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DISCHI

Admiral Fallow: Tree Burts In Snow (2012)

Admiral Fallow: Tree Burts In Snow (2012 - Nettwerk)

"Un album spesso trascinante, ricco di sentimenti e pieno di canzoni a cui è difficile resistere"

di Antonio Paolo Zucchelli

  il giudizio: 8/10

GENERE: indie-pop, indie-folk, indie-rock.

PROTAGONISTI: Louis Abbott (voce, chitarra), Kevin Brolly (clarinetto, piano, tastiere), Philip Hague (batteria, percussioni), Sarah Hayes (piano, flauto, tastiere, voce), Joseph Rattray (basso).

SEGNI PARTICOLARI: secondo album per la band di Glasgow, a distanza di due anni dal loro esordio ‘Boots Met My Face’, ripubblicato anche lo scorso anno in tutta Europa. Tra il 2010 ed il 2011 gli Admiral Fallow hanno aperto per artisti importanti come Belle & Sebastian, Frightened Rabbit, Paolo Nutini, Guillemots e suonato in festival quali SXSW, Glastonbury, The Great Escape, Latitude e End Of The Road, guadagnando così un’importante esperienza live. ‘Tree Burts In Snow’ è stato prodotto e mixato da Paul Savane (Franz Ferdinand, Mogwai, Teenage Fanclub) al Chem 19 di Glasgow e masterizzato da Greg Calbi (Bon Iver, Fleet Foxes, The National) allo Sterling Sound di New York City.

INGREDIENTI: ‘Tree Bursts In Snow’ è l’evoluzione del discorso già intrapreso nel loro debutto ‘Boots Met My Face’ e regala un’altra prova piena d’intensità e di emotività, in puro stile indie-folk moderno scozzese. La band di Glasgow sa unire sapientemente le influenze del folk-rock classico della loro patria con suoni più moderni (possiamo pensare a Bon Iver, John Grant), realizzando un prodotto non solo affascinante ed intelligente, ma anche con un notevole impatto sull’ascoltatore.

DENSITÀ DI QUALITÀ: questo sophomore mostra la band scozzese alla ricerca di un’evoluzione del loro sound in maniera positiva, c’è un approccio molto dettagliato sia nel songwriting che nella produzione, ogni particolare è gestito con grande cura, ogni singola nota sembra avere il suo significato e la suo ragione, è evidente il minuzioso lavoro del gruppo, ad esempio nel piano gospel di ‘Isn’t This World Enough??’. I testi sono spesso impregnati da un’evidente vena di malinconia e di tristezza, le immagini dipinte raccontano di guerra, di violenza, di rimpianti, ma tutto è filtrato con una lente di ottimismo, come dimostra proprio la già citata ‘Isn’t This World Enough??’, dalle liriche semplici, ma mai scontate o banali. La musica degli Admiral Fallow ha un suono pieno e ricco di strumentazione, che spesso riesce a suscitare in chi ascolta una notevole emozionalità. L’iniziale ‘Tree Burst’, lunga oltre sei minuti, adornata con leggere percussioni, piano e flauto, vede le voci di Abbott e della Hayes duettare magnificamente, i vocals stridenti del frontman trovano un perfetto contraltare nelle melodiose e gentili risposte della flautista, creando un’atmosfera che ci riporta in mente gli Elbow; il singolo ‘The Paper Trench’ è un pezzo folk di notevole energia e bellezza, che potrebbe ricordare Mumford And Sons, mentre in ‘Beetle In The Box’, pieno di chitarre contagiose, il duetto tra Abbott e la Hayes riesce a disegnare superbe armonie. Gli Admiral Fallow dimostrano di saper essere molto abili anche nei pezzi più lenti: la triste ‘Old Fools’ è una composizione semplice, ma molto toccante e svela un’ottima capacità nel creare melodie da parte della band scozzese. ‘Tree Bursts In Snow’ segna senza dubbio una buona progressione per il gruppo di Glasgow, che dimostra di saper unire bene l’anima nuova con quella vecchia, il folk tradizionale scozzese con un songwriting moderno e attuale; questo album è spesso trascinante, ricco di sentimenti e pieno di canzoni a cui è difficile resistere: un notevole passo in avanti.

VELOCITA’: si va dal ritmo scatenato del singolo ‘The Paper Trench’ alla pacatezza di ‘Old Fools’: tutto assolutamente godibile.

IL TESTO: "We came here to ask if you’d stop selling them / My body is broken and bruised / My body is broken and bruised / We came here to ask if you’d stop selling them / We’ve been press ganged and hurriedly held / We’ve been forgotten quicker than felled", dall’iniziale ‘Tree Bursts’.

LA DICHIARAZIONE: a ‘Nouse.co.uk’ riguardo ai pezzi lenti presenti nell’album: "Credo che ‘Old Fools’ sia una delle canzoni più emozionali di ‘Tree Bursts In The Snow’. Anche la traccia conclusiva ‘Oh, Oscar’, pur non essendo necessariamente un lento, ha un sound e dei sentimenti più intimi rispetto alle altre; l’abbiamo registrata live una sera tutti insieme."

IL SITO: 'Admiralfallow.com'.