Piano Magic: 'Closure' (2017)
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Voto: 7/10

Piano Magic: 'Closure' (2017)

“Non sarà ricordata come una tappa fondamentale, ma è sicuramente il finale che rende tutti sereni”

di Stefano Bartolotta

Genere: cantautorato dark.

Protagonisti: Glen Johnson (voce, chitarra, melodica), Frank Alba (chitarre, programming), Oliver Cherer (tromba), Josh Hight (seconde voci), Audrey Riley (violoncello), Alasdair Steer (basso), Jerome Tcherneyan (batteria, percussioni), Paul Thornbohm (tastiera), Peter Milton Walsh (seconde voci).

Segni particolari: dodicesimo e, come si capisce già dal titolo, ultimo album per la creatura dell’inglese Glen Johnson. La band ha annunciato il proprio scioglimento lo scorso autunno, a vent’anni esatti dalla formazione, tenendo solo un ultimo concerto a Londra a dicembre e pubblicando il disco un mese e mezzo dopo.

Ingredienti in tanti anni di esistenza, i Piano Magic hanno proposto moltissime soluzioni stilistiche e sonore, ma hanno sempre avuto alcuni punti fermi nella loro evoluzione. Un suono cupo, un andamento compassato, una sapiente alternanza di vuoti e pieni, l’utilizzo sporadico di strumentazione digitale in modo sempre gentile e mai invadente, atmosfere in equilibrio tra sogno e introspezione, uno sviluppo dei brani leggermente staccato dalla forma canzone tradizionale ma comunque sempre lineare e definito. Qui c’è tutto questo e il suono guarda al loro periodo più votato alle chitarre elettriche, molto spesso in primo piano con un suono saturo e abrasivo, ma, anche qui, sempre molto equilibrato. Le canzoni sono tutte tra i quattro e i cinque minuti a parte l’iniziale title track, che sfonda il muro dei dieci e che propone una corposa parte strumentale.



Densità di qualità: per questa uscita di scena, i Piano Magic decidono di non aggiungere alcun tassello nuovo al proprio percorso artistico e di appoggiarsi sulle proprie sicurezze. La scelta è ampiamente comprensibile, e risulta anche azzeccata, dato che il disco suona molto genuino e anche ispirato dal punto di vista sia della scrittura che dell’interpretazione. Si capisce chiaramente che lo scopo dei Piano Magic fosse quello di salutare con qualcosa di rappresentativo della carriera e che desse soddisfazione e pochi problemi sia alla band nel realizzarlo, che ai fan nell’ascoltarlo. La missione è perfettamente riuscita e, anche se questa non sarà ricordata come una tappa fondamentale, è sicuramente il finale che rende tutti sereni.

Velocità: come sempre, con i Piano Magic non si va certo di fretta.

Il testo: "I am a photograph in your satchel, between a paperback and cigarettes" dalla title-track.

La dichiarazione: "Sono indubbiamente contento di tante nostre canzoni, concerti, dischi e collaborazioni, ma soprattutto di come siamo riusciti a commuovere le persone".

Il sito: Piano-magic.co.uk


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