Concorsi: Blonde Redhead, Telepathe
Cerca
News Dischi
 
Speciale Festival 2007 Forum di Indie-Rock.it
username password
 
 
Big Boi: Sir Lucious Left Foot
Big Boi:
Sir Lucious Left Foot


ANNO: 2010
ETICHETTA: Def Jam

"Francamente dubito che quest’anno possa uscire un disco hip-hop migliore"
  il giudizio di indie-rock.it: 8/10
GENERE: hip-hop.

PROTAGONISTI: Antwan André Patton, meglio conosciuto come Big Boi.

SEGNI PARTICOLARI: dopo anni di vicissitudini discografiche con la Jive Records, che inspiegabilmente non voleva pubblicarlo, esce finalmente per Def Jam l’attesissimo debutto solista di Big Boi, metà degli Outkast. Per questo lavoro, il rapper si è circondato di una numerosa cerchia di ospiti, tra i quali non compare l’amico Andrè 3000, assente per ordine della Jive Records (che a questo punto è l’etichetta più odiata del panorama hip-hop).

INGREDIENTI: sono sempre stato modestamente affascinato da certi personaggi della scena hip-hop; il disco dell’innamoramento vero e proprio, però, è uno solo: 'Late Registration' di Kanye West. Da allora la scoperta di un album superbo dopo l’altro e l’attaccamento sempre maggiore a questo genere. Certo, trovare dischi hip-hop degni di nota al giorno d’oggi non è facile: uno-due all’anno, se va bene. Il motivo è presto detto: in questo genere come non mai è difficile creare un prodotto valido, che trovi il giusto equilibrio tra successo commerciale e qualità. Ci vuole un indescrivibile sforzo in fase di scrittura, e di produzione soprattutto. Ecco perché ogni volta che un disco hip-hop viene riconosciuto dappertutto come valido fremo dalle aspettative e dalla speranza. Con Big Boi sapevo di andare sul sicuro (mica un Drake qualunque, giusto per citare un rapper sopravvalutato): i capolavori che ha sfornato con gli Outkast sono ormai scolpiti nella storia di questo genere. Eppure, il primo ascolto di 'Sir Lucious Left Foot' mi aveva lasciato un po' freddino: lo trovavo poco brillante e un po’ disomogeneo. Sono andato più a fondo e ho capito il perché: Big Boi ha messo tanti dettagli nascosti lungo tutto il disco, che solo pian piano possono svelarsi alle orecchie. In realtà, questo è un lavoro con una vasta quantità e varietà di idee, impeccabile in fase produttiva, divertente e intelligente in quasi tutti i suoi momenti. Big Boi possiede uno squisito gusto musicale, che spazia dal soul-funk all’elettronica minimale, passando anche per aperture orchestrali.

DENSITÀ DI QUALITÀ: 'Sir Lucious Left Foot' è un disco che suona moderno e alla moda, ma che non scade mai in bassi compromessi di classifica. Inutile dire che Big Boi è un gran rapper e lo dimostra anche in questo suo lavoro solista, sfoderando prestazioni da urlo in diverse occasioni. Si parte con l’intro r'n'b di 'Feel Me', giusto un po’ zucchero prima di tirare fuori il primo pugno in faccia: 'Daddy Fat Sax' esplode con l’urgenza e la prepotenza di chi non ha niente da dimostrare ma ha ugualmente voglia di farlo. 'Turns Me On', invece, si attenua su calde atmosfere soul à la Heard 'Em Say, con delle chitarre dal sapore notturno a impreziosire il tutto. Si prosegue a suon di potenziali singoli, mai banali: la futuristica 'Follow Us', per esempio, possiede un ritornello molto fresco e orecchiabile, ma non solo quello: notate il rincorrersi dei synth durante le strofe, è qualcosa di geniale. E che dire delle velocità supersoniche di 'Shutterbug', con numerosi elementi minimal che si sovrappongono, prima che parta il delizioso ritornello in auto-tune? Il carnevale sonoro prosegue con le pompose orchestrazioni di 'General Patton', bell’assalto frontale, con 'Be Still', gemma pop guidata da una splendida Janelle Monae, e culmina con la conclusiva 'Back Up Plan', in cui c’è di tutto: cori di cheerleader, orchestre, chitarre e tanto altro. L’apice emotivo del disco è l’indescrivibile 'Shine Blockas', un brano che vorresti non finisse mai, mentre il punto più debole è 'Hustle Blood' (ft. Jamie Foxx), soul fin troppo tiepido e sbiadito. Il resto è ancora goduria: la divertente 'Yo Ain’t No DJ', le affascinanti 'Fo Yo Sorrows' e 'The Train Pt.2', sono solo alcuni degli altri brani che arricchiscono il disco. Che assieme a 'The Archandroid' della succitata Monae costituisce un buon pacchetto made in black da portare con sé durante l’estate (e anche oltre..). Sia chiaro, 'Sir Lucious Left Foot' non è un capolavoro, ma francamente dubito che quest’anno possa uscire un disco hip-hop migliore. A meno che Kanye West non mi (ri)sorprenda...

VELOCITÀ: incredibilmente sostenuta.

IL TESTO: “Now party people in the club it's time to cut a rug / And throw the deuce up in the sky just for the shutterbuggs / I'm double fisted and if you're empty you can grab a cup / Boy stop, i'm just playing. Let me dap you up”: questo ritornello di 'Shutterbug' difficilmente si staccherà dalla vostra testa.

LA DICHIARAZIONE: “La Jive Records non voleva pubblicare il disco per un semplice motivo: è un’opera d’arte.

IL SITO: 'Bigboi.com'.

Gioele Sforza
 
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
IL PARERE DEI LETTORI
media voti: 5.62
# voti: 13
 
 
Wombats (di nuovo) a Milano e Roma
Hurts due volte a Milano
Agli XX il Mercury Prize 2010
Band Of Horses a Bologna l'11 febbraio
Nuove canzoni da Belle And Sebastian
Hurts: Happiness
Everything Everthing: Man Alive
Sufjan Stevens: All Delighted People EP
PVT: Church With No Magic
Klaxons: Surfing The Void
28-8-2010 - Zurich OpenAir Festival @ Zurigo (Svizzera) - Giorno 2
27-8-2010 - Zurich OpenAir Festival @ Zurigo (Svizzera) - Giorno 1
24-8-2010 - Libertines @ HMV Forum, Londra (Regno Unito)
21-8-2010 - Pukkelpop Festival @ Hasselt (Belgio) - Giorno 3
credits | per la pubblicità | | toolbar | english version | siti amici | condizioni d'uso | guestbook | Twitter
recupera password
© indie-rock.it 2005-2006
Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.