Goldfrapp: 'Silver Eye' (2017)
Mute

Voto: 7/10

Goldfrapp: 'Silver Eye' (2017)

"Sicuramente lontano dai fasti dei primi dischi, è un lavoro della maturità gustoso e valevole"

di Michele Corrado

Genere: art-pop, electro.

Protagonisti: Alison Goldfrapp (voce e tastiere), Will Gregory (tastiere).

Segni particolari: la storia dei Goldfrapp la conoscete tutti. Alison ha passato gli anni '90 a fare vocalist per mezza scena trip hop e big beat, poi, conosciuto il navigato musicista sperimentale Will, ci ha fondato uno dei duo di musica dream più longevi e intriganti di sempre. Al primo colpo, i Goldfrapp, che poi è il cognome di lei, scioccarono il mondo con un esordio di trip hop cinematico e noir, 'Felt Mountain'. Un capolavoro che non si sarebbe ripetuto, se non altro perché la musica dei Goldfrapp è un serpente che muta pelle ad ogni uscita. Il successivo 'Black Cherry' è una staffilata di electro-pop minimale, 'Supernature' del 2005 un cumulo di colpi da classifica irresistibili, e così via. 'Silver Eye' è il loro settimo full lenght.

Ingredienti: il disco è diviso praticamente in due tipi di canzoni, quelle elettriche e sensuali e quelle oniriche. In ciascuno dei due casi il gioco lo impongono le tastiere, ora nervose e sincopate, ora fumose come quelle di una colonna sonora di Vangelis. In entrambi i tipi d’atmosfera la voce duttile e incantatrice di Alison si muove da padrona.



Densità di qualità: si inizia infatti con due discrete bombe di ritmo, 'Anymore' e 'Systemagic', per poi abbassarlo improvvisamente con la misteriosa 'Tigerman'. L’episodio senza dubbi più dilatato, dove le evoluzioni vocali di Alison si sprecano, è 'Faux Suede Drifters'. 'Everything Is Never Enough' è una lezione di classe gratuita a tutte le giovincelle del synth pop contemporaneo. Cosa che non riesce invece a 'Become The One', pezzo un po’ banale in ricerca del facile hook radiofonico. Il finale, costituito da 'Moon In Your Mouth' e 'Oceans', sebbene la seconda sia un pelo più violenta, è invece tutto dedicato all’anima etera e sognante. Un susseguirsi di synth gommosi e ruvidi crea squarci di tempo dove la voce di sirena della Goldfrapp si libra inquieta. Sicuramente lontano dai fasti dei primi dischi, e con una carriera quasi ventennale ci mancherebbe, 'Silver Eye' è un lavoro della maturità gustoso e valevole. Specie per i fan, che potrebbero trovare qualche pezzo da personale top ten della band. 'Oceans' è nella mia.

Velocità: 44 minuti a velocità molto incostante.

Il testo: "I'm alive /I feel the blood /Seeing stars in your eyes /There is an endless /Chill, that's the love", da 'Moon In Your Mouth'.

La dichiarazione: Alison Goldfrapp, da vera popstar, su Instagram: "Lo so che un’affermazione del genere potrà risultare impopolare, ma io trovo straordinario che milioni di persone stiano imparando come fotografare se stessi e mettersi in gioco."

Il sito: Goldfrapp.com


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