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Dandy Warhols: This Machine (2012)

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Dandy Warhols: This Machine (2012 - Naive)

"Un album ben riuscito, interessante proprio per l'evoluzione stilistica della band"

di Sara Sciosci

  il giudizio: 7/10

GENERE: alternative, power pop, neo-psychedelia, passando per il garage, il synth-pop anni '80 e, in questo caso, un pizzico di goth mischiato al grunge.

PROTAGONISTI: Courtney Taylor-Taylor (voce, chitarra), Peter Holmström (chitarra), Zia McCabe (tastiere) e Brent DeBoer (batteria).

SEGNI PARTICOLARI: il nono album della band di Portland arriva a quasi due anni di distanza dall'uscita del greatest hits 'The Capitol Years 1995-2007' e a ben 4 dell'album '...Earth to the Dandy Warhols...'. 'This Machine' è un album corposo di undici tracce che vede la collaborazione con la band di Tchad Blake (noto per aver lavorato con Pearl Jam e Black Keys) al mixaggio, dell'autore di fantascienza Richard Morgan, che ha scritto quattro racconti brevi per la presentazione dell'LP, e di Hickory Mertsching, artista di Portland che ha realizzato la copertina dell'album.

INGREDIENTI: una genesi lenta e una lunga attesa che hanno riportato sulla scena i Dandy Warhols in una nuova veste dalle sonorità più cupe, tendenti al grunge e sì, anche al goth: decisamente un guardare al passato e al primo album 'Dandys Rule OK' del 1995, al loro inizio rude dai toni garage al quale fece seguito una ricerca musicale che li spinse verso tutt'altri lidi, cioè la psichedelia, l'elettronica e il power-pop. Chitarre decise e suoni ripuliti mischiati alla voce seducente di Taylor-Taylor e all'elettronica, ritmi allentati intervallati da riff dal sapore grunge, una copertina che è un po' una natura morta: la svolta 2012 del gruppo che abbiamo amato in versione "bohemian" è decisamente una svolta dark, sebbene si senta ancora quella nota ottimista di sottofondo che ci fa dire: "sì, sono i Dandy Warhols".

DENSITÀ DI QUALITÀ: si inizia con 'Sad Vacation', che subito catapulta l'ascoltatore nell'atmosfera dark/grunge dell'album: un'intro un po' shoegaze con chitarra distorta e batteria molto ritmata. Segue 'The Autumn Carnival' (giustamente, le persone tristi e cupe il carnevale lo sognano in autunno...), con un Taylor-Taylor sussurrante che nella seguente 'Enjoy Yourself' diventa quasi stentoreo e declamante, le chitarre più graffianti, per un pezzo che ricorda vagamente lo stile Franz Ferdinand. Il momento electro si ha con la traccia numero quattro, 'Alternative Power To The People', niente voce ma solo un bell'amalgamarsi di suoni taglienti. Nella seconda metà l'album riprende un po' spirito anche se non acquista velocità: molto bella '16 Tons', lenta, catchy, con un'allure jazz data dal sassofono che crea un'atmosfera un po' "Depeche Mode al piano bar". Nel complesso, 'This Machine' è un album ben riuscito, interessante proprio per l'evoluzione stilistica della band, sebbene non sia una grande ventata di novità nel panorama musicale del duemiladodici: piacevole dunque sì, ma senza lasciare il segno.

VELOCITÀ: variabile in tutte le declinazioni.

IL TESTO: "There's music deep inside of me", canta Taylor-Taylor in 'I Am Free'.

LA DICHIARAZIONE: Courtney Taylor-Taylor in un'intervista per 'The Nervous Breakdown': "I termini 'Goth' e 'grunge' continuano a ricorrere nelle mie conversazioni riguardo a questo disco. Ma penso che la cosa più importante per me è che sia indubitabilmente un album di una giutar-band. Siamo chitarristi, del resto."

IL SITO: 'Dandywarhols.com'.