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Wintersleep: Hello Hum (2012)

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Wintersleep: Hello Hum (2012 - Labwork)

"Lavoro consistente, solido, brillante, piacevole e di buona qualità"

di Antonio Paolo Zucchelli

  il giudizio: 7/10

GENERE: indie-rock.

PROTAGONISTI: Loel Campbell (batteria, chitarra), Paul Murphy (chitarra, voce), Tim D’Eon (chitarra, tastiere), Mike Bigelow (basso), Jon Samuel (tastiere, chitarra).

SEGNI PARTICOLARI: ‘Hello Hum’ è il quinto album per la band Halifax, a distanza di un paio di anni dal precedente ‘New Inheritors’. Dietro la consolle ci sono due produttori piuttosto importanti come Dave Fridmann (Flaming Lips, Mercury Rev, MGMT) e Tony Doogan (Belle & Sebastian, Mogwai).

INGREDIENTI: il titolo di questa quinta fatica dei Wintersleep sembra proprio adatto alla loro musica: ascoltandolo, infatti, cresce la voglia di canticchiare i loro pezzi. Il suo sound è fresco e piacevole e pieno di quelle belle melodie che avevano portato al successo gli ultimi due album (con ‘Welcome To The Night Sky’ avevano vinto un Juno Award come miglior nuova band nel 2008); qui non c’è pero un pezzo forte e trainante come ‘Weighty Ghost’, ma ‘Hello Hum è probabilmente l’album più luminoso dei Wintersleep. Senza dubbio il lavoro dei due produttori ha contribuito a elevare la qualità del loro prodotto, creando un buon collegamento tra i pezzi più tranquilli come ‘Smoke’ o ‘Saving Song’ e quelle più energiche e catchy quali ‘Resuscitate’.

DENSITÀ DI QUALITÀ: i Wintersleep sembrano riuscire a soddisfare i loro fan con ogni nuova uscita: senza voler allontanarsi troppo dal territorio precedentemente battuto, ‘Hello Hum’, però, mostra la presenza di un leggero tocco di elettronica all’interno dei suoi brani, a cominciare proprio dall’iniziale ‘Hum’, dove i synth e il notevole rumore della batteria di Loel Campbell creano una bella atmosfera, dando inizialmente l’impressione di poter spiazzare l’ascoltatore. In ‘Resuscitate’ il sound delle tastiere si mescola bene con quella delle chitarre e la voce di Paul Murphy crea irresistibili cori; dopo un brano romantico, lento e intenso come ‘Saving Song’, dove i protagonisti sono una chitarra acustica, un piano dolce e ancora una volta i vocals meravigliosi di Murphy, il ritmo torna a salire con ‘Unzipper’, un pezzo indie rock, molto solido e di ottima fattura. ‘Someone, Somewhere’, invece, sembra voler portarci indietro nel tempo, con i suoi graziosi coretti dalle tinte solari alla Beach Boys. Una delle protagoniste assolute anche di questo quinto album è senza dubbio la voce del frontman, sempre in primo piano, profonda, è diventata ora quasi un marchio di fabbrica per i Wintersleep; i testi sono più luminosi e colorati rispetto a quelli contenuti nel precedente ‘New Inheritors’ e parlano di amore, desideri e nostalgie. Con ‘Hello Hum’ la band canadese fornisce un’altra prestazione positiva: questa quinta prova è, infatti, un lavoro consistente, solido, brillante, piacevole e di buona qualità che mette in mostra il talento della band proveniente dalla Nova Scotia, ancora una volta una tra le migliori nella scena indie canadese.

VELOCITÀ: nella media.

IL TESTO: “I am the dying lung of the town you left / I was beginning to fear / Beginning to fear that you'd never come back / But you’re here / All around my body / All around my body / All around”, da ‘Hum’.

LA DICHIARAZIONE: Loel Campbell a ‘Timecolonist.com’ riguardo ai testi di ‘Hello Hum’: “La maggior parte dei testi del nuovo album potrebbero essere definiti come canzoni d’amore, in un certo modo. L’ultimo disco era parecchio cupo, ma credo che questi siano i pezzi più luminosi che abbiamo scritto negli ultimi anni.”

IL SITO: 'Wintersleep.com'.