Cabbage: 'Young, Dumb And Full Of...' (2017)
Skeleton Key

Voto: 8/10

Cabbage: 'Young, Dumb And Full Of...' (2017)

"Dalle loro pazze teste si scatenano cortocircuiti sonori in grado di far esplodere i padiglioni auricolari"

di Daniele Cardarelli

Genere: garage-punk.

Protagonisti: Lee Broadbent (voce), Joe Martin (chitarra e voce), Eoghan Clifford (chitarra), Stephen Evans (basso) e Asa Morley (battiera).

Segni particolari: i Cabbage sono cinque ragazzi pazzoidi e casinari definiti come la “nuova band più eccitante di Manchester”. Veneratori del compianto GG Allin e dei suoi atroci live-show, i cinque ne ricalcano le gesta presentandosi spesso sul palco vestiti di soli mutandoni imbottiti alla Tafazzi. Al loro attivo anche una battaglia mediatica a colpi di tweet contro il Sun, reo di averli indicati come next big thing del 2017. Riluttanti alle regole che governano il mercato discografico 'Young, Dumb And Full Of...' altro non è che una raccolta degli ultimi 3 EP pubblicati dalla band, in cui trovano spazio alcune delle tracce prodotte da Simon Archer dei Fall.

Ingredienti: Buzzocks, Fall, Pete Doherty e Cramps le coordinate di riferimento, ma più di tutto sono da considerarsi la risposta del Nord ai Fat White Family. Già perchè i Cabbage al pari dei loro coetanei londinesi rileggono il passato con follia destrutturante, rivoltano il post-punk, dilaniano ciò che rimane del punk, suonano tutto e il contrario di tutto, tirando a bordo del loro carrozzone surreale pure il country e lo psychobilly conditi con testi deliranti,che vanno da un "Death to Donald Trump" a uno sproloquio sulla gestione degli affari del dittatore nord-coreano Kim Jong-Un.



Densità di qualità: ci sono porte che non andrebbero mai aperte, quelle che danno accesso a una sottocultura deviata sterminata. I Cabbage ovviamente lo fanno e per un'oretta filata scippano ai Buzzcocks la reputazione di band più malfamata della città, appendono a testa giù il vinile di 'Unknown Pleasures', e seppelliscono sotto tonnellate di deliri dissacranti le poesie di Morrissey. Deridono il mito di Madchester ('Tell Me Lies About Manchester') e danno giù di accordi mitragliati con impeto tale da togliere il fiato ('Dissonance'). Vaneggiano su criminali psicopatici ('Free Steven Avery (Wrong America)') e sgomitano con i Nazi-punk ('Uber Capitalist Death Trade'), toccando gli abissi più profondi della depravazione con la riproposizione di 'These Boots Are Made For Walking', roba da far resuscitare seduta stante Lux Interior con tutto il suo teatrino degli orrori. Saranno anche essere spregevoli e raccapriccianti, ma dalle loro pazze teste si scatenano cortocircuiti sonori in grado di far esplodere i padiglioni auricolari.

Velocità: altissima!

Il testo: “Coat my eyes in voodoo rays / Fill my ears with the Hacienda classics / stick my legs in Joe Bloggs flares” da 'Tell Me Lies About Manchester'.

La dichiarazione: “Siamo un gruppo di bastardi trasandati. Mi sono sentito subito a casa quando ho conosciuto gli altri della band: ho capito che non ero l'unico ad avere bisogno di una doccia” così un esplicito Joe Martin al Guardian.

Il sito: Ahcabbage.bandcamp.com


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