Animals That Swim: 'Workshy' (1994)
One Little Indian

Voto: 8/10

Animals That Swim: 'Workshy' (1994)

"Un disco che meritava assolutamente una ristampa così ben curata: giustizia è fatta"

di Riccardo Cavrioli

Genere: indie-rock.

Protagonisti: I tre fratelli Hank Starrs (voce, batteria) e Hugh Barker (chitarra) e Al Barker (chitarra e tastiere), Del Crabtree (tromba) e Tony Coote (basso).

Segni particolari: se è vero quel che dice la One Little Indian Records che, piano piano, inizieranno a produrre tutta una serie di ottime ristampe di band del passato che non ebbero altissima visibilità, beh, allora prepariamoci a mettere mano molto spesso al portafoglio. Se il buongiorno si vede dal mattino allora questa nuova pubblicazione dell'esordio degli Animals That Swim è un pregevolissimo segnale. Non solo una confezione cartonata e molto elegante, ma la bellezza di sette inediti e due rare B-sides, fotografie e interventi scritti da Al e Hank. In origine 'Workshy' uscì nel 1994 e ricevette critiche favorevolissime, tanto da essere inserito nel migliori 15 album dell'anno da NME.

Ingredienti: una descrizione come Scott Walker incontra Tom Waits che a sua volta se la spassa con Teardrop Explodes e Go-Betweens mentre tutti sono a un concerto dei Tindesticks potrebbe stuzzicarvi? Bene, allora vi siete fatti una piccola ma chiara idea del sound degli Animals That Swim in questo strabiliante esordio che lascia senza fiato per inventiva e vitalità.



Densità di qualità: quello che emergeva da un disco come 'Workshy' era (è!) una sensibilità pop invidiabile, mescolata con tantissime altre influenze che mescolavano spirito cantautorale "colto" a una vena ironica invidiabile. Di primo pensiero, in certi momenti, potevano venire in mente i Tindersticks in una versione più briosa e accattivante, ma poi ecco subentrare mille altre correnti e influenze tali da catturare la nostra mente. Elemento distintivo il suono di quella tromba inconfondibile, che infonde un tocco di jazz al tutto. Dall'eleganza di ' Smooth Steps', alla pulsante 'Pink Carnations', passando per la notturna 'King Beer' e la fragorosa ' How to Make a Chandelier': un vero tripudio di suoni e colori, con testi sagaci, intelligenti e ricchi di riferimenti letterari. Ben sette sono le canzoni inedite pubblicate sul secondo cd che completa questa ristampa. Ascoltandole viene da pensare con che coraggio abbiano potuto lasciarle fuori dall'album a suo tempo, roba che un gruppo adesso pagherebbe oro per fare simili brani che sono rimasti inediti per più di 20 anni e che brillano assolutamente per gusto melodico. Epica e trionfale è 'City Drift', sferragliante e incalzante guitar-rock con 'Hidden Stars', più malinconica e riflessiva 'Dark Train', per non parlare del brio travolgente di 'Velvetine' e di 'Brilliant Claims', col suo organetto micidiale e il solito lavoro meraviglioso della tromba. Punto altissimo fra queste inedite è la schizofrenia musicale di ' We're All in This Together' che lascia a bocca aperta. Segnalavamo anche due B-sides come 'Me and Captain America' e sopratutto 'Impossible', che ci porta letteralmente sulle montagne russe tra piano e forte, luce e oscurità. Un disco che meritava assolutamente una ristampa così ben curata: giustizia è fatta.

Velocità: variegata e imprevedibile.

Il testo: "I only heard about it, his name was Barney, he had a pack of cheap magic cards, brightly painted by himself", dal brano ’Barney’.

La dichiarazione: Hank Starrs ricorda i vecchi tempi dell'esordio: ”I critici generalmente ci hanno amati. Anche altri gruppi e musicisti apprezzavano quello che stavamo facendo. Mi ricordo di un concerto, in quel periodo, a Islington: Graham e Damon dei Blur erano venuti a vederci, c'era Luke Haines e addirittura anche Jarvis Cocker. In realtà, buone recensioni e scarse vendite!”

Il sito: Facebook.com/animalsthatswim


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