Tears Run Rings: 'In Surges' (2016)
Deep Space

Voto: 8/10

Tears Run Rings: 'In Surges' (2016)

"Ci prendono delicatamente per mano e ci invitano a lasciarci andare, chiudendo gli occhi e aprendo la mente"

di Riccardo Cavrioli

Genere: shoegaze, dream-pop.

Protagonisti: Laura Watling (voce/basso), Matthew Bice (voce/chitarra), Ed Mazzucco (chitarra), Tim Morris (chitarra), Dwayne Palasek (batteria).

Segni particolari: terzo album per la formazione americana, che torna dopo un lungo silenzio (sei anni), dovuto sopratutto alla lontananza dei membri l'uno con l'altro, divisi tra Portland, San Francisco e Los Angeles. I più attenti conoscitori della materia indie-pop riconosceranno nei nomi di Matthew Bice e Ed Mazzucco i due "titolari" della Shelflife Records.

Ingredienti: la via maestra che la band segue senza soluzione di continuità è quella, magnifica, dello shoegaze anni '90, che vede negli Slowdive un suggestivo faro nella notte.



Densità di qualità: per chi ha sempre visto negli Slowdive una fonte inesauribile di emozioni sonore, beh, sarà impossibile resistere alle magie musicali dei Tears Run Rings, che ci prendono delicatamente per mano e ci invitano a lasciarci andare, chiudendo gli occhi e aprendo la mente. Il dream-pop della formazione americana aderisce pienamente ai dettami già iscritti nella storia dello shoegaze dalla coppia Goswell/Halstead: crediamo proprio che nessuno potrà restare deluso di fronte a un simile devozione. Suoni riverberati e liquidi che preferiscono, per la maggior parte del disco, agire su coordinate spaziale libere e ariose in cui fluttuare, mentre i ritmi sono bassi, ipnotici e avvolgenti. A tratti, in brani come 'Belly Up' o 'Something You Can't Hide' ci avviciniamo anche all'estetica di una band come i Chapterhouse, con le pulsazioni del cuore che si alzano, mentre gli occhi, sotto le palpebre chiuse, accelerano il movimento.

Velocità: la velocità mentre si sogna è relativa, bisogna solo lasciarsi trasportare...

Il testo: "Tell me the lyrics you hear – those can be the official lyrics": Matthew Bice, con grande onestà, mi spiega come mai i testi della band praticamente siano introvabili, benché molta gente glieli chieda. La cosa è voluta e anzi, è un vero e proprio "omaggio" a una metodologia di lavoro già portata avanti dai Cocteau Twins.

La dichiarazione: molto candidamente Ed e Matt ammettono che, rispetto alla gestione dell'etichetta discografica, suonare nei Tears Run Rings è più facile:”Gestire la Shelflife Records è ben più difficile che suonare nella band. Adoriamo farlo, sia chiaro, ma a volte è come essere inseguiti da un grosso masso che non ci da tregua, come nel film di Indiana Jones. I Tears Run Rings rappresentano la nostra vacanza dalla vita di tutti i giorni.”

Il sito: Tearsrunrings.com


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