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Broken Social Scene: Forgiveness Rock Record
Broken Social Scene:
Forgiveness Rock Record


ANNO: 2010
ETICHETTA: Arts & Crafts

"Non possiamo non considerare come estremamente buono un disco con tale abbondanza di idee e soluzioni"
  il giudizio di indie-rock.it: 8/10
GENERE: indie-rock.

PROTAGONISTI: il bookelt divide i musicisti coinvolti nella realizzazione del disco (ben 31) in tre gruppi: i "members" sono Brendan Canning (chitarra, basso, voce), Justin Peroff (batteria), Kevin Drew (voce, chitarra, tastiere), Andrew Whiteman (chitarra), Sam Goldberg (chitarra, basso, cori), Charles Spearin (basso, chitarra), Lisa Lobsinger (voce), John Mc Entire (produzione, batteria, percussioni) e Martin Davis Kinack (chitarra). Tra gli "additional members" ci sono Leslie Feist, Amy Millan e Evan Cranley degli Stars, Emily Haines e Jimmy Shaw dei Metric, Jason Collett, Ohad Benchetrit dei Do Make Say Think. Tra i "guests" spiccano Sam Prekop dei Sea And Cake e Spiral Stairs dei Pavement.

SEGNI PARTICOLARI: quarto LP dei Broken Social Scene al completo (non contiamo, dunque, quelli della serie 'Broken Social Scene Presents...'). E' stato registrato prevalentemente a Chicago, 'a casa' di John McEntire.

INGREDIENTI: al di là degli intrecci strumentali (e chitarristici in particolare) tipici dei Broken Social Scene, questo album si caratterizza rispetto al resto della produzione per un'immediatezza melodica superiore. Come se Kevin Drew e soci avessero sintetizzato una formula per poter giungere ad un pubblico più vasto senza banalizzarsi troppo a livello artistico.

DENSITÀ DI QUALITÀ: si avvertono sensazioni discordanti nel ripetuto ascolto di 'Forgiveness Rock Record'. Di primo acchito si è entusiasti per l'accessibilità melodica di cui sopra, ma ben presto subentra una sorta di sazietà per delle canzoni formalmente ineccepibili, ma che non riescono a comunicare quanto nelle loro potenzialità (e qui ci si sente di chiamare in causa la produzione di McEntire, che tende troppo spesso ad 'ovattare' il materiale che si trova tra le mani). Chi vi scrive, però, ha avuto la fortuna di sentire e osservare questi pezzi suonati live, e probabilmente solo in quel frangente si riesce a comprenderne la grandezza, se ne capiscono le dinamiche nonché la complessità della loro costruzione. Fatte uscire dall''imbuto' di McEntire, le canzoni presenti in 'Forgiveness Rock Record' si emancipano e mostrano la loro vera natura, che è sì, in alcuni episodi, un po' troppo 'stilosa', anche parodistica rispetto a quello che i Broken Social Scene sono ormai nell'immaginario collettivo, ma che in realtà ha la propria ragione di essere nella contrapposizione dolce/amara tra la ruvidità dei testi (si legga quello di 'Ungrateful Little Father', ad esempio), rappresentata a livello strumentale dalle chitarre, con l'affabilità delle armonie, che ha il suo corrispettivo negli arrangiamenti a base di fiati e percussioni. Non sappiamo se questa dialettica possa avere a che fare con una 'sintesi' rappresentata dal "Perdono" (il titolo del disco), di certo viene discorsa in una serie amplissima di modalità: dal crescendo di 'World Sick' al quasi-pop di 'Texico Bitches', da quello stadium-anthem che è 'Forced To Love' alla basilarità della conclusiva 'Me And My Hand', passando per l'irruenza strumentale di 'Meet Me In The Basement', certamente la traccia più efficace nonostante sia praticamente priva di testo. E se anche siamo convinti che i Broken Social Scene in passato abbiano fatto di meglio, non possiamo non considerare come estremamente buono un disco con tale abbondanza di idee e soluzioni.

VELOCITÀ: ci vogliono 59 minuti per far scorrere tutte le 14 tracce.

IL TESTO: "Ungrateful little mother-fuck / Boredom-tuck / Beat-you-up with bedrooms of ice / I see you got another-one", da 'Ungrateful Little Father'.

LA DICHIARAZIONE: sempre dal booklet del CD: "We surrounded with people we trust, and that's the way you do it, kids".

IL SITO: 'Brokensocialscene.ca'.

Cristiano Gruppi
 
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