Swans: 'The Glowing Man' (2016)
Young God

Voto: 8/10

Swans: 'The Glowing Man' (2016)

"Coloro che speravano in atmosfere alienanti, altalenanti ed ossessive hanno trovato una pietra miliare"

di Simone Peronaci

Genere: post-rock, avant-rock, noise-rock.

Protagonisti: Michael Gira (voce, chitarre), Christoph Hahn (chitarre, cori), Thor Harris (percussioni), Christopher Pravdica (basso, cori), Phil Puleo (batteria, cori), Norman Westberg (chitarra elettrica, cori), Bill Rieflin (batteria, piano, synth, Mellotron, basso, chitarra, cori).

Segni particolari: terzo disco doppio degli Swans in 4 anni, quarto dalla reunion avvenuta nel 2010. Più in generale, si tratta della quattordicesima uscita sulla lunga distanza per la band di Micheal Gira.

Ingredienti: perfettamente in linea coi lavori precedenti dove atmosfere claustrofobiche e gemiti di fondo la fanno da padrone senza dimenticare sonorità più morbide e delicate. Noise rock a tutti gli effetti con suoni stridenti e ritmi in ripetitivo, quasi ossessivo, crescendo, che è da sempre il marchio di fabbrica della band. Un disco dove ogni traccia è un arrangiamento purista dalle sonorità ricercate e non ammette contaminazioni.



Densità di qualità: per i fan degli Swans, 'The Glowing Man' risulterà un lavoro all’altezza delle aspettative: coloro che speravano in atmosfere alienanti, altalenanti ed ossessive hanno trovato una pietra miliare con la quale impreziosire la propria collezione. 'Cloud of Forgetting', 'Cloud Of Unknowing', 'The World Looks Red / The World Looks Black', 'People Like Us' e 'Frankie M.' catapultano l’ascoltatore in un turbinio incessante che aumenta di intensità con lo scorrere delle tracce. Le sonorità frenetiche sono spezzate quasi brutalmente da 'When Will I Return', dove la voce incantevole di Jennifer Gira accompagna l’uditore in un viaggio onirico con un crescendo ritmico e di energia che fanno da ponte alle ultime due tracce dell’album: 'The Glowing Man' in sonorità quasi groove e metal in contrasto tematico con 'Finally, Peace', dai richiami al rock anni ‘70. Molto studiato e con un grande lavoro di ricerca alle spalle, 'The Glowing Man' è un disco di grande impatto, anche se non di facile ascolto ai non amanti del noise puro.

Velocità: ci vogliono quasi 2 ore per far scorrere tutte le 8 tracce, con alcune di esse che si avvicinano alla mezzora di durata.

Il testo: "Joseph is standing behind my back / Joseph is digging his hands in my chest / Joseph is drinking the light in my lung / Joseph is moving his tongue in my neck / Joseph is riding a vein in my head / Joseph is cutting my arm on his bed / Joseph is making my body fly", da 'The Glowing Man'.

La dichiarazione: "Ho scritto 'When Will I Return?' specificatamente perché la cantasse Jennifer. E' un tributo alla sua forza, al suo coraggio, al suo stoicismo nell'affrontare una terribile esperienza che ancora oggi deve giornalmente superare."

Il sito: Younggodrecords.com


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