Amber Run: 'For a Moment, I Was Lost' (2017)
Easy Life

Voto: 7/10

Amber Run: 'For a Moment, I Was Lost' (2017)

"Il rock può ancora emozionare se fatto con onestà. Gli Amber Run lo dimostrano"

di Riccardo Cavrioli

Genere: indie-pop.

Protagonisti: Joe Keogh (chitarra,voce), Henry Wyeth (pianoforte), Tom Sperring (basso), Will Jones (chitarra).

Segni particolari: viene da Nottingham questo quartetto che ha raccolto ottimi consensi con l'album d'esordio '5am' uscito nell'aprile del 2015, entrando al trentaseiesimo posto in classifica in UK. Un anno fa circa la loro casa discografica, la RCA-Sony, ha deciso di chiudere il suo rapporto con la band, quindi il batterista Felix Archer ha lasciato il gruppo.

Ingredienti: se dovessimo trovare una collocazione più o meno adatta per gli Amber Run diciamo che li inseriremmo tra i Radiohead dei primi tre album (lato malinconico), i Coldplay più raccolti e non quelli sbarazzini e da classifica e gli incastri melodici degli Alt-J. Certo la voce di Joe Keogh ogni tanto ci rimanda al buon Thom Yorke, questo è innegabile, ma parliamo proprio di suoni, di approccio alla materia musicale, con la volontà di colpire l'ascoltatore e trasmettere emozioni, anche oscure e toccanti.



Densità di qualità: nasce da situazioni difficili questo album: prima la casa discografica li lascia a casa, poi il batterista che getta la spugna. Viene voglia di vedere tutto nero? "Bene, adattiamo la musica al nostro stato d'animo e andiamo avanti, anche in modo catartico": è questo lo spirito che sembra aver mosso gli Amber Run alla realizzazione di un disco che si dimostra più maturo, più a fuoco e meno spensierato rispetto all'esordio e che, nonostante l'originalità non sia il piatto forte della casa, si lascia apprezzare. Veri e propri esami di coscienza personali da parte di Joe, che per musicarli al meglio non dispensa su ballate al piano ('Fickle Game') e momenti più raccolti, quasi intimi e fragili ('Haze' e 'Machine') ma anche su improvvise e rabbiose impennate chitarristiche che ci destabilizzano per l'intensità prepotente ('No Answers' e 'Perfect'). Il chiaro/scuro è l'elemento su cui più si basa il sound degli Amber Run, la tempesta che a tratti segue la calma è perfettamente voluta e cercata, salvo poi ritornare, con bravura, anche a placare l'impatto ('Dark Bloom' su tutte). Il rock può ancora emozionare se fatto con onestà. Gli Amber Run lo dimostrano, pur non aggiungendo nulla di nuovo in fatto di personalità, è doveroso segnalarlo.

Velocità: la base è moderata, ma in alcuni momenti si accelera.

Il testo: "I forgive you but can’t forget you because the things you said are etched inside my brain", dal brano ’No Answers’.

La dichiarazione: ”Il titolo dell'album allude alla nostra situazione attuale. Ci siamo persi per mesi, ma ora ci siamo svegliati.”

Il sito: Amber-run.com

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