sarai mai in grado di costituire con lei un’entità unica. 'Miss Underwater' parla di un figlio che cerca di convincere la madre a lasciarlo da solo e a farlo camminare con le proprie gambe ('underwater', 'subacqueo', sta per liquido amniotico). 'This Poison Called Love' è sul tipico conflitto amoroso vicinanza/distanza e 'All These Cradles Blankets Will Never Veil My Whole Substance' ha come tema i disturbi che affliggono le personalità borderline.

Trovi qualche differenza tra il tuo ultimo lavoro e gli altri dischi che hai fatto? Ce n’è per caso uno al quale sei maggiormente affezionato? Per quanto mi riguarda, ritengo il tuo primo, 'Infinite Love Songs', quello che contiene le canzoni più belle, mentre trovo 'Rose', il successivo, quello più riuscito nel suo complesso. 'One Day' è uscito per Louisville Record, la tua nuova etichetta. Come mai, nel corso della tua carriera musicale, hai scelto di cambiare per due volte label?

A me non frega di come la mia musica viene descritta o percepita o come suona rispetto a quella di altri artisti o ad altre canzoni che ho scritto in passato. Per me è totalmente irrilevante. E’ compito dei giornalisti fare considerazioni di questo tipo. Per quanto mi riguarda, essa ha sempre risposto allo stesso scopo: io scrivo canzoni perché, per sopravvivere a livello emozionale, ho bisogno, con l’aiuto della musica, di sbloccare il canale che dà accesso alla mia anima per essere alla fine in grado di sentire ed esprimere i miei desideri più profondi. Il fatto di aspirare a rendersi incorporei, il tendere verso l’infinito e l’immateriale, la volontà di riunirsi con un entità unica che ha perso la sua interezza. Parlando da un punto di vista psicanalitico: il bisogno di riunificazione con l’oggetto primario per riempire il vuoto fondamentale che la sua perdita ha lasciato. Sono passato dalla Kitty-Yo alla V2 perché la prima ha iniziato a vendere dischi solo on-line, mentre dalla V2 alla Louisville per i motivi che ti ho detto.

Qual è il concept che gira attorno al tuo video più famoso, quello di 'Infinite Love Song'? Questa canzone è così bella e toccante che qualche volta, quando la ascolto, mi fa venire voglia di piangere. In quel clip tu cammini per una strada di città rifiutando alcune ragazze che sono esteticamente stupende. Le scansi perché, a livello di metafora, non vuoi avere con loro una relazione duratura, in contrasto con il titolo della canzone? Mi piace molto anche perché nella parte iniziale del video c’è una bellissima biondina che ha una codina molto simile a quella dell’unica ragazza che ho amato nella mia vita. Pensi che si possa essere innamorati e pensare ad un’unica persona per tutta la vita? Nel mio caso sì. Tu cosa dici?

In realtà non se se ci fosse un concept intorno al video. Credo che fossimo semplicemente dei giovani studenti che volevano fare un video bello esteticamente con delle ragazze attraenti. Ma se io proprio volessi dare un’interpretazione, mi viene da pensare al vecchio conflitto vicinanza/distanza presente tra due persone innamorate che vanno in cerca di stare più vicine ma che alla fine, essendo troppo spaventate dal sentimento dell'amore, finiscono per allontanarsi l’uno dall’altra.
Per quanto riguarda il mio punto di vista sull’amore romantico, io non sono legato, non dipendo dal concetto di essere amato da una donna, da una relazione felice ed appagante. Non credo di averne bisogno per essere felice. La cosa che ha maggior rilevanza per me è in questo momento quella di raggiungere un certo grado di contentezza, un equilibrio interiore e trovare persone ed amici che mi accettino per quel che sono. Forse un giorno [che non a caso è anche il titolo del suo nuovo album, ndr] troverò una donna con cui stare bene, ma penso che devo crescere ancora e maturare prima che ciò possa accadere effettivamente.

Un’altra canzone meravigliosa e a mio avviso straordinaria che hai scritto è 'Kate Moss'. Parla della celeberrima modella e delle ragazze bellissime che normalmente non si riescono a raggiungere. Cosa pensi del fatto che in qualche caso le donne, dopo molto tempo cedono alle avances degli uomini e si concedono ma alla fine non li rendono soddisfatti? Cioè accade che il ragazzo, quando riesce finalmente a fare l’amore con l’oggetto dei suoi desideri, una volta che lo ottiene rimane deluso perché ciò che immaginava era nettamente superiore alla realtà nuda e cruda? Il filosofo Schopenhauer, che è tedesco come te, parla specificatamente di questo tema nei libri che ha scritto.

Non ho mai incontrato Kate Moss e non ne sono mai stato innamorato, niente di simile. In questa canzone la nota modella funge come simbolo di qualcosa di irraggiungibile, come una 'musa virtuale'. E, come nelle tradizionali canzoni della lirica trobadorica (l’amor cortese), il menestrello o il poeta che corteggia la donna sa che non sarà mai in grado di raggiungere il suo obbiettivo. La distanza che lui sente tra sé e la persona amata innesca la sua creatività. Poi egli si rende conto che per mezzo della sua creazione è in grado di superare la (nella terminologia psicologica) “dipendenza narcisistica dall’oggetto” e che ciò che ha creato alla fine vale per lui molto di più di quanto non avrebbe significato l’ottenere effettivamente la donna di cui è innamorato.

Hai iniziato come batterista e suonando come busker cover di Oasis e Radiohead. Qual è il tuo batterista preferito nella storia del rock? E, tra Oasis e Radiohead, quale band ti piace di più?

Ammiro molto Dave Grohl. Penso che preferisco i Radiohead.

Quasi tutti quelli della nostra generazione amano gli Oasis e Radiohead ed in particolare so che ti piacciono moltissimo 'The Bends' e 'What’s The Story (Morning Glory)'. Un altro grande album degli anni '90, personalmente il mio preferito in assoluto, è 'Moon Safari' degli Air. E’ di tuo gradimento? Ti piace quando i critici accostano il tuo nome a questa grande gruppo francese e, per descrivere la tua musica, parlano di 'airy pop'?

Certo, anche a me piacciono gli Air, anche se non mi hanno mai toccato nel profondo del cuore. Non mi interessano i paragoni con loro. Lasciamo perdere. Comunque li cito sempre per descrivere le sensazioni che dà il fatto di essere popolari nell’est dell’Asia. Una volta gli Air hanno dichiarato: “In Giappone ci sentiamo sempre come i Beatles”. Sono d’accordo con loro.

Ricordo, in una recensione del tuo primo disco, 'Infinite Love Songs', che ti definivano un Ed Harcourt tedesco, paragone che non mi è mai sembrato calzante. Era anche scritto che il tuo gruppo preferito sono i Beatles. Pensi, come me, che dalla fine del 1965, e forse anche con l’aiuto di qualche sostanza psicotropa, hanno elevato nettamente la qualità della loro musica? C’è un loro album che ti piace particolarmente o dal quale sei stato influenzato? Io adoro la raccolta 'The Magical Mystery Tour', il primo disco del 'White Album' e 'Abbey Road' mentre ho sempre considerato sopravvalutato 'Sgt. Pepper'. Sei d’accordo con me?

Si, in parte. Il mio album preferito dei Beatles è 'Abbey Road' seguito a ruota da 'Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band', che a me invece piace moltissimo. Ho iniziato ad ascoltarli quando avevo 7 anni. Sono certamente una grande influenza per me, sebbene io non possa dire che la mia musica sia proprio simile alla loro. Comunque, il primo album che ho sentito era un best of di una cantautrice americana, Melanie [in Italia pochi la conoscono anche se ha venduto oltre 25 milioni di dischi in carriera, ndr]. Avevo solo 4 anni. Penso in generale che la musica che ascoltiamo nella nostra infanzia (per esempio quella che sentivano i nostri genitori e di conseguenza noi) influenzi moltissimo il nostro gusto musicale.

Parlando di album, in un’intervista di tre anni fa hai dichiarato che non ti fidi delle recensioni musicali. Lo pensi ancora? Non leggi nemmeno 'NME' o 'Les Inrockuptibles'? Quali sono le più note riviste musicali tedesche?

A dire la verità non le leggo. E le recensioni musicali riflettono il punto di vista di una sola persona. Conosco grandi dischi che i critici snobbano e cattiva musica che invece viene invece lodata. Le riviste musicali tedesche più importanti sono 'Musikexpress', 'Intro', 'Rolling Stone' e 'Spex'.

Hai detto che dai importanza ai testi, ma non sempre. Io penso che in alcune canzoni essi siano abbastanza importanti, in altre no. Cosa dici in proposito?

Per me la sequenza degli accordi e la melodia sono più importanti delle parole. Ma, almeno a partire da 'Ladysleep', ho dedicato molto tempo alla stesura dei testi. Non voglio scrivere in seguito ad un flusso di coscienza, il mio desiderio è di creare qualcosa di completo. Non so da dove provenga la mia ispirazione riguardo alle liriche. Penso che ho del talento nell’esprimere le emozioni in una maniera poetica. Niente di più, niente di meno. Scrivere dei testi è veramente faticoso, ma può essere abbastanza fruttuoso e soddisfacente alla fine. Quando inizio a comporre le liriche, parto sempre con l’idea di affrontare temi che riguardino qualcun altro, ma alla fine i miei testi hanno inevitabilmente a che fare con me. Il mio subconscio non può fare a meno di cercare di trovare una via verso la superficie tramite la musica e le parole.

Mi piace parecchio Berlino, la città dove vivi sin dal 1988. La ami anche tu? Per caso l’atmosfera di questa città ti influenza quando scrivi i testi? Un gruppo rock italiano famoso dei nostri giorni, i Ministri, critica l’atteggiamento di alcuni giovani che, stufi di vivere nel nostro paese, si trasferiscono, momentaneamente o in pianta stabile, a Berlino, fuggendo così i propri problemi senza avere il coraggio di affrontarli perché non sono in grado di contrastarli. Che ne pensi? Ti sei mai trovato nella situazione di voler scappare dalla tua città?

Non do importanza alla mia città, ci vivo solamente. Sono molto più che introverso, e l’atmosfera ed il contenuto delle mie canzoni non ha nulla a che fare con l’ambiente e le condizioni esterne. Cerco solo tramite esse di esprimere in maniera diretta il “suono dei desideri della mia anima”, che è sempre lo stesso dappertutto. Ad esempio ho scritto 'Summer Days in Bloom' a Hong Kong nel 2004, e 'Daze Of Nothing' quando vivevo ancora con i miei genitori in una piccola cittadina in Germania nel 1997. Riesci a capirlo e a sentirlo? Io proprio no. Riguardo alla volontà di trasferirmi altrove, ho pensato una volta di andare a vivere ad Hong Kong. Ma non fuggire da Berlino, solo vivere come fa Tony Leung Chiu-Way in 'Chungking Express' [film cinese del 1994 che ha ottenuto premi e riconoscimenti in alcuni festival internazionali di cinema, conosciuto in Italia con il titolo di 'Hong Kong Express', ndr].

Le tue fantastiche canzoni sono particolarmente adatte per i cuori romantici e sono a mio avviso fortemente legate alla sensazione del provare amore, soprattutto alle sofferenze che esso porta, specialmente quando vieni respinto da una donna di cui sei innamorato. Sei d’accordo con me? E’ perché quando provi sentimenti profondi verso una persona sei più sensibile e più disponibile a ricevere emozioni?

Le mie canzoni non riguardano l’amore [davvero strano Maximilian, allora perché hai intitolato il tuo primo disco 'Infinite Love Songs' e come mai ci sono diverse tuoi brani dove ricorre più volte la parola love? ndr]. Hanno a che fare con il desiderio, l’ossessione, il senso di oppressione, la mancanza di autostima, il rifiuto, l’incapacità di provare emozioni e di sentire amore, ma anche riguardano la speranza continua di raggiungere un equilibrio interiore, la libertà e la salvezza.

Riguardo alla scena tedesca degli ultimi anni, penso siano emersi diversi gruppi interessanti. Oltre a te, hanno riscosso un certo successo anche Notwist, Lali Puna e To Rococo Rot. Ti piacciono? Conosci magari personalmente qualcuno di loro?

Mi spiace, ma non posso veramente dire niente su di loro. Nella mia vita ho ascoltato solamente musica inglese ed americana.

Mi piace la tua toccante versione di 'Heroin' dei Velvet Underground, canzone che hai suonato nella spiaggia di Cesenatico la scorsa estate. Per caso loro sono uno dei tuoi gruppi preferiti in assoluto e Lou Reed uno dei tuoi eroi? Ti piace eseguire altre cover dal vivo e, se sì, quali?

Mi piacciono molto i Velvet Underground, ma non rientrano tra le band che amo di più né Lou Reed è un mio mito. Ecco alcune canzoni che amo coverizzare: 'Mr.Tambourine Man', 'I Want You', 'Just Like A Woman', 'Visions of Johanna' e 'Like A Rolling Stone' di Bob Dylan, 'Suzanne' di Leonard Cohen, 'I See A Darkness' di Bonnie Prince Billy, 'Always On My Mind' di Willie Nelson, 'Be Good Or Be Gone' di Fionn Regan e 'Misunderstood' di Robbie Williams.

Quando torni a suonare in Italia? Spero presto.

Vengo a Milano a La Casa 139 il 27 maggio e spero di tornare in Italia in autunno. Mi piacerebbe molto ritornare da voi perché il pubblico italiano è sempre stato molto attento, rispettoso e caloroso. Non è piaggeria. E’ vero, fatta eccezione per il pubblico asiatico, quello italiano è il mio preferito!

Paolo Agnoletto

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