Sodastream: 'Little By Little' (2017)
Sodastream

Voto: 7/10

Sodastream: 'Little By Little' (2017)

"Riprendere il discorso dopo diverso tempo non ha scalfito minimamente la qualità del risultato finale"

di Raffaele Concollato

Protagonisti: Karl Smith (voce, chitarre), Pete Cohen (basso, cori), Marty Brown (batteria) e ospiti vari.

Segni particolari: Karl e Pete ormai vent’anni fa formarono i Sodastream, che dopo quattro album, qualche EP e dieci anni di carriera decisero di prendersi una pausa. Iniziarono ad interessarsi a diversi progetti per poi ritrovarsi a distanza di sei anni, nel 2013, iniziando la preparazione di ‘Little By Little’. Le registrazioni sono avvenute con l’aiuto di Marty Brown e di diversi musicisti della scena indie australiana, e in tre anni hanno dato forma alle 10 canzoni che compongono l’album.

Ingredienti: gli anni di pausa sono serviti ai due per allargare gli orizzonti, e molte delle esperienze accumulate vengono messe a frutto in ‘Little By Little’. Karl ha intrapreso una carriera solista conclusasi con la pubblicazione di ‘Kites’ alla fine del 2013, invece Pete ha continuato a collaborare con la scena indie australiana unendosi sia come membro che come produttore ai lavori di J Walker, Tom Lyngcoln e Kelly Lane, che poi hanno collaborato alla realizzazione dell’album del duo.



Densità di qualità: forse anche perché registrato in tre anni, si denota una notevole differenza tra i brani, e pur rimanendo all’interno del solco indie-folk che caratterizzava i lavori precedenti, i due autori non si sono fatti scappare l’occasione di spaziare nel genere. Un ottimo esempio è la delicata e fragile ‘Coloured Iris’ che potrebbe arrivare dai primi album, che subito arrivano i sontuosi fiati di 'Letting Go', spiazzanti quanto azzeccati, a far capire che c’è anche un altro mondo da esplorare. Anche la cangiante ’On The Stage’ sfida la storia del gruppo, come l’inquietante preludio di ‘Tyre Iron’, che sfocia in un rumoroso upbeat finale. E’ chiaro come lo spettro dei due australiani si sia aperto e la crescita nella composizione e negli arrangiamenti riesca a essere sorprendente: riprendere il discorso dopo diverso tempo non ha scalfito minimamente la qualità del risultato finale, i suoni, le scelte, anche coraggiose, hanno permesso a Karl e Pete di ridipingere i confini del loro indie-folk senza tradirne la sostanza.

Velocità: 10 brani in 40 minuti.

Il testo: "My hands turn to fire every time you leave/Soon I’ll burn all these fuckers around me", da ' Three Sins'

La dichiarazione: da 'Londoninstereo.com': "Abbiamo iniziato a sperimentare per vedere come andava. Abbiamo ritrovato un'intesa che ha aiutato il processo compositivo. Suonare in altre band ha anche portato nuove idee e ci ha permesso di ragionare pensando al quadro generale e non alla singola canzone e passare subito alle parti di chitarra e basso e registrando il disco in tre anni ci ha portato a fare tutto con molta calma."

Il sito: Sodastream.net.au


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