Young Romance: 'Another's Blood' (2016)
Banquet

Voto: 8/10

Young Romance: 'Another's Blood' (2016)

"Se la forma è soddisfatta, beh, lo stesso lo possiamo dire anche per la sostanza: ritornelli e melodie incisivi e intensi"

di Riccardo Cavrioli

Genere: indie/alternative-pop.

Protagonisti: Claire Heywood (voce, batteria), Paolo Ruiu (chitarra).

Segni particolari: sembra ieri quando il duo di Kingston (ora di base a Londra) pubblicava il 7" d'esordio 'Pale', in realtà sono già passati due anni. I più attenti però, setacciando YouTube troveranno dei loro video risalenti anche al 2012: questo per dire che non ci troviamo di fronte a una band che ha fatto della fretta e del bruciare le tappe una ragione di vita, anzi. Il loro è stato un percorso lungo fatto di singoli, concerti (anche un tour europeo) e la costruzione di una buon fanbase. Ora però è il momento del tanto atteso esordio.

Ingredienti: una volta tanto l'NME sembra averci azzeccato nel definire il duo come un incrocio tra le chitarre dei Jesus & Mary Chain e la voce di Kate Bush. Certo è solo una prima indicazione in linea di massima, eppure calza a pennello. Oltre a una chiaro approccio DIY, c'è una batteria secca e spartana che da ritmo a un sound fragoroso e sonico figlio appunto dei fratelli Reid, tanto quanto dei Buzzcocks, senza però dimenticare l'anima oscura di Siouxsie Sioux.



Densità di qualità: non poteva che essere 'Pale' ad aprire le danze: biglietto da visita assolutamente indicativo e più che mai esplicativo di quello che si andrà ad ascoltare, con quei due minuti da vivere in piena apnea. 'Wasting Time' è sublime, perché mentre la voce di Claire ci accarezza il sound intorno a noi si fa oscuro e shoegaze, con le chitarre che puntano al muro di suono, così come l'insidiosa 'Disappear'. 'Pulling At The Gray' e 'Above The Wall' paiono uscire dalla penna dei J&MC, ma in una versione ancora più pop, da restare senza fiato. Se la forma è soddisfatta, beh, lo stesso lo possiamo dire anche per la sostanza: i ritornelli e le melodie ci sono, incisivi e intensi. Il cuore pop batte forte e pulsante. Quello che abbiamo tra le mani è un disco che si abbevera all'eroica tradizione C86 e, in parte, alla scuola shoegaze più conosciuta, ma lo fa con una vitalità e un piglio che conquista fin dalle prime note. Eppure il duo sa perfettamente anche come rallentare il ritmo senza per questo perdere la capacità empatica: 'Cold' è ballata piano/voce struggente, 'Cracks' è dolce come il miele, mentre 'Wild' prima di deragliare nel finale ha una climax magistrale. L'attesa è stata sicuramente lunga, ma il risultato finale non ha assolutamente deluso le aspettative.

Velocità: un motore che viaggia a ritmi alti, ma sa anche prendere delle necessarie pause.

Il testo: "you know I don’t wanna’ love like you anymore", dal brano ’Wasting Time’.

La dichiarazione: Il duo ricorda a 'On Line River' i propri esordi: ”Siamo entrambi cresciuti ascoltando la musica anni '60 e '70 e questo, probabilmente, ha avuto una certa influenza sul nostro modo di costruire le nostre canzoni. Stavamo suonando e componendo brani in gruppi precedenti quando abbiamo cominciato a scrivere canzoni insieme, ma entrambi volevamo concentrarci su ciò che sarebbero potuti diventare gli Young Romance piuttosto che guardare agli altri progetti.”

Il sito: Youngromance.co.uk


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