L'ITALIANO DEL MESE: Baustelle, 'L'Amore E La Violenza' (2017)
Warner

Voto: 7/10

L'ITALIANO DEL MESE: Baustelle, 'L'Amore E La Violenza' (2017)

"La band toscana ripropone i propri migliori talenti senza ingegnarsi troppo nel cercare di sintetizzarne di nuovi"

di Cristiano Gruppi

Genere: 80% synth-pop, 20% chamber-pop.

Protagonisti: Francesco Bianconi (voce, chitarre, tastiere), Rachele Bastreghi (voce, tastiere, percussioni), Claudio Brasini (chitarre). Produce Bianconi, al missaggio c'è Pino 'Pinaxa' Pischetola.

Segni particolari: settimo album in carriera per la band originaria di Montepulciano, che arriva a quasi quattro anni esatti dal precedente 'Fantasma' (2013). Nel disco non c'è batteria, ma solamente campionamenti di tamburi o vecchi vinili.

Ingredienti: se non ci fosse già stato 'La Moda Del Lento' (2003), questo disco sarebbe stato probabilmente definito quello della svolta eighties dei Baustelle. In ogni caso, la quantità di sintetizzatori, rispetto soprattutto alle ultime uscite, è decisamente aumentata (c'è persino un vocoder!), e va a braccetto con un ritrovato 'disimpegno', un approccio molto meno serioso delle aspirazioni cantautorali emerse da 'La Malavita' (2005) in poi, con l'eccezione delle orchestrate 'La Vita' e 'Ragazzina', un po' dei pesci fuor d'acqua in tale contesto. A parte ciò, sono presenti i classici elementi caratterizzanti il suono della band da quasi 20 anni: la doppia voce maschile/femminile, il citazionismo spinto, l'accostamento melodico tra un certo brit-pop colto (Pulp e Divine Comedy su tutti) e la tradizione della musica d'autore italiana.



Densità di qualità: l'obbiettivo, che senza ombra di dubbio i Baustelle hanno raggiunto, era la creazione di un album pop nella migliore accezione del termine, farcito di canzoni che si faranno cantare a lungo. E, in questo senso, è probabilmente dai tempi degli esordi che Francesco Bianconi e soci non riuscivano a concentrare tanti ritornelli killer: 'Il Vangelo Di Giovanni', 'Amanda Lear', 'Betty', 'Eurofestival' sono le prime cinque tracce, tutti potenziali singoli, e anche 'La Musica Sinfonica' e 'L'Era Dell'Acquario' possono esservi accomunate nell'efficacia melodica. 'L'Amore E La Violenza' ha però il difetto che, tenendo conto di altri sei album alle spalle, tutto finisce per sapere un po' troppo di già sentito. E' palese che la scarsa versatilità vocale dei due leader ponga dei limiti, ma pare che la band toscana, soprattutto a questo giro, si sia come 'accontentata' di riproporre i propri migliori talenti (interessante anomalia è la coda daftpunkiana di 'Basso E Batteria'), senza ingegnarsi troppo nel cercare di sintetizzarne di nuovi. Detto ciò, siamo comunque al cospetto di un altro bel disco.

Velocità: 12 brani in 40 minuti.

Il testo: "I wanna be Amanda Lear / Il tempo di un LP / Il lato A, il lato B / Non siamo mica immortali, bruciamo ed è meglio così / Amanda Lear, soltanto per un LP / Il lato A, il lato B / Che niente dura per sempre nemmeno la musica", da 'Amanda Lear', canzone che con finto disincanto guarda al tempo che passa, tema ricorrente nelle liriche di questo album.

La dichiarazione: Francesco Bianconi nella nota stampa del disco: "Volevamo fare un disco con dentro le canzoni pop che non sentiamo mai alla radio, fare un disco di canzoni pop che per una volta, come una volta, non temano di rivelare una propria eccitante complessità."

Il sito: Baustelle.it


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