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Erland & The Carnival: Erland & The Carnival
Erland & The Carnival:
Erland & The Carnival


ANNO: 2010
ETICHETTA: Full Time Hobby

"Risultato sufficientemente gradevole"
  il giudizio di indie-rock.it: 6/10
GENERE: folk-pop.

PROTAGONISTI: Simon Tong (chitarra, armonium, zither, voce), Erland Cooper (chitarra, voce), David Nock (batteria, percussioni, voce, tastiere), Andy Bruce (synth), Danny Wheeler (basso).

SEGNI PARTICOLARI: una band ricca di musicisti con esperienza alle spalle: Simon Tong, per esempio, è stato chitarrista nei Verve, nei Blur e nei The Bad, The Good and The Queen, mentre David Nock ha suonato la batteria nel progetto The Fireman, dietro al quale si celavano Paul McCartney e Youth. L’album è stato registrato allo 'Studio 13' di Londra, di proprietà di Damon Albarn.

INGREDIENTI: la band di Erland Cooper ha l’abilità di saper mischiare più generi e numerose influenze senza mai risultare banale o ripetitiva: dal pop alla psichedelia, dai Doors al western alla Ennio Morricone e alla rilettura di brani folk della tradizione inglese, rivisitati con personalità, originalità e freschezza, dando un proprio tocco, aggiungendo nuovi strumenti e cambiando i testi.

DENSITÀ DI QUALITÀ: le citazioni nell’omonimo album di debutto di Erland & The Carnival sono tantissime: già il primo pezzo, ‘Love Is A Killing Name’, ad esempio, è una rivisitazione molto particolare di una vecchia ballata scozzese, disegnata da una voce delicata e da un’intensità che cresce in vari momenti. ‘My Name Is Carnival’, invece, è una vera e propria cover di una canzone del musicista americano Jackson C. Frank, da cui s'ispira il nome della band: è un brano dall’anima folk, condito con le tastiere. Nell’allegra e catchy ‘You Don’t Have To Be Lonely’ troviamo l’uso di un organetto che verrà ripreso anche in altri brani; il singolo ‘Trouble In Mind’ è il pezzo più accessibile di tutto il lavoro: le accattivanti e belle melodie lo rendono una vera e propria pop song.
Ricche ed interessanti keys ed una voce calda ed intensa caratterizzano ‘The Derby Ram’ il cui tema è molto triste: parla, infatti, di un ragazzo che nel 2008 si è suicidato lanciandosi dalla cima di un parcheggio nella città delle Midlands, mentre la folla sottostante, che immortalava la scena con le videocamere dei telefoni cellulari, lo incitava a tuffarsi. ‘Disturbed This Morning’ è invece un poema di Leonard Cohen: tranquilla, sognante, dolce, molto bella, il piano in sottofondo e un evidente richiamo ai Blur, prima di chiudersi con attimi di pura e devastante follia sonora.
Was You Ever See’ è semplice, leggera e contiene continui handclapping, mentre in una veloce e rumorosa ‘The Sweeter The Girl The Harder I Fall’ si trovano influenze garage anni '60 insieme al ritorno del gradevole organetto. ‘One Morning Fair’ è un canto tradizionale gallese rivisitato in una chiave rock abbastanza pesante, parecchio diverso dal resto dell’album. Il debutto della band di Erland Cooper si conclude con l’ennesimo esperimento: in un lavoro che trova le sue radici nel folk, la poesia di William Blake ‘The Echoing Green’ rivisitata in chiave elettronica risulta essere qualcosa di piuttosto particolare. L’esordio dei promettenti Erland & The Carnival non si può definire propriamente qualcosa di nuovo, poiché si tratta del recupero di alcuni brani di musica tradizionale inglese, riletti in uno stile più moderno ed innovativo e con testi modificati che comprendono temi più attuali, ma senza mai cadere nel già sentito: il risultato è sufficientemente gradevole.

VELOCITÀ: piuttosto lenta con qualche accelerazione qua e là, ma senza mai superare i limiti.

IL TESTO: "I took a walk down your old street / Down past the places we used to meet / Trouble in mind / trouble in souls / Won’t you let your feelings go", da ‘Trouble In Mind’.

LA DICHIARAZIONE: Simon Tong a 'Thelineofbestifit.com' riguardo alla formazione e al nome della band: "Ho incontrato Erland ad una folk night che organizzavo a Portobello Road, abbiamo chiacchierato e abbiamo scoperto di avere un amore comune per Jackson C Frank ed in particolare per la canzone ‘My Name Is Carnival’. Un pomeriggio abbiamo scritto e suonato insieme al nostro amico ingegnere/batterista David Nock e deciso subito di formare una band, usando la canzone di Jackson C Frank come ispirazione per il nostro nome."

IL SITO: 'Erlandandthecarnival.com' oppure 'Myspace.com/carnival'.

Antonio Paolo Zucchelli
 
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