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DISCHI

Garbage: Not Your Kind Of People (2012 - Stunvolume)

"Troppo lavoro di effetti e troppo poca vitalità per un risultato al di sotto delle aspettative"

di Sara Sciosci

  il giudizio: 5/10

GENERE: electro, pop, rock.

PROTAGONISTI: Shirley Manson (voce, chitarra), Duke Erikson (basso, chitarra, tastiere, percussioni), Steve Marker (chitarra, tastiere), Butch Vig (batteria, percussioni).

SEGNI PARTICOLARI: dopo sette anni di silenzio (brevemente interrotto dall'uscita della raccolta 'Absolute Garbage' nel 2007) la band del Wisconsin è tornata in pista con un album interamente auto-prodotto: in seguito alla rottura con la Warner, i Garbage hanno fondato la propria casa discografica, la Stunvolume, e liberi da ogni tipo di vincolo hanno dato vita al loro quinto lavoro, dal titolo vagamente aggressivo, che vede come suo produttore Butch Vig (golden boy della produzione musicale, il cui nome è legato all'acclamato ultimo album dei Foo Fighters e al ventennale di 'Nevermind').

INGREDIENTI: nonostante la possibilità di osare e di sperimentare, vista l'assenza di una major che li tenesse sotto controllo, anche questa volta i Garbage non hanno voluto abbandonare i loro ingredienti base: quel mix accattivante di rock, electro, pop, voce sensuale e sintetizzatori che ha fatto la loro fortuna negli anni Novanta e che ha permesso alla band di barcamenarsi fino ad oggi sfornando singoloni in album poco impegnativi. Anzi, sembra quasi che si siano divertiti ad esagerare con gli arrangiamenti e le stratificazioni, ad accentuare la vena electro e ad aumentare i synth, per realizzare un album che è un po' un riassunto della loro carriera e che sembra quasi dire: "ciao siamo i Garbage e rimarremo sempre così, che vi piaccia o no".

DENSITÀ DI QUALITÀ: l'album si apre con 'Automatic Systematic Habit', ritmatissima e quasi dance, che è seguita da 'Blood For Poppies', la traccia scelta dalla band come primo singolo, con un ritornello orecchiabile, molto pop e forse venato di Sixties, ma troppo fiacca per essere stata l'anteprima. 'Control' è leggermente cupa, sintetica ma inaspettatamente ammorbidita da un'armonica che sa di blues, e uno dei brani migliori tra gli 11 che compongono la tracklist. La title-track 'Not Your kind Of People' è una ballatona priva di carattere, così si salta subito all'interessante 'Felt', chitarre distorte per atmosfere vagamente shoegaze che catturano l'attenzione (provo ad azzardare un richiamo ai My Bloody Valentine nella voce di Shirley Manson). La traccia numero 7, dall'avanguardistico titolo 'I Hate Love', presenta dei ritmi chiaramente balcanici che creano finalmente una novità all'interno dell'album. In 'Sugar' si ha una prova di seduzione da parte della Manson, che a dispetto dei suoi 45 anni sa ancora come ammaliare il suo pubblico, e in questo caso sfodera la sua voce morbida che ha reso corpose e interessanti tanti altri brani dei dischi precedenti. In 'Man On A Wire' si ritrovano le atmosfere fredde e i ritmi martellanti quasi industrial presenti anche nel loro penultimo lavoro, 'Bleed Like Me' (2005), e anche un sapiente lavoro di pause e ritornelli ritmati, con una batteria che sembra quasi una scarica di proiettili: un brano rapido, urlato, finalmente uno scossone che mi ha fatto capire per quale motivo i Garbage piacciono ancora. Peccato che come smentita arrivi la chiusura, 'Beloved Freak', una ballad che sa un po' di Placebo ma decisamente meno cupa di quanto ci si possa aspettare: un inno alla speranza racchiuso nella ripetizione della frase "You're not alone", un appello così accorato non lo sentivo dall'uscita nel 2002 del singolo 'Beautiful' di Christina Auguilera. Sicuramente 'Not Your Kind Of People' è un lavoro ben confezionato e lo spizzicare da sonorità che non appartengono alla band è piacevole, peccato che il risultato non abbia il mordente che tutti i fan dei Garbage si aspettano, soprattutto dopo così tanta attesa: troppo lavoro di effetti e troppo poca vitalità per un risultato al di sotto delle aspettative.

VELOCITÀ: 11 tracce per un totale di 42 minuti un po' a singhiozzo.

IL TESTO: "We are not your kind of people / Don't want to be like you / Ever in our lives", da 'Not Your Kind Of People'.

LA DICHIARAZIONE: Shirley Manson su 'Vanity Fair': "Avevo alcune canzoni che pensavo potessero essere davvero forti. Le ho sistemate e realizzate per la casa discografica, ma loro non erano interessati. Mi dissero che erano troppo dark. Pretendevano da me che avessi delle hit per tutte le radio internazionali e che diventassi "la Annie Lennox della mia generazione". Non sto scherzando, sto citando direttamente. Allora ho solo pensato FUCK THIS."

IL SITO: 'Garbage.com'.