Fufanu: 'Sports' (2017)
One Little Indian

Voto: 6/10

Fufanu: 'Sports' (2017)

"Si limitano a ricalcare i propri miti armati di squadra e righello, dimenticandosi però di disegnarne l'anima"

di Daniele Cardarelli

Genere: post-punk, dark-wave, synth-pop.

Protagonisti: Kaktus Einarsson (voce), Guðlaugur Einarsson (chitarra e synth) e Erling Bang (batteria).

Segni particolari: secondo album per la band di Reykjavik, che ha iniziato a muovere i primi passi nella musica techno con l'alias 'Captain Fufanu', salvo poi cambiare ragione sociale e sposare sonorità totalmente opposte. Il gruppo è guidato Kaktus Einarsson (suo padre Einar Örn Benediktsson suonava nei Sugarcubes di Björk) e vanta due sponsor d'eccezione: Damon Albarn e Nick Zinner (qui anche in veste di producer) i quali hanno contribuito a diffondere la notorietà dei Fufanu remixando il loro fortunatissimo singolo 'Ballerina In The Rain'.

Ingredienti: post-punk e wave glaciale scanditi da synth robotici . Questa la sintetica formula elaborata dagli islandesi, che fanno propri gli insegnamenti di gente come Joy Division, Bauhaus e Depeche Mode.



Densità di qualità: che ci fosse dell'altro in Islanda, oltre ai ghiacciai e ai Sigur Rós, i Fufanu ce l'avevano mostrato con l'esordio 'Few More Days To Go' (2015), in cui davano libero accesso a un cuore così nero da far perdere la testa a gente come i Blur, che pronti-via, gli diedero mandato di aprire il loro concerto ad Hyde Park un paio d'anni fa. Il loro merito maggiore fu quello di aver saputo reinterpretare le frustrazioni di Ian Curtis e le ansie di Peter Murphy incastonandole nel loro universo fatto di desolati e sconfinati fiordi. A questo giro, invece, i tre si limitano a ricalcare i propri miti armati di squadra e righello, dimenticandosi però di disegnarne l'anima. Ciò non vuol dire che 'Sports' sia un brutto disco (nei crepuscoli dark di 'Bad Rockets' e 'Tokyo' si ciondola volentieri la testa); vive però di folate gelide che non portano mai all'attesa tempesta artica. Tutto scivola via senza spasmi nel suo voler essere troppo pulito e troppo poco ansiogeno. 'Restart', oltre a essere il brano migliore dell'intero lotto, è l'auspicio a ripartire al più presto verso i sentieri più oscuri.

Velocità: cruise control impostato su velocità media, senza mai rallentamenti o accelerazioni.

Il testo: “I said something about leaving soon / It’s drumming in my heart /And asking for restart”, da 'Restart'.

La dichiarazione: “Il più grande impatto di Nick Zinner sulla band è stato quello di costringerci a scrivere di più. Pensavamo di avere dei pezzi già pronti, ma lui ha voluto di più. È stato un vero e proprio direttore!”, così la band al portale 'Ventsmagazine'.

Il sito: Fufanu.net


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