Rose Elinor Dougall: 'Stellular' (2017)
Vermilion

Voto: 7/10

Rose Elinor Dougall: 'Stellular' (2017)

"È difficile non farsi conquistare, o almeno cullare, dalla timida e romantica signorina Dougall"

di Michele Corrado

Genere: indie-pop con delicate sfumature di synth.

Protagonisti: per la produzione di questo disco Rose Elinor è stata aiutata da Oli Bayston dei Boxed In.

Segni particolari: sorella maggiore di Tom dei Toy, a 30 anni di vita Rose Elinor Dougall ne ha spesi una buona metà facendo musica. Nel 2003 è entrata a far parte delle Pipettes, alle quali ha prestato le tastiere e la voce limpida. Ha poi lasciato amichevolmente la band, contemporaneamente a Rebecca Stephens, per iniziare una carriera solista non abbondante ma molto apprezzata. 'Without Why' del 2010 ha infatti ricevuto ottime critiche nel natio Regno Unito come oltreoceano. Prima di questo 'Stellular' Rose non ha pubblicato altri full lenght, ma ha continuato ad esibirsi proponendo sempre brani nuovi (raccolti in due EP), prestato il suo talento a numerosi brani di Mark Ronson e cantato spesso per la TV e per il teatro inglese.

Ingredienti: è tutto ben educato e tenue nelle dodici canzoni di 'Stellular'. Le chitarre guizzano frizzanti e il drumming è vivace, ma non si staccano mai troppo dal delicato fluire delle melodie. I synth, sfiziosi e sbrilluccicanti, sono la marcia in più di questo disco, il punto luce che ne arricchisce gli scenari pastello.



Densità di qualità: accade così sin dall’opening 'Colour Of Water', dove l’avvento dei synth celestiali fa letteralmente levitare una comunque bella canzone in stile C86. Il loro ruolo è ancora più chiaro in 'Hell And Back', dove un’assortimenti di suonetti indietronici aiutano la voce di Rose Elinor a raggiungere una zuccherosa trance. La title-track è forse l’episodio più vivace e grazie a qualche frangente decisamente ballabile potrebbe essere usata come antipasto di una serata indie danzereccia. 'Dive', duettata complicemente con Oli, è il brano più vicino al passato più chitarroso della nostra, ma si tiene su ritmi bassi e scioglievoli. 'Stellular' non presenta molti altri highlights, ma nemmeno presenta un punto debole. È difficile non farsi conquistare, o almeno cullare, dalla timida e romantica signorina Dougall.

Velocità: 12 brani in 47 minuti, soavi.

Il testo: " Everything tonight, everything tomorrow, everything at once ", da 'All At Once'.

La dichiarazione: "Una cosa che mi piace molto di come ho registrato questo disco è l’aver lasciato intatto lo spirito delle registrazioni. Durante l’intro di certi pezzi si può sentire Oli che fa cose con la chitarra."

Il sito: Roseelinordougall.bandcamp.com

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