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DISCHI

Mystery Jets: Radlands (2012 - Rough Trade)

"Un album lento, sorridente e allo stesso tempo malinconico come solo il sud degli Stati Uniti sa essere"

di Sara Sciosci

  il giudizio: 7/10

GENERE: indie-rock condito con un pizzico di country.

PROTAGONISTI: Blaine Harrison (voce, chitarra e tastiere), Henry Harrison (testi, tastiere), William Rees (chitarra, voce) e Kapil Trivedi (batteria).

SEGNI PARTICOLARI: la quarta fatica della band di Eel Pie Island (Londra) vede il suo concepimento e la sua nascita tra Londra, Streatham e Austin (Texas), dove i Mystery Jets si sono trasferiti nel marzo 2011 portandosi dietro solo le loro chitarre e qualche canzone, una delle quali è intitolata 'Radlands' (un mix tra 'Badlands', film del 1970 di Terrence Malik e 'Redlans', la proprietà di Keith Richards nel Sussex) e ha dato il nome sia all'album che al loro studio di registrazione, allestito in una casa sulle rive del fiume Colorado.

INGREDIENTI: le strade polverose, il legno vecchio delle case, lo scorrere lento del Colorado insieme alla strumentazione arrangiata, il coro della comunità di Streatham e l'umidità londinese sono gli ingredienti principali di 'Radlands', un album lento, sorridente e allo stesso tempo malinconico come solo il sud degli Stati Uniti sa essere.

DENSITÀ DI QUALITÀ: l'ascolto cronologico degli album dei Mystery Jets permette di intuire chiaramente il percorso compiuto dai quattro londinesi, percorso di naturale crescita sia tecnica che personale, che rimane comunque sempre fedele allo stile 'indie-pulito-innamorato' tipico della band. Anche 'Radlands', per quanto intriso di America e sicuramente più originale rispetto ai suoi predecessori, rimane decisamente all'interno dei canoni abituali: si apre con la traccia omonima che introduce al mood dell'album, scelta sicuramente meditata stando alle parole dello stesso Blaine Harrison, che la descrive come la canzone che esprime più di tutte lo spirito con cui sono partiti alla volta del Texas. Significative sono anche la traccia numero 2, 'You Had Me At Hello' e la numero 4, 'The Ballad Of Emmerson Lonestar', che dietro la voce chiara di Harrison nascondono il ritmo e il sapore tipico della musica country. Bellissima 'The Hale Bop', uno dei brani chiave dell'intero lavoro con un pizzico dell'ottimismo dei brani gospel della domenica mattina e un pizzico di be-bop; 'Take Me Where The Roses Grow' è invece una ballatona a due voci di quelle che immagini in un film sui cowboy del 2000. Divertente l'aneddoto riguardante 'Sister Everett', che si basa sull'incontro tra la band e una missionaria della Church Of Jesus Christ of Latter Day Saints, avvenuto sul volo verso il Texas: la donna, stando al racconto di Blaine Harrison, tentò durante tutto il viaggio di convertire William Rees e all'atterraggio gli diede il suo biglietto da visita. Dal suo nome il titolo del brano, nel quale appaiono anche le voci del coro femminile di Streatham. La traccia numero 10, dal significativo titolo 'Lost In Austin', riassume lo stupore con cui la band ha vissuto la sua esperienza americana, e sembra quasi una dichiarazione di amore e gratitudine per le pianure texane. L'ultimo brano è 'Luminescense', solo voci e chitarre che sanno di blues, un degno "bye bye" che chiude un bell'album.

VELOCITÀ: undici tracce per un totale di 52 minuti.

IL TESTO: "I've heard that there’s a place where you go when you die / It's a terribly overrated, horseshit-shaped hole in the sky", da 'Radlands'.

LA DICHIARAZIONE: Blaine Harrison: "In aereo abbiamo portato solo le nostre chitarre e quindi abbiamo finito per farci prestare tutta la strumentazione da un ragazzo di nome Jack che gestiva un piccolo studio in collina, ed è per questo che le canzoni suonano in questo modo particolare. Durante il giorno sotto il portico scrivevamo i testi e la sera una famiglia di Deer si riuniva in cortile a sentirci suonare le nuove canzoni. Quando siamo tornati a casa, era difficile pensare che fosse accaduto realmente. Sembrava uno strano sogno. Ma quando Dan Carey ha sentito il materiale e ci ha invitati nel suo studio, abbiamo ascoltato di nuovo tutto ed era tutto lì, era reale. L’unica cosa che mancava erano delle cantanti gospel e le abbiamo trovate fra le signore del coro della comunità di Streatham."

IL SITO: 'Mysteryjets.com'.