Sonars: 'Jack Rust And The Dragonfly IV' EP (2015)
Dilruba

Voto: 6/10

Sonars: 'Jack Rust And The Dragonfly IV' EP (2015)

"Un nuovo progetto che guarda al passato in modo intelligente, a cui manca solo un po' di azzardo stilistico"

di Nicola Togni



Genere: psych-pop.

Protagonisti: Frederick Paysden (voce, chitarra), David Paysden (basso), Serena Oldrati (tastiere). Un batterista/percussionista in aggiunta nei soli live.

Segni particolari: il progetto Sonars, fondato dal fratello maggiore Paysden, inglese di Brighton trapiantato a Bergamo, vede la luce nel 2014. Per il giovane trio (basti pensare che i due Paysden fanno rispettivamente 22 e 18 anni), questo 'Jack Rust and The Dragonfly IV' EP rappresenta il debutto discografico, via Dilruba, etichetta locale molto interessata ai talenti emergenti della psichadelia nostrana. Un tour nel Nord Italia è già in via di svolgimento in attesa del full-lenght e di una copertura più vasta anche in Europa.

Ingredienti: è proprio di psych-rock che si parla. Oltre alle derive indianeggianti e alle cavalcate space (nel vero senso della parola), emerge soprattutto nelle aperture dei pezzi una profonda vena pop, brit-pop, sia dal punto di vista della scrittura che dell'approccio (vedasi gli Oasis all'inizio di di 'Dragonfly IV').

Densità di qualità: in quello che vuole essere un lavoro concept, nel racconto di un viaggio nello spazio (così recita il comunicato "Il Capitano Jack Rust venne spedito nel profondo dello spazio a bordo del Dragonfly IV, primo prototipo di navicella costruita dalla NASA in un tentativo di superare la tecnologia dell'Unione Sovietica"), vengono rievocate molte suggestioni 60's (perlopiù beatlesiane) ma anche neo-psichadeliche di più recente realizzazione, sulla spinta dell'ormai dilagante revivalismo della Summer Of Love ('Flowers In Love' ce lo conferma anche solo nel titolo). Con un abile scambio tra chitarre dilatate e tastiere/organi dal sapore vintage si contestualizza in modo intelligente durante le quattro tracce quel viaggio di cui sopra; dimostrazione questa, che i Sonars non lasciano nulla al caso e mirano di certo ad alti traguardi. Per farlo sarà forse necessaria una scelta di sonorità più "concentrata" e diretta, in poche parole più personale, un maggiore azzardo stilistico. Sarà fuori di dubbio in tal caso la validità di un primo LP.

Velocità: 4 pezzi in 20 minuti.

Il testo: "You find it hard to see / Everyone closing your eyes / Although you try so hard / To keep the notion of time alive, alive", tratto da 'Desert Moon'.

La dichiarazione: Frederick a proposito dell'EP: "L'origine è proprio nei fumetti retro-futuristici degli anni Cinquanta e Sessanta, da piccolo leggevo le storie di Jeff Hawke e Doctor Strange".

Il sito: Sonarmusic.com

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