Sundara Karma: 'Youth Is Only Ever Fun In Retrospect' (2017)
Sony

Voto: 7/10

Sundara Karma: 'Youth Is Only Ever Fun In Retrospect' (2017)

"La scrittura è chiara, pulita, non particolarmente originale, ma ricca di quei ritornelli che fanno muovere"

di Riccardo Cavrioli

Genere: indie-rock.

Protagonisti: Oscar Pollock (voce, chitarra), Haydn Evans (batteria), Ally Baty (chitarra) and Dom Cordell (basso).

Segni particolari: i primi segnali importanti di questa band ci arrivano nel 2014. Un paio di EP, prontamente andati sold out e poi una lunga serie di singoli preparatori che hanno spianato la strada a questo esordio, decisamente atteso, che, comunque, recupera parecchio materiale già edito o conosciuto: su 12 brani, ben 8 praticamente non sono inediti.

Ingredienti: in questi ultimi anni il rock britannico ha messo sul tavolo un po' di nomi che stanno facendo la voce grossa, pur avendo in qualche caso non certo una qualità eccelsa, basti pensare a Catfish And The Bottleman, Circa Waves o Blossoms. I Sundara Karma dimostrano senza dubbio la vitalità del movimento, guardando con passione e modello all'altra sponda dell'Oceano, a band e solisti da arene piene come Arcade Fire, Kings Of Leon e Springsteen, senza però dimenticare la lezione britannica di gente come i Maccabees. Chi vi scrive si è appassionato a loro perché gli ricordavano moltissimo i Red Light Company.



Densità di qualità: partiamo subito da un concetto. Questo disco vale decisamente di più rispetto allo sbiadito esordio dei Blossoms. Qui almeno tutte le ottime premesse sono mantenute. 12 brani intensi, carichi, da cantare a squarciagola e che entrano subito in circolo. L'elemento trascinante è ovviamente la voce del biondissimo Oscar Pollock, così seducente e accattivante, senza trascurare anche la sua immagine, volutamente androgina, perché anche l'occhio vuole la sua parte. La scrittura è chiara, pulita, non particolarmente originale se vogliamo, ma dannatamente ricca di quei ritornelli che fanno subito tremare le mani e muovere su e giù la testa. Si parla di gioventù nel titolo e, certo, i testi ruotano intorno a quel concetto: ecco allora l'approccio al sesso, l'amore, l'intensità delle emozioni che esplodono senza filtri, l'impazienza tipica di quel periodo di vita, la nostalgia del passato e la paura del futuro. Niente di nuovo nemmeno qui, ma non troveremo banalità assortite, anzi, i riferimenti linguistici e letterari del nostro Pollock dimostrano una voglia di smarcarsi da certi stereotipi. Chitarre rabbiose in 'Loveblood', febbre indie-pop altissima in 'She Said' e 'Vivienne', il piglio del Boss in 'Be Nobody, avvolgenti in 'The Night' e l'epicità in crescendo di 'Happy Family': il guitar rock dei Sundara Karma fa centro in tutte le sue sfaccettature. Dovessimo trovare un brano che merita la palma di migliore ci sbilanceremmo sull'abrasiva 'Flame'. L'anno, per il rock made in UK, comincia bene.

Velocità: più che variabile. Incalzano e accelerano i nostri, ma sanno anche fermarsi per farci rifiatare.

Il testo: "She said I don't wanna go out chasing / I kinda wanna go out dancing / Forget about the guys / Cause it doesn't feel right / So he left / Drinking with the boys in convoy / Flirting with the girls who play it coy / Doubt he even knows that it doesn't feel right ", dal brano ’She Said’.

La dichiarazione: ”Non abbiamo mai voluto essere una 'band hype', anzi, il fatto che ci abbiano etichettato così mi ha messo tristezza, anche se ora ce la siamo messi via e prendiamo bene la cosa. In realtà sono i fan quelli che hanno fatto si che tutto questo accadesse, questa pazza ed eccentrica fanbase che abbiamo.”

Il sito: Sundara-karma.co.uk


Pubblicità

NEWS.-

DISCHI.-


CONCERTI.-

Facebook