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DISCHI

Crocodiles: Endless Flowers (2012 - Souterrain Transmission)

"Un album più accessibile dei precedenti, che fa compiere alla band di San Diego un positivo movimento in avanti"

di Antonio Paolo Zucchelli

  il giudizio: 7/10

GENERE: noise-pop, psych-rock, lo-fi, shoegaze, indie-rock.

PROTAGONISTI: Brandon Welchez (voce, chitarra), Charless Rowell (chitarra), Marco Gonzales (basso), Anna Sculte (batteria), Robin Eisenberg (tastiere).

SEGNI PARTICOLARI: terzo album per la band di San Diego a distanza di quasi due anni dal precedente ‘Sleep Forever’: ‘Endless Flowers’ è il primo lavoro realizzato con una line-up di cinque elementi ed è stato registrato a Berlino la scorsa estate.

INGREDIENTI: la novità di essere una band completa e non più solo un duo ha dato profondità alla musica dei Crocodiles, rendendola più dinamica rispetto ai due primi album. Il gruppo californiano ha ora lasciato più spazio alla melodia e, pur rimanendo per buona parte noise-pop, ha eliminato una parte del tappeto di rumore presente in precedenza, aggiungendo, invece, uno strato di psichedelia anni '60 ai loro pezzi: come risultato i brani sono più agili e più brillanti.

DENSITÀ DI QUALITÀ: senza perdere i loro principali punti di riferimento (Jesus And Mary Chain, Echo & The Bunnymen, Spacemen 3), ‘Endless Flowers’ è un passo avanti rispetto ai due lavori precedenti, aggiungendo una raffinata coesione e alcuni raggi di sole al loro sound rumoroso. Il frontman Brandon Welchez in una recente intervista ha detto: "Credo che i primi due album, sebbene li ami, fossero monocromatici, questo invece è pieno di colori." Cosa può significare questa affermazione? Probabilmente ‘Summer Of Hate’ e ‘Sleep Forever’ erano più oscuri, cupi e maggiormente basati su sonorità noise-pop, mentre in ‘Endless Flowers’ si riescono a trovare parecchie varietà nel loro stile. Andando per ordine, ascoltando la title-track, che apre l’album, viene voglia di ballare, un sentimento che non si è respirato molto spesso nei pezzi dei Crocodiles; poi troviamo ‘No Black Clouds For Dee Dee’ e ‘Bubblegum Trash’ che possono essere descritti come zuccherosi e dolci, molto distanti dalle sonorità dell’esordio. Per quanto riguarda la parte più noise, qui è decisamente bilanciata meglio: ‘Sunday (Psychic Conversation #9)’ ne è la dimostrazione e, con le sue chitarre confuse e veloci e il suo coro delizioso, risulta essere semplicemente irresistibile; da segnalare anche il brano più lento dell’album, ‘Hung Up On A Flower’, delicato, fresco e molto lungo, prima di chiudersi con un delirio in lingua tedesca accompagnato da una chitarra assai rumorosa; la conclusiva ‘You Are Forgiven’ è una traccia di pura psichedelia e la sensazione è che Brandon stia volando nello spazio. In ‘Endless Flowers’ i Crocodiles hanno il merito di coprire una vasta gamma di sonorità, dando la possibilità all’ascoltatore di scoprire tutte le componenti della loro anima: il risultato è un album più accessibile dei precedenti, che fa compiere alla band di San Diego un positivo movimento in avanti.

VELOCITA’: nella media, con qualche accelerazione.

IL TESTO: "It’s Sunday and the world loves itself / For all it faults and its explosions of wealth", dal singolo ‘Sunday (Psychic Conversation #9’).

LA DICHIARAZIONE: Charles Rowell a ‘Berlinbeat.wordpress.com’ riguardo alle registrazioni dell’album: “In passato, Brandon ed io dovevamo suonare gli strumenti individualmente e registrarli isolati, ma per questo album eravamo tutti nello stesso studio. C’era un’energia incredibile nella stanza.”

IL SITO: 'Killkillkillcrocodiles.blogspot.com'.