XX: 'I See You' (2017)
Young Turks

Voto: 8/10

XX: 'I See You' (2017)

"Aprendo il cuore con enorme intelligenza il trio ha saputo dare nuova vita e vigore al proprio armamentario"

di Daniel Cordoni

Genere: art-pop, indie-pop, elettronica.

Protagonisti: Romy Madley Croft (chitarra, voce), Oliver Sim (basso, voce) Jamie Smith (sintetizzatori, percussioni, piano, violino, campionamenti, coproduzione).

Segni particolari: una gestazione alquanto travagliata ha portato a quattro anni di attesa per la terza pubblicazione degli XX, tra i musicisti indipendenti più influenti e di successo degli ultimi dieci anni con il loro suono intimo, scuro e minimale.

Ingredienti: i due singoli promozionali 'On Hold' e 'Say Something Loving' hanno proiettato un certo tipo di aspettativa per quello che sarebbe stato 'I See You', ma come spesso capita non si sono rivelati emblematici. Con il successo riscosso da Jamie nella sua deviazione solitaria era plausibile aspettarsi una sorta di integrazione delle sue esplorazioni clubbistiche, anche considerando il vicolo cieco pronto ad essere imboccato seguendo conservativamente la scia dei primi due album. Paradossalmente, queste prospettive contrastanti si sono verificate entrambe, ma in un modo per nulla scontato. 'I See You' non costituisce un'inversione ad U, al contrario i cardini che fanno degli XX gli XX conservano la loro tipicità, ma l'iniezione colorata di Jamie sprigiona un inedito entusiasmo, include campionamenti arditi, infonde un costante ritmo di danza, rilascia un'emotività per la prima volta empatica. Ognuno rimane al proprio posto, ma balla in piedi sulla sedia.



Densità di qualità: gli ottoni sfavillanti in apertura scostano le nebbie della discografia pregressa, suscitano un clamore che viene immediatamente ipnotizzato da una linea di basso irresistibile. 'Dangerous' espone le nuove regole del gioco come meglio non potrebbe. Un senso di movimento contagioso innerva l'intero l'album: in passato il tempo scandiva, ora coinvolge. Se 'Say Something Loving' cantata da Justin Bieber sarebbe senza dubbio un successo planetario e 'I Dare You' quasi infastidisce per quanto incide con naturalezza, l'anima del lavoro non risulta per nulla ruffiana, trattandosi di episodi estremamente personali che amplificano abitudini viziose, elaborazioni di lutto, dinamiche relazionali, nei quali composizione ed arrangiamento sono in perfetto equilibrio, diffondendo il sentimento con grande potenza. Solo nell'ultimo brano il terzetto sembra azzardarsi a mettere un piede intero fuori dal confine: in 'Test Me' il piano scandisce note dal sentore orientale, inseguite a coro dalle due voci, poi uno scenario spettrale, la voce scompare, suoni disorientanti ed infine il silenzio. Aprendo il cuore con enorme intelligenza il trio ha saputo dare nuova vita e vigore al proprio armamentario, mantenendo la X in copertina come una sigla inconfondibile, sopra uno specchio che, riflettendolo, vuole accogliere il mondo esterno.

Velocità: un battito che parte dal cuore assoggettato all'emozione esposta.

Il testo: "I went looking for it / Could have been anyone's kiss / Throwing my arms at no one / When I gave up I found love", da 'Say Something Loving'.

La dichiarazione: "E' stato difficile trovare un titolo per quest'album. Non riuscivo a trovare un tema principale. Ma poi ho iniziato a riflettere sulla nostra amicizia, di come ci siamo separati per riunirci di nuovo. Di quanto sia cruciale vedersi in qualsiasi tipo di relazione. Non ci vedevamo e io ne avevo bisogno”" riconosce Romy in un'intervista per 'Fader'.

Il sito: Xx.info


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