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DISCHI

Fanfarlo: Rooms Filled With Light (2012 - Atlantic)

"Il salto di qualità dichiaratamente tentato non riesce"

di Cristiano Gruppi

  il giudizio: 6/10

GENERE: pop barocco.

PROTAGONISTI: Simon Balthazar (voce, chitarra, tastiere, mandolino, sassofono, clarinetto), Amos Memon (batteria, percussioni, cori), Cathy Lucas (violino, mandolino, glockenspiel, tastiere, cori), Justin Finch (basso, cori), Leon Beckenham (tromba, tastiere, glockenspiel, melodica, cori).

SEGNI PARTICOLARI: secondo album per il collettivo anglo-svedese, seguito dell'acclamato 'Reservoir' del 2009. A produrre c'è Ben Allen, recentemente al lavoro con gente del calibro di Animal Collective e Deerhuner.

INGREDIENTI: se lo stile di scrittura dei Fanfarlo non subisce grandi mutazioni, certamente c'è un'ambizione maggiore dal punto di vista delle trovate prettamente musicali: strumentazione più ricca, aumento della presenza delle tastiere in genere. Questo affranca la band dall'etichetta 'folk' che le era stata attribuita, forse troppo frettolosamente, per portarla in una terra di mezzo ai confini tra dream-pop, lo stesso folk e una sorta di barocchismo alla Bowie (via Arcade Fire).

DENSITÀ DI QUALITÀ: le nuove canoni di Balthazar e soci, sebbene mai al di sotto della soglia minima di piacevolezza, non sembrano 'sfondare' come quelle dell'esordio: nonostante gli sforzi per donare una nuova veste alla propria musica, quello che viene a mancare in tale raffronto è proprio la qualità dei pezzi. Le scelte stilistiche, poi, paiono piuttosto discutibili: alcuni momenti sono troppo svuotati di strumentazione ('Replicate', 'Bones'), altri fin troppo addensati di suoni ('Feathers', 'Dig'). Le cose che si ricordano meglio sono dunque quelle che ribadiscono un'indubbia capacità melodica del gruppo londinese, come 'Deconstruction', 'Shiny Things' e 'Tightrope' (probabilmente la migliore) in aggiunta alla dolce ballata 'Flood', mentre le ambiziose 'Replicate', 'Tanguska', 'Feathers' e 'Bones' (la peggiore, con la sua drum-machine scolastica) non decollano mai veramente, arrivando a risultare ridondanti. In sostanza, il salto di qualità dichiaratamente tentato non riesce, lasciando una band che nel puntare troppo in alto potrebbe aver smarrito la propria peculiarità.

VELOCITÀ: variabile.

IL TESTO: "It is the same / And the river is the siren / And the rock before the time you washed up feeling nothing at all", da 'Feathers'.

LA DICHIARAZIONE: "Questo disco è un sottomarino nucleare che cadrà dallo spazio. Non vediamo l'ora che avvenga l'impatto."

IL SITO: 'Fanfarlo.com'.